BIG GAME – CACCIA AL PRESIDENTE

BIG GAME – CACCIA AL PRESIDENTE
di Jalmari Helander


Opera seconda del regista finlandese Jalmari Helander, Big Game - Caccia al presidente mescola spregiudicatamente, e con gusto, cinema per famiglie e moderno action movie, guardando agli anni '80 con occhio affettuoso ma anche un po' cinico.

Un gioco senza frontiere

Oskari, tredicenne cresciuto in un villaggio finlandese, deve sottoporsi al suo rito di iniziazione per diventare un uomo, facendo la sua prima spedizione di caccia da solo, nella foresta. Nel frattempo, i cieli del Nord Europa sono attraversati nientemeno che dall’Air Force One, a bordo del quale il Presidente degli Stati Uniti viaggia diretto verso Helsinki. Il jet presidenziale viene preso di mira da una cellula di terroristi, che riescono ad abbatterlo; il presidente si salva tuttavia dall’esplosione grazie alla speciale capsula di salvataggio. Atterrato nel bel mezzo della foresta, si imbatte proprio in Oskari, che ha appena iniziato la sua caccia. In mezzo ai boschi, braccato dai terroristi e con nessuna conoscenza del territorio, l’uomo più potente del mondo sarà così costretto ad affidarsi alla guida di un ragazzino inesperto.

Opera seconda del finlandese Jalmari Helander, co-produzione tra Finlandia, Germania e Regno Unito, Big Game – Caccia al presidente (nel cui “multimediale” progetto è compresa anche una novelization, ad opera del romanziere americano Dan Smith) è un curioso esempio di cinema avventuroso per famiglie di stampo europeo. Il regista, col precedente Trasporto eccezionale – Un racconto di Natale, aveva già confezionato un prodotto ibrido e fuori dagli schemi, in cui la forma della fiaba si mescolava alle leggende tradizionali nordiche, e ai meccanismi del genere horror. Con questo suo secondo film, Helander mescola di nuovo i generi, in un prodotto che vuole tuttavia essere più giocoso e scanzonato rispetto al suo esordio, puntando a un pubblico più vasto: c’è l’action movie anni ’80 debitore dei vari Trappola di cristallo (e relativi sequel), c’è il buddy movie alla Spie come noi, un’affettuosa parodia della fantascienza spielberghiana di Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T., il senso di avventura del cinema per ragazzi de I Goonies, e derivati.

Su tutto, un’estetica gradevole e fumettistica, che trasfigura i paesaggi della foresta nordica in un look pop e surreale, che spinge a non dar peso (e a sorriderne) agli improbabili passaggi di trama, che immergono l’avventura in un mood fantastico e giocoso che ne annulla qualsiasi potenziale violento. La sceneggiatura segue le regole del romanzo di formazione e del cinema per famiglie, mostrando l’alleanza (fruttuosa) tra l’uomo più potente del mondo e un ragazzino outsider; questi impareranno, come nel miglior buddy movie, l’uno dall’altro, e (ri)troveranno, ognuno a suo modo e nel rispettivo ambito, il riconoscimento sociale a cui ambivano.

Helander attinge quindi a piene mani dalle atmosfere e dai colori degli anni ’80, amalgamando il tutto in un contenitore giocoso, divertito, consapevole. Tutto, in Big Game – Caccia al presidente, invita a non prendere troppo sul serio le improbabili premesse della trama, e a lasciarsi andare al piacere dell’avventura: tuttavia, la costruzione dei personaggi e la loro evoluzione (che si affida anche all’autoironica prova di Samuel L. Jackson, e a quella del giovanissimo Onni Tommila, nipote del regista) non sono privi di acume. Intelligenza e gusto si evincono anche dalle citazioni sparse qua e là per la trama (l’episodio del cratere e del ritrovamento del trasmettitore, che rimanda a Incontri ravvicinati del terzo tipo, il primo incontro tra i due protagonisti che fa pensare ad E.T.) e da alcuni discreti quanto significativi particolari (la capsula segnata dal numero 1492, data della scoperta del Nuovo Mondo, e simbolico emblema del contatto con un essere quantomai “alieno” per il giovane protagonista).

Inoltre, pur nel contenitore di un film di intrattenimento dedicato ai più giovani, quale Big Game – Caccia al presidente non cessa mai di essere, lo script non manca di inserire una nota disillusa e un po’ cinica sulla politica internazionale: buoni e cattivi non sono così facilmente individuabili come negli anni ’80, il nemico, più che alle porte, è ormai dentro la sala dei bottoni, e gli stessi ruoli di amici e nemici (come scopriamo verso la fine) diventano relativi. Il doppio e il triplo gioco (e oltre) sono ormai all’ordine del giorno, in un meccanismo infinito e reiterato di specchi in cui identità e fazioni si confondono inestricabilmente.

La natura ibrida di Big Game – Caccia al presidente, pur nella sua confezione di opera di intrattenimento, potrebbe lasciare interdetti gli spettatori di riferimento dei due filoni (action movie e cinema per famiglie) che, con abilità e spregiudicatezza, il film mescola. La voluta ingenuità di molti passaggi narrativi, così come il naturale approccio ludico al racconto, potrebbero far storcere il naso al pubblico più giovane, uso a ritmi più forsennati e a una diversa (e più pretenziosa) concezione dell’action movie, non abituato ai tempi narrativi e all’estetica del cinema di intrattenimento eighties. Il film di Helander invita, con una consapevolezza che non tutti possono cogliere, a sorridere delle sue stesse incongruenze, dei suoi passaggi narrativi più iperbolici, delle ben esili basi su cui l’intera trama poggia. Per apprezzarlo a pieno serve, paradossalmente, una fruizione più divertita e scanzonata, ma contemporaneamente anche più consapevole, rispetto a quella che caratterizza gran parte del pubblico dell’odierno cinema mainstream.

Titolo originale: Big Game
Regia: Jalmari Helander
Paese/anno: Finlandia, Germania, Regno Unito / 2014
Durata: 90’
Genere: Avventura, Azione
Cast: Felicity Huffman, Jaymes Butler, Jim Broadbent, Mehmet Kurtuluş, Onni Tommila, Ray Stevenson, Samuel L. Jackson, Ted Levine, Victor Garber
Sceneggiatura: Jalmari Helander
Fotografia: Mika Orasmaa
Montaggio: Iikka Hesse
Musiche: Juri Seppä, Miska Seppä
Produttore: Andy Mayson, Jens Meurer, Petri Jokiranta, Will Clarke
Casa di Produzione: Altitude Film Entertainment Ltd, Bavaria Film Partners, Egoli Tossell Film GmbH, Film House Germany, Head Gear Films, Ketchup, Metrol Technology, Subzero Film Entertainment, VisionPlus Fund I, Waterstone
Distribuzione: Eagle Pictures

Data di uscita: 25/06/2015

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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