FANTASTICHERIE DI UN PASSEGGIATORE SOLITARIO

FANTASTICHERIE DI UN PASSEGGIATORE SOLITARIO
di Paolo Gaudio


Con Fantasticherie di un passeggiatore solitario, suo affascinante esordio nel lungometraggio, Paolo Gaudio si immerge e ci immerge in un universo fantastico raccontato su tre piani temporali, legati da assonanze emotive e tematiche, più che fa un filo conduttore logico.

Tra le pagine e le pieghe del tempo

Parigi, 1876: Jean Jacques Renou è uno scrittore vecchio e povero, che vive in uno squallido seminterrato. L’uomo sta scrivendo quella che sarà la sua ultima opera, romanzo di formazione e ricettario fantastico, lavoro di narrativa e guida alla materializzazione dei sogni: il titolo è Fantasticherie di un passeggiatore solitario. Roma, ai giorni nostri: Theo è un giovane laureando in filosofia, con un’insana, compulsiva passione per i libri incompiuti. Il ragazzo si ritrova tra le mani, senza capire bene come, il romanzo di Renou: un’opera incompiuta, che però Theo non ricorda di aver mai cercato, tantomeno letto. Indagando sulla possibile provenienza del libro, il giovane arriva in un bizzarro negozio di anticaglie, in cui viene messo in guardia sulla pericolosità del libro. Infine, un bosco enorme e oscuro, in un tempo imprecisato: un bambino si è perso, e cerca la via d’uscita, tra incontri con creature e personaggi inquietanti. È il protagonista del libro di Renou, quello che l’autore sta cercando di completare e che il ragazzo ha iniziato a leggere, sempre più rapito.

Quello di Paolo Gaudio, classe 1981, non è affatto un nome sconosciuto per chi abbia dimestichezza col cinema indipendente italiano: il regista, infatti, aveva già fatto parte del progetto collettivo P.O.E. – Poetry of Eerie (rielaborazione in chiave moderna dei racconti di Edgar Allan Poe) con la sua versione in stop motion del classico Il gatto nero. Ora, con questo Fantasticherie di un passeggiatore solitario, presentato nella trentacinquesima edizione del Fantafestival, Gaudio confeziona il suo esordio nel lungometraggio, puntando di nuovo su un riferimento letterario illustre: il titolo, infatti, viene dall’opera incompiuta di Jean-Jacques Rousseau Le fantasticherie di un passeggiatore solitario, oniricamente trasfigurata in un libro dal potenziale magico, addirittura taumaturgico.

Mescolando tre diversi piani spaziali e temporali (quello del presente, col giovane Lorenzo Monaco che cerca di venire a capo del mistero del libro, quello del passato con lo scrittore interpretato da Luca Lionello che dà corpo alla sua opera, quello fantastico in cui il piccolo protagonista del libro si aggira nell’oscuro bosco) il regista dà vita a un’opera complessa, dalle molteplici chiavi di lettura: una storia che unisce il passato al presente, la realtà ai sogni e alle allucinazioni, le speranze alla personificazione delle ossessioni, amalgamando il tutto in un insieme ricco di fascino e atmosfera. Lo fa, Greco, utilizzando di nuovo l’animazione in stop motion per dar vita al mondo del libro, alternando e giustapponendo i tre piani narrativi, evidenziandone sempre più le analogie, fino a una sintesi enigmatica e fascinosa. Il filo conduttore è un universo gotico di freaks e outsider: tutti avvinti, in modo diverso, dalle manifestazioni dei propri sogni e delle proprie ossessioni, tutti alla ricerca di un diverso rapporto col proprio universo onirico.

Gaudio, in questo suo esordio, dimostra stile, consapevolezza, e un gusto per il gotico e il fantastico praticamente unici nel panorama italiano. Qualche analogia, per l’opera del regista italiano, la si può trovare nel Tim Burton degli esordi, o nei film di animazione di Henry Selick (Nightmare Before Christmas, Coraline e la porta magica); ma Gaudio, evidentemente, punta in Fantasticherie di un passeggiatore solitario a una via personale, e tutta nostrana, al genere. Lo fa lasciando, deliberatamente, che lo spettatore si smarrisca nel suo universo, si confonda e provi piacere nell’immersione nel racconto, perda i punti di riferimento e sovrapponga i diversi piani narrativi della storia. L’amalgama, più che in una coerenza tra le tre storie impossibile da ricercare, è nell’analogia, nella risonanza tra le atmosfere, nelle ricorrenze tematiche e visive (il bosco, il manoscritto, le creature). Alla fine, si resta storditi ma affascinati da un racconto così composito e articolato, di cui magari non si riescono a cogliere nell’immediato tutti i piani di lettura, ma di cui comunque resta impresso il grande gusto figurativo, che riesce anche a non far pesare le inevitabili limitazioni di budget.

Per penetrare appieno nell’universo di questo Fantasticherie di un passeggiatore solitario, bisogna comunque essere disposti a lasciarsi andare alle immagini e al piacere del racconto, non ricercando soluzioni narrative facili. Le tre storie, più che per dei punti di contatto diretti, si legano per assonanze emotive e tematiche: vanno fruite e assimilate insieme, più con gli occhi e l’istinto che col cervello, lasciandosi guidare dal magnetismo di immagini e suggestioni. Chi cerchi una struttura narrativa classica, o voglia rinvenire nelle tre storie un filo conduttore razionale, è inevitabilmente destinato a rimanere deluso. Sono i sogni e l’universo onirico dei tre protagonisti a essere sempre in primo piano, nell’opera di Gaudio: lo spettatore che riesca ad adeguarvisi, potrà essere ricompensato da un’esperienza tanto singolare quanto valevole di essere esperita.

Titolo originale: Fantasticherie di un passeggiatore solitario
Regia: Paolo Gaudio
Paese/anno: Italia / 2014
Durata: 83’
Genere: Animazione, Fantastico
Cast: Angelique Cavallari, Domiziano Cristopharo, Fabiano Lioi, Fabrizio Ferracane, Lorenzo Monaco, Luca Lionello, Nicoletta Cefaly, Selene Rosiello
Sceneggiatura: Paolo Gaudio
Fotografia: Sandro Magliano
Montaggio: Massimiliano Cecchini
Musiche: Sandro Di Stefano
Produttore: Angelo Poggi
Casa di Produzione: Illusion, Leonardo Cruciano Workshop, Smart Brands, Ve.Pa. Entertainment
Distribuzione: Mediaplex Italia

Data di uscita: 26/11/2015

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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