RUTH & ALEX – L’AMORE CERCA CASA

RUTH & ALEX – L’AMORE CERCA CASA
di Richard Loncraine


Commedia autunnale e lieve, non esente da squilibri ma dalla sostanza tutt'altro che banale a dispetto del suo understatement, Ruth & Alex - L'amore cerca casa conferma la versatilità di un regista sui generis, ben poco hollywoodiano nell'approccio alla materia, come Richard Loncraine.

Il nido ai tempi della psicosi

Alex e Ruth Carver, rispettivamente pittore e insegnante in pensione, sono felicemente sposati da decenni. Nonostante l’assenza di figli, la loro vita e il loro matrimonio sono stati finora soddisfacenti; ma il bisogno di stimoli nuovi, insieme alla notizia che il loro appartamento a Brooklyn può valere una discreta somma, li porta a pensare di vendere la casa per trasferirsi in un quartiere più periferico. Per la vendita, i due si affidano alla nipote Lilly, scaltra agente immobiliare; i potenziali acquirenti si susseguono nella visita dell’appartamento, ma nessuno di loro sembra convinto. A complicare le cose, arriva la notizia di un tir abbandonato sul ponte di Brooklyn, che scatena un’incontrollabile psicosi-bomba in città. Nel frattempo, Alex e Ruth danno una scorsa alle inserzioni di vendita degli immobili; incappati in un’offerta che sembra interessante, più per gioco che per altro decidono di visitare l’appartamento.

Da sempre parsimonioso nella proposta del suo cinema (undici film in circa un quarantennio), eclettico nella scelta dei generi – che spaziano dall’horror al dramma shakespeariano – con frequenti incursioni sul piccolo schermo, Richard Loncraine torna ora al cinema con una commedia che definiremmo autunnale. Un film, questo Ruth & Alex – L’amore cerca casa, che si ispira a un romanzo dell’autrice americana Jill Clement, e che si inserisce in quel filone “senile” che negli ultimi anni ha attraversato trasversalmente vari generi hollywoodiani, dall’action movie alla commedia, contando sul carisma di star che rivendicano con forza il loro posto nell’industria cinematografica moderna.

Anche in Ruth & Alex – L’amore cerca casa, due nomi come quelli di Morgan Freeman e Diane Keaton, protagonisti di decenni di cinema hollywoodiano, garantiscono una sicura presa sul pubblico di ieri e di oggi: tuttavia, i due protagonisti offrono una prova inaspettatamente misurata, senza istrionismi o allusioni spudorate ai loro personaggi del passato, nel segno dell’understatement e di una resa semplice della quotidianità. Lo scopo loro (e quello di Loncraine) è offrire un bozzetto minimale, dai toni soffusi e senza emozioni sfacciate, di una società in continua e caotica trasformazione, e di due individui anziani che stentano ormai a riconoscersi in essa. Due persone che nondimeno continuano, fedeli alla loro curiosità, a indagarla, quella società, e a cercare un loro possibile posto in essa. Un posto in cui magari continuare a coltivare un amore inevitabilmente sfumato, ma vivo, e in cui invecchiare (insieme al proprio fedele animale domestico, compagno e non surrogato di quel figlio mai avuto) con quel misto necessario, ma così difficile da raggiungere, di serena rassegnazione e curiosa consapevolezza.

Tutto questo Ruth & Alex – L’amore cerca casa, trasferta americana di un autore dall’animo europeo come Loncraine, stupisce per la sua misura. Con due star, e una storia a forte rischio retorica, il regista tiene a freno il registro emozionale, gioca sul filo delle sensazioni e dell’allusione, colora il film di tonalità fotografiche calde e avvolgenti, malgrado il carattere autunnale della storia. La vicenda di questa coppia di anziani, e del loro crescente spaesamento in una città che pare mutare incontrollabilmente davanti ai loro occhi, parla il linguaggio della quotidianità, dell’assenza di grandi eventi, di gioie e meschinità piccole e grandi, che accomunano gli esseri umani a qualsiasi latitudine. Lo stesso umorismo è garbato e trattenuto, puntando a colorare di grottesco la realtà solo quel tanto necessario.

Tuttavia, il film di Loncraine tiene gli occhi aperti, e i piedi ben piantati nel presente: a quasi un quindicennio di distanza dall’11 settembre 2001, il registra mostra una città in cui la ferita di quell’evento non si è ancora cicatrizzata. Una città in cui basta un tir abbandonato su un ponte, casualmente intestato a un cittadino di origine araba, a scatenare una folle e insensata psicosi metropolitana; e in cui la facciata progressista e multietnica dell’America di Obama non ha cancellato discriminazioni e sospetti. Un luogo in cui la vita scorre a velocità folli e incontrollate, al punto di trasformare un passaggio di vita fondamentale per un individuo (come la ricerca di una nuova abitazione) in un’assurda corsa sulle montagne russe. Corsa alla quale i due protagonisti partecipano più per caso che per altro, e che imporrà loro, infine, una scelta radicale.

Ruth & Alex – L’amore cerca casa, prodotto piccolo, caldo e autentico, resta comunque un film tutt’altro che perfetto. La voice over di Freeman è superflua, a tratti stucchevole, comunque tale da non aggiungere nulla alla gamma emozionale del film; i frequenti flashback, animati da una recitazione non proprio eccelsa dei due alter ego giovani della coppia (in particolare da quella di Claire van der Boom) restano velleitari e inutili. In tutta la sua prima parte, il film si perde in lungaggini e in un ritmo troppo dilatato, in cui fa fatica a trovare la giusta presa sullo spettatore; la misura che Loncraine cerca (e trova) nel tono della storia, si traduce anche in un approccio registico forse troppo timido. Limiti che comunque, va detto, non inficiano se non in minima parte la godibilità di questa commedia, in cui si coglie tanta sostanza, e per cui si tende a provare una naturale, istintiva simpatia.

Titolo originale: 5 Flights Up
Regia: Richard Loncraine
Paese/anno: Stati Uniti / 2014
Durata: 88’
Genere: Commedia, Drammatico, Sentimentale
Cast: Alysia Reiner, Carrie Preston, Claire van der Boom, Cynthia Nixon, Diane Ciesla, Diane Keaton, Hannah Dunne, Josh Pais, Korey Jackson, Maddie Corman, Maury Ginsberg, Michael Christopher, Miriam Shor, Morgan Freeman, Sterling Jerins, Ted Sod
Sceneggiatura: Charlie Peters
Fotografia: Jonathan Freeman
Montaggio: Andrew Marcus
Musiche: David Newman
Produttore: Charlie Peters, Curtis Burch, Lori McCreary, Tracy Mercer
Casa di Produzione: Lascaux Films, Latitude Producitons, Revelations Entertainment
Distribuzione: Videa

Data di uscita: 29/01/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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