ABSOLUTION

ABSOLUTION
di Petri Kotwica


Interessante esperimento di thriller di produzione finlandese, visione decentrata nell'ambito del Nordic Film Fest 2016, Absolution è uno studio da parte del regista Petri Kotwica sul senso di colpa e il desiderio di vendetta, che guarda anche al primo Atom Egoyan.

Colpa e vendetta nella metropoli finlandese

Kilia e Lauri, lei organista, lui pastore luterano, sono in attesa del loro primo bambino. Una notte, mentre i due stanno tornando in auto da una festa, Kilia sente che il bimbo sta per nascere: l’automobile così accelera per raggiungere prima possibile l’ospedale, ma all’improvviso sbanda, urtando qualcosa. Lauri scende per dare un’occhiata, ma poi risale dicendo di non aver visto niente. I due arrivano all’ospedale e il bambino nasce con un parto cesareo. Durante la convalescenza, Kilia incontra Hanna, una donna il cui marito è ricoverato in coma, vittima di un pirata della strada. Quando apprende le circostanze dell’incidente, Kilia inizia a sospettare che sia stata proprio la sua automobile a investire l’uomo. Inizia così a indagare, chiedendo anche a Lauri di andare alla polizia per raccontare la dinamica dell’incidente che li coinvolse.

Visione insolita e decentrata, nell’ambito della selezione del Nordic Film Fest 2016, questo Absolution è un dramma psicologico mascherato da thriller, che va a scandagliare con attenzione i temi della casualità e della colpa. Un’opera che, per esplicita ammissione del regista Petri Kotwica, nasce da un’esperienza da lui stesso vissuta (un colpo di sonno mentre il regista era alla guida, con l’automobile che aveva sbandato, senza ferire nessuno) e da un interrogativo (cosa sarebbe successo se sulla carreggiata ci fossero state delle persone). In mezzo, una riflessione sull’ambiguità e la problematicità di qualsiasi valutazione – morale, prima che giuridica – di eventi del genere, e la considerazione di quanto il caso, le circostanze fortuite apparentemente insignificanti, abbiano il potere di influenzare in modo decisivo la vita di un individuo. Sullo sfondo, nel macrocosmo di un’indifferente metropoli finlandese, un luogo di preghiera (la chiesa luterana) che diventa muto custode di segreti, una residenza borghese trasformata in opprimente prigione, e una casa di campagna che non ha potuto accogliere l’amore che l’aveva portata ai suoi nuovi proprietari.

Visivamente elegante, un po’ thriller, un po’ studio clinico sul senso di colpa e sul desiderio di vendetta – con un’attitudine che ricorda il primo Atom Egoyan – Absolution sa valorizzare anche, in modo decisivo, le sue scenografie, dall’opprimente microcosmo (ospedaliero prima, familiare poi) che circonda la protagonista, alla malinconica e minacciosa residenza di campagna di Hanna, guscio vuoto in cui non è stato possibile far crescere e maturare nuovi ricordi. Il film di Kotwica si avvale di una messa in scena sobria ma non priva di finezze registiche, che molto demanda ai suoi attori; tra questi ultimi, va ricordata una Mari Rantasila la cui prova, nel ruolo di Hanna, è stata insignita del premio Jussi (l’Oscar finlandese). La portata dei temi trattati, ma anche la buona fattura della sceneggiatura, fanno da naturali catalizzatori di interesse per una vicenda che, pur non presentando particolare originalità, riesce a intrattenere con stile e mestiere. Un mestiere che, declinato qui nella concezione “nordica” del thriller (così lontana dal bianco e dal nero netti, e chiari, di tanto cinema di genere hollywoodiano) fa di Absolution un interessante saggio di un filone (il cinema di genere nordeuropeo) poco frequentato quanto valevole di approfondimento.

Titolo originale: Henkesi edestä
Regia: Petri Kotwica
Paese/anno: Finlandia, Irlanda / 2015
Durata: 92’
Genere: Drammatico, Thriller
Cast: Eero Aho, Elise Kouki, Jarmo Esko, Jukka Hurme, Jussi Kylmäniemi, Laura Birn, Mari Rantasila, Mika Kujala, Minna Hämäläinen, Mirja Oksanen, Stefan Karlsson, Teijo Eloranta
Sceneggiatura: Johanna Hartikainen, Petri Kotwica
Fotografia: Harri Räty
Montaggio: Isobel Stephenson
Musiche: Stephen McKeon
Produttore: Jackie Larkin, Lesley McKimm, Minna Virtanen
Casa di Produzione: Newgrange Pictures, Vertigo Productions

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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