CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR

CAPTAIN AMERICA: CIVIL WAR
di Anthony e Joe Russo


Film che inaugura la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe, affidato alla mano sicura dei fratelli Anthony e Joe Russo, Captain America: Civil War conferma il gigantismo del progetto Marvel, ma anche i limiti di una saga sempre più schiava della sua necessità di continuity.

Vendicatori divisi

Circa un anno dopo lo scontro con Ultron, gli Avengers restano coinvolti in un grave incidente internazionale. Il capitano Steve Rogers, insieme a Natasha Romanoff, Sam Wilson e Wanda Maximoff, è in missione in Lagos per sventare il furto di una pericolosa arma biologica, quando l’intervento di Wanda causa accidentalmente il bombardamento di un edificio, con un gran numero di vittime civili. L’incidente fa sì che il favore dell’opinione pubblica verso gli Avengers cali drasticamente: per correre ai ripari, l’Organizzazione delle Nazioni Unite impone che tutte le attività superumane vengano regolamentate e inquadrate nella sua sfera di competenza. Mentre Tony Stark, scosso per l’accaduto, accetta immediatamente l’accordo, Rogers si mostra al contrario restio: al momento della firma, tuttavia, a Vienna un nuovo attentato provoca la morte del re del Wakanda, T’Chaka. La ricostruzione dell’attentato da parte degli inquirenti punta al Soldato d’Inverno Bucky Barnes, legato da un’antica amicizia con Captain America.

Il tredicesimo film del Marvel Cinematic Universe è anche quello che inaugura la sua cosiddetta Fase Tre, caratterizzata da una sempre più stretta integrazione dei suoi personaggi. Captain America: Civil War, infatti, anche se nominalmente legato al franchise del capitano Steve Rogers, è in realtà un’opera collettiva: un crossover che riunisce gran parte del gruppo degli Avengers (mancano all’appello solo Thor e Bruce Banner) descrivendone lo scontro e introducendo nel contempo due nuovi personaggi. Tra questi ultimi, attesissima era l’apparizione (già preannuciata dal trailer) di uno Spider-Man adolescente, interpretato dal giovane Tom Holland ed entrato con questo film, a pieno titolo, nell’universo Marvel. Ma anche l’entrata in scena di T’Challa/Pantera Nera, altro personaggio storico del marchio fumettistico americano, è destinata a rivelarsi foriera di sviluppi per il futuro.

In quanto crossover supereroistico, declinato sul piano dello scontro tra due fazioni di personaggi, Captain America: Civil War viene istintivamente accostato al recente Batman v Superman: Dawn of Justice, prodotto dagli storici rivali della DC: va detto, però, che il film dei fratelli Anthony e Joe Russo giunge in un periodo di piena maturità del franchise targato Marvel, precisandone e portandone definitivamente a compimento l’interdipendenza. Una maturità che nell’universo DC – complici gli squilibri narrativi dei due film finora prodotti – è ben lungi dall’essere raggiunta: la storica rivalità tra i due marchi, giunta dalle strisce disegnate fino allo schermo, ha finora premiato, anche a livello commerciale, lo studio di Kevin Feige. Quest’ultimo si rifà qui, nello specifico, a una graphic novel intitolata proprio Civil War, datata 2006 e liberamente adattata per il contesto del MCU.

È certo difficile non restare affascinati, a tratti ammaliati, dal gigantismo produttivo e dall’ambizione del progetto Marvel. Un universo interdipendente che si fa sempre più complesso e integrato, che comprende più di un medium (quattro le serie televisive finora prodotte) e che sembra giungere con questo Captain America: Civil War a piena maturità. Colpiscono i rimandi ai personaggi e ai precedenti film del franchise, si delinea chiaramente la sempre più stretta dipendenza dei vari tasselli di questo mosaico, e si gioca abilmente con le aspettative dello spettatore (non solo negli ormai immancabili finali dopo i titoli di coda).

Un’espressione moderna, trans-mediale e accattivante, del concetto di serialità, che qui raggiunge il suo massimo potenziale. Funziona molto bene, ed è pensata proprio in quest’ottica, la già discussa apparizione di un giovanissimo Peter Parker/Spiderman, finalmente “tornato a casa” (come atteso da molti fans) e reso partecipe dello stesso universo dei suoi “colleghi”: il suo interprete Tom Holland crescerà con lo stesso personaggio, ma già sembra incarnarne bene i tratti di base (loquacità e autoironia nell’azione).

Per tutta la sua prima parte, il film si preoccupa (ed è un bene) di preparare il terreno al successivo scontro tra le due fazioni di eroi, ricollegandosi direttamente al precedente Captain America: The Winter Soldier, e approfondendo la dolente storia di amicizia tra Steve Rogers e il Soldato d’Inverno Bucky Barnes, premessa di un confronto giocato sul terreno dei valori (e delle motivazioni che muovono i suoi protagonisti), più che su quello di una meccanica divisione di schieramenti.

Malgrado il fascino che emana dalla sua concezione, e il gigantismo alla sua base, Captain America: Civil War finisce tuttavia per deludere parzialmente le attese. Mentre la prima parte del film mantiene un legame non solo tematico (l’amicizia tra Rogers e Barnes) col precedente film dedicato al Capitano, la seconda frazione opera un cambio di registro abbastanza drastico: il tono realistico, quasi da thriller di spionaggio, ereditato direttamente dal precedente film, viene trasformato in un roboante contenitore di meraviglie, impeccabile nella forma quanto sostanzialmente fragile. Il primo scontro tra i due schieramenti si rivela ben diretto, ma decisamente troppo lungo e stucchevole: si nota il tentativo, da parte dei fratelli Russo, di replicare l’ironia dissacrante che già aveva fatto la fortuna dei due film sugli Avengers (in special modo del primo).

I due registi, tuttavia, non sono Joss Whedon, e il loro modo di approcciare i personaggi funziona meglio laddove si resti su un tono improntato alla credibilità. La narrazione (in modo analogo, e più marcato, di quanto accadeva in Avengers: Age of Ultron) si fa episodica e disunita, lo scontro si privatizza senza espandere il suo respiro, e l’ironia risulta sempre più decontestualizzata. Solo nell’ultimo quarto d’ora Captain America: Civil War sembra ritrovare una sua compattezza, conducendo lo spettatore all’immancabile cliffhanger. Ma non ci si può esimere dal notare come, preoccupati di inserire al meglio l’opera all’interno delle logiche del media franchise, i fratelli Russo abbiano finito per tralasciare la compattezza e la coerenza interna. Un rischio in cui gli sceneggiatori dei prossimi film dello studio, a nostro avviso, farebbero bene a evitare di cadere.

Titolo originale: Captain America: Civil War
Regia: Anthony e Joe Russo
Paese/anno: Stati Uniti / 2016
Durata: 147’
Genere: Avventura, Azione, Fantascienza
Cast: Anthony Mackie, Chadwick Boseman, Chris Evans, Daniel Brühl, Don Cheadle, Elizabeth Olsen, Emily VanCamp, Frank Grillo, Jeremy Renner, Paul Bettany, Paul Rudd, Robert Downey Jr., Scarlett Johansson, Sebastian Stan, Tom Holland, William Hurt
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Fotografia: Trent Opaloch
Montaggio: Jeffrey Ford, Matthew Schmidt
Musiche: Henry Jackman
Produttore: Kevin Feige, Louis D'Esposito, Nate Moore, Patricia Whitcher, Stan Lee, Victoria Alonso
Casa di Produzione: Marvel Studios
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures

Data di uscita: 06/05/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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