HITCHCOCK/TRUFFAUT

HITCHCOCK/TRUFFAUT
di Kent Jones


Facendo un resoconto fedele di un incontro che avrebbe cambiato per sempre il modo di vedere – e valutare – il cinema, Kent Jones dirige con Hitchcock/Truffaut un documentario di buona fattura, seppur rivolto principalmente ai neofiti dello studio della Settima Arte.

Incontro tra titani

Nel 1966, il regista François Truffaut pubblicò un libro destinato a cambiare l’ottica della critica cinematografica, e a rivedere la considerazione verso quello che, oggi, è considerato universalmente un maestro del cinema. Il saggio Hitchcock/Truffaut (in italiano Il cinema secondo Hitchcock) è la trascrizione di una lunga conversazione che il cineasta francese intrattenne col maestro della suspence, sviluppatasi lungo una settimana di incontri, nell’agosto del 1962. Gli incontri furono origine di un’amicizia che sarebbe durata fino alla scomparsa del regista inglese, avvenuta nel 1980; ma soprattutto partorirono quella che sarebbe diventata un’opera-spartiacque per la saggistica cinematografica, destinata a demolire per sempre la diffidenza che, ancora in quel periodo, la critica americana provava verso il cinema di Hitchcock. Nel 2015, il regista e scrittore Kent Jones celebra quell’incontro in un documentario, che alterna le registrazioni audio delle conversazioni tra i due registi a interviste ad alcuni protagonisti del cinema contemporaneo, e a spezzoni dei più significativi film del maestro inglese.

Presentato nel corso delle ultime edizioni dei festival di Cannes e Toronto, questo Hitchcock/Truffaut è racconto fedele (seppur forzatamente sintetico) di un incontro che avrebbe cambiato nel profondo il modo di vedere, e valutare, il cinema. Testo di riferimento per più di una generazione di critici, racconto di un momento fondamentale dell’evoluzione – dall’America all’Europa – dell’arte cinematografica, il libro-intervista di Truffaut rivive in una serie di spezzoni audio delle conversazioni tra i due registi, a commentare le immagini di alcune delle più significative opere del maestro inglese (dalla prima versione de L’uomo che sapeva troppo a La donna che visse due volte, fino ai contemporanei Psycho e Gli uccelli). In mezzo, una serie di interviste ad alcuni dei più significativi registi odierni (Martin Scorsese, Paul Schrader, Olivier Assayas e David Fincher, tra i tanti) a spiegare l’influenza che i film di Hitchcock da una parte, e la loro epifanica (ri)lettura da parte di Truffaut dall’altra, ebbero sulla loro formazione cinematografica.

80 minuti, quelli confezionati da Kent Jones (critico, sceneggiatore e regista, attualmente direttore del New York Film Festival) densi di spunti e suggestioni, chiaramente indirizzati principalmente a quello spettatore interessato (non necessariamente competente) che non abbia ancora letto il testo originale e/o studiato a fondo la cinematografia hitchcockiana. Un’opera in cui, in controluce, emerge anche la sintonia artistica e umana tra due figure apparentemente lontane per riferimenti e approccio al cinema; e il loro fondamentale contributo a una lenta trasformazione che, dalla Nouvelle Vague francese, avrebbe attraversato l’Europa per giungere al di là dell’oceano, dando vita a quella New Hollywood che tuttora fa sentire la sua influenza sul cinema americano.

Documentario snello, sintetico ma pregnante nei contenuti, Hitchcock/Truffaut si avvale di una selezione di materiale che, da sé, basta a comporre un’opera affascinante. Chiunque sia attratto, anche al livello più elementare, dall’arte cinematografica, non può che restare ammaliato dalle sequenze selezionate a mò di commento (visivo) alla lunga conversazione tra i due registi; così come lo spettatore competente resterà ugualmente irretito da momenti che hanno segnato la sua formazione cinematografica. Rivedere per l’ennesima volta la sequenza della doccia di Psycho, o il finale de La donna che visse due volte, e restarne ugualmente, visivamente, appagati, è il segno più evidente dell’immortalità di opere che sopravvivono ai decenni e alle trasformazioni estetiche. L’assemblaggio portato avanti da Kent Jones rivela da un lato la sintonia umana (puntellata da momenti di humour) tra i due registi, dall’altro l’onda lunga dell’influenza hitchcockiana su figure del cinema moderno apparentemente lontane dalla poetica del maestro. Le loro originali letture dei capolavori del regista inglese, e il racconto del loro rapporto col testo di Truffaut, sono testimonianza preziosa, immediatamente capace di parlare ad ampie fasce di pubblico, nonché di stimolare studio e approfondimento.

Nel costruire il suo documentario, Kent Jones sceglie comunque la via più sicura, selezionando in gran parte i film hitchcockiani più noti, utilizzandone le immagini in funzione didascalica, e assemblando il materiale di repertorio e le interviste nel modo più semplice e piano possibile. Inevitabilmente sintetico, il suo film è rivolto più al neofita che allo studioso, che non troverà punti di vista particolarmente originali (o spiazzanti) su quello che è un testo, e una serie di immagini, che ha già ampiamente fruito e metabolizzato. Un minutaggio più esteso, in questo senso, avrebbe forse consentito un maggior approfondimento di alcuni dei temi estetici, e produttivi, toccati nel documentario – seppur a scapito della sua snellezza. Un limite che comunque non intacca il fascino (seppur in gran parte “di rimando”) di un lavoro come questo Hitchcock/Truffaut, nonché la sua importanza “pedagogica” per chiunque si affacci per la prima volta, in modo sistematico, allo studio dell’arte cinematografica.

Titolo originale: Hitchcock/Truffaut
Regia: Kent Jones
Paese/anno: Francia, Stati Uniti / 2015
Durata: 80’
Genere: Documentario
Cast: Alfred Hitchcock, Arnaud Desplechin, David Fincher, François Truffaut, James Gray, Kiyoshi Kurosawa, Martin Scorsese, Mathieu Amalric, Olivier Assayas, Paul Schrader, Peter Bogdanovich, Richard Linklater, Wes Anderson
Sceneggiatura: Kent Jones, Serge Toubiana
Fotografia: Daniel Cowen, Eric Gautier, Genta Tamaki, Lisa Rinzler, Mihai Mălaimare Jr., Nick Bentgen
Montaggio: Rachel Reichman
Musiche: Jeremiah Bornfield
Produttore: Charles S. Cohen, Olivier Mille
Casa di Produzione: Arte France, Artline Films, Cohen Media Group
Distribuzione: Cinema, Nexo Digital

Data di uscita: 04/04/2016

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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