INSIDIOUS 3 – L’INIZIO

INSIDIOUS 3 – L’INIZIO
di Leigh Whannell


Subentrando in regia a James Wan, lo sceneggiatore Leigh Whannell firma con Insidious 3 - L’inizio un prequel che è anche il capitolo più debole della saga: i brividi non mancano, ma lo script sembra un’esile traccia atta semplicemente a collegare le varie sequenze-shock.

Molti brividi, poche insidie

Quinn Brenner, adolescente che ha da poco perso la madre, è convinta che la donna sia in realtà ancora con lei. Nella casa in cui vive con suo padre, infatti, Quinn è testimone di piccoli, strani eventi: oggetti fuori posto, rumori e sussurri incomprensibili, la generale sensazione di una presenza impalpabile che non la abbandona. Persuasa che sua madre stia cercando di comunicarle qualcosa, la ragazza si rivolge così ad Eloise Rainer, medium di fama che si è però, da tempo, ritirata dall’attività. L’anziana donna, dopo molte titubanze, accetta di utilizzare un’ultima volta le sue facoltà per aiutare Quinn: ma, una volta stabilito il contatto con l’entità che è in casa della ragazza, Eloise si rende conto che non si tratta affatto di sua madre. Al contrario, a tormentare Quinn è uno spirito ingannevole e malvagio, che vuole utilizzare il corpo della ragazza per tornare nel mondo dei vivi. Una volta smascherata, l’entità si fa più aggressiva, e sia Quinn che Eloise si scoprono in grave pericolo…

Giunta al suo terzo capitolo, la saga horror di Insidious sceglie di guardare indietro, optando per il prequel anziché per una prosecuzione della storia originale. Una scelta che chiude apparentemente la vicenda della famiglia Lambert, dei “viaggi astrali” di Dalton e di suo padre Josh, evidentemente liberatisi (per sempre?) delle presenze che li opprimevano. Questo Insidious 3 – L’inizio, facendo un salto indietro nel tempo, recupera così una Eloise Rainer (che qui ha di nuovo il volto di Lin Shaye) in carne ed ossa, non ancora trasformata in fantasma; di lei, esploriamo il passato prossimo, quello di poco precedente al (nuovo) incontro coi Lambert, ma successivo allo scontro con la minacciosa, inquietante presenza velata che l’aveva spinta a lasciare il mondo del sovrannaturale; nel corso di questa avventura, scopriamo inoltre come la donna ha fatto la conoscenza dei suoi stravaganti aiutanti, i due acchiappafantasmi nerd Specs e Tucker.

Un prequel che vede un cambio in cabina di regia, con l’abbandono di James Wan (impegnato sul set di Fast & Furious 7) e il subentro dietro la macchina da presa, per il suo esordio come regista, dello sceneggiatore dell’intera saga, Leigh Whannell. Quello che non cambia, in questo terzo episodio del franchise targato Blumhouse, è la formula di partenza, il mix di suggestioni che creano l’”impasto” della paura proprio della serie: un protagonista di giovane età minacciato da un’entità sovrannaturale, un segreto sepolto nel passato a scatenare l’orrore, la lotta con un personaggio votato al bene (e investito da una missione a cui, suo malgrado, non può sottrarsi) come quello di Eloise. Il tutto, tramutato in un’estetica cupa ed efficace, fatta del continuo gioco tra ciò che viene e ciò che non viene mostrato, di una costruzione attenta e funzionale della sequenza di spavento, di un gusto figurativo che stravolge ambienti e corpi in funzione onirica.

Il cambio di regista non modifica, nella sostanza, le caratteristiche della messa in scena del film, cupa e magnetica come nei due precedenti episodi, tutta tesa a una costruzione consapevole ed efficace della singola sequenza-shock. La saga di Insidious (e con lei molte altre produzioni targate Blumhouse) è sempre stata, principalmente, una perfetta macchina da brividi: questo prequel non fa eccezione, con la sua dose di spaventi profusi con generosità, sempre sospesi tra il mondo concreto e quello, trasfigurato e onirico, delle tormentate presenze viste da Eloise. In questa dialettica – tipica del genere e della sua tendenza alla serialità – tra il gusto dello spavento e la rassicurazione di un orrore che si ripete, nella sostanza, sempre uguale a sé stesso (quindi prevedibile e gestibile) trova posto anche la curiosità di scoprire un po’ di più sul passato dei personaggi che avevamo già conosciuto, e a cui un po’ ci eravamo affezionati: la stessa Eloise, ma anche i due simpatici ghostbuster Specs e Turner (il primo dei quali ha il volto dello stesso regista).

Il subentro in cabina di regia di Leigh Whannell, tuttavia, si avverte paradossalmente di più nel peso e nella fattura dello script che nelle caratteristiche della messa in scena. Nonostante, infatti, il neo-regista sia accreditato come sceneggiatore dell’intera saga, è abbastanza evidente la maggiore semplicità (diremmo persino l’elementarità) della scrittura di questo Insidious 3 – L’inizio rispetto ai due film precedenti: laddove questi ultimi utilizzavano infatti un tema come quello dei viaggi astrali per soluzioni narrative non banali, con collegamenti inattesi e originali tra le rispettive storie, qui il tutto viene normalizzato e ricondotto ai più classici binari del genere. Mentre, insomma, nei precedenti capitoli si aveva l’impressione che, oltre a spaventare, ci fosse anche il gusto – e la capacità – di raccontare una storia interessante, qui la sceneggiatura sembra più una traccia atta a legare tra loro le singole sequenze-shock.

Il film dice di fatto poco (e ciò non è un bene) sulla natura dell’orrore che tormenta la protagonista, mentre la storia di incomprensioni familiari da questa vissuta appare stereotipata e poco efficace; la stessa risoluzione della vicenda, che prova a introdurre (maldestramente) un elemento melò nel racconto, lascia più perplessi che stupiti. Rilevando il minor peso dato al racconto da questo prequel, rispetto agli altri due episodi della saga, viene da chiedersi quanto (al di là dei credits) James Wan abbia di fatto contribuito alle sceneggiature di questi ultimi. Tutte caratteristiche, queste, che rendono questo Insidious 3 – L’inizio, pur nella sua efficacia come puro prodotto di genere, l’episodio finora più debole dell’intera saga.

Titolo originale: Insidious: Chapter 3
Regia: Leigh Whannell
Paese/anno: Canada, Stati Uniti / 2015
Durata: 97’
Genere: Horror
Cast: Angus Sampson, Ashton Moio, Dermot Mulroney, Ele Keats, Hayley Kiyoko, Joseph Bishara, Leigh Whannell, Lin Shaye, Michael Reid McKay, Phil Abrams, Ruben Garfias, Samantha Ramraj, Stefanie Scott, Steve Coulter, Tate Berney, Tom Fitzpatrick
Sceneggiatura: Leigh Whannell
Fotografia: Brian Pearson
Montaggio: Timothy Alverson
Musiche: Joseph Bishara
Produttore: Jason Blum, Oren Peli
Casa di Produzione: Automatik Entertainment, Blumhouse Productions, Entertainment One
Distribuzione: Warner Bros. Italia

Data di uscita: 03/06/2015

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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