SOMNIA

SOMNIA
di Mike Flanagan


Con un gusto visivo tutto personale, frutto di una rielaborazione di influenze note e ben assimilate, Mike Flanagan confeziona con Somnia un horror originale e profondo, che – al netto di qualche compromesso col gusto del pubblico moderno – utilizza il genere per veicolare concetti interessanti e non banali.

“Now I lay me down to sleep...”

Dopo la morte accidentale del figlio Sean, Jessie e Mark Hobson sembrano incapaci di riprendersi. Impossibilitati ad avere un altro figlio, i due tentano di superare il dolore attraverso un’adozione: nella loro casa arriva così Cody, bambino intelligente e sensibile, reduce da una serie di affidamenti poco fortunati. Presto, la coppia scopre che Cody ha un dono particolare e unico: i suoi sogni prendono infatti letteralmente vita davanti agli occhi di chi gli sta intorno. Dopo la visione casuale di una foto di Sean nel salotto di casa, Cody riproduce così, in un suo sogno, l’immagine del bambino scomparso, che si materializza davanti agli occhi increduli dei genitori. Da allora, Jessie cerca di fornire a Cody più dettagli possibili su Sean, sperando che questi torni a far loro visita durante i sogni del bambino. Ma presto i due scopriranno che, insieme ai sogni, il dono di Cody provoca anche la materializzazione degli incubi del bambino: tra questi, si rivelerà particolarmente pericoloso quello dell’uomo-cancro, spaventosa figura che Cody associa alla morte di sua madre.

Dopo l’interessante quanto imperfetto Oculus (2013), “estensione” ad hoc di un suo precedente, omonimo corto, Mike Flanagan torna con questo Somnia a un progetto pensato appositamente per le dimensioni del lungometraggio. Lo fa, il talentuoso regista americano, rifacendosi a modelli noti, tali da risultare facilmente riconoscibili per l’appassionato di horror: la villa vittoriana incubatrice di orrori (e di dolorose memorie), i sogni come porta sul lato più pericoloso e incontrollabile dell’inconscio, una figura infantile quale portatrice di un dono che è anche maledizione. Da Shining a Nightmare – Dal profondo della notte, quindi, la lezione dei classici sembra essere stata ben appresa da Flanagan, in una costruzione narrativa chiaramente debitrice al passato – più o meno recente – del genere.

Tuttavia, la sintesi che il regista americano opera sulle sue influenze si rivela più interessante, e originale, della loro mera sommatoria. Somnia (Before I Wake in originale) è un horror classico nella messa in scena quanto insolito nelle tematiche, in cui i fantasmi sono esclusivamente quelli della memoria, dell’inconscio e dei sensi di colpa. Una costruzione narrativa, quella del film di Flanagan, che rivela qualche contatto (anche) con le ghost story orientali dei primi anni 2000, depurate dell’elemento più depressivo, ma riprese nel tema di un necessario contatto con la minaccia orrorifica, e di una sua altrettanto necessaria comprensione. Un’impostazione che vien qui ripresa coi tempi e i ritmi dell’horror moderno, ma anche con un approccio al racconto atto a scavare, nella materia del genere, mediamente più a fondo di quanto non facciano gran parte delle produzioni contemporanee.

È innegabile che, una volta scoperte le sue carte, l’intreccio di Somnia si dimostri tutt’altro che imprevedibile nei suoi sviluppi, malgrado la bontà della sua intuizione di base. La regia di Flanagan, nonostante le buone idee di messa in scena, e una certa fantasia nella traduzione in immagini dell’elemento onirico, non rifugge del tutto da usurati luoghi comuni, mostrandosi a tratti troppo attenta, nei tempi e nella costruzione visiva, a soddisfare i palati (ben poco fini) dei moderni consumatori del genere. In una sceneggiatura che comunque, nel suo complesso, si rivela equilibrata e ben costruita, è da segnalare poi qualche forzatura di troppo, nonché qualche eccessivo meccanicismo nella seconda parte, laddove la protagonista (un’efficace Kate Bosworth) dà inizio alla sua personale indagine nel passato del piccolo Cody.

Nonostante i suoi limiti “di compromesso” col gusto dell’horror contemporaneo, e rielaborando influenze abbondantemente note, Somnia riesce comunque a dire qualcosa di interessante nel moderno panorama del cinema della paura, con un’attitudine meno stereotipata e più attenta ai personaggi, alla loro definizione e al loro vissuto, di quanto non si possa vedere in gran parte delle produzioni odierne. Non siamo di fronte a del materiale particolarmente originale, sia chiaro; piuttosto, quello praticato dal regista è un assemblaggio dei suoi vari punti di riferimento – letterari e cinematografici – con una loro trattazione e rielaborazione portate avanti secondo modalità che da un po’ sembravano assenti dagli schermi.

L’elemento del lutto e della colpa, il tema del bambino come involontario tramite per una dimensione altra, la necessità di comprensione (e persino di empatia) con un orrore che è tutto umano e terreno, pongono il film sul piano di una lettura personale e di spessore del genere: temi debitori alla narrativa di Stephen King, ma anche ai primi film di M. Night Shyamalan, intelligentemente rielaborati in un contenitore in cui il fantastico trova il suo puntuale contraltare sul più concreto piano degli affetti (e della loro mancanza). In una regia dal taglio moderno, non aliena ai meccanismi più rodati per suscitare l’effetto-shock, si segnalano poi alcune interessanti soluzioni visive (le prime materializzazioni dei sogni di Cody, il lungo finale), che distanziano ulteriormente il film dall’immaginario, piuttosto standardizzato, del moderno cinema dell’orrore.

Titolo originale: Before I Wake
Regia: Mike Flanagan
Paese/anno: Stati Uniti / 2016
Durata: 97’
Genere: Drammatico, Fantastico, Horror
Cast: Annabeth Gish, Antonio Evan Romero, Avis-Marie Barnes, Brett Murray, Courtney Bell, Dash Mihok, Dyer Scott Lumpkin, Erika Hoveland, Hallie Ryals, Heather Rogers, Hunter Wenzel, Jacob Tremblay, Jason Alan Smith, Jay Karnes, Justin Gordon, Kate Bosworth, Kelsey Phillips, Kyla Deaver, Lance E. Nichols, Michael Polish, Natalie Roers, Rigby Flanagan-Bell, Scottie Thompson, Thad Watkins, Thomas Jane, Topher Bousquet
Sceneggiatura: Jeff Howard, Mike Flanagan
Fotografia: Michael Fimognari
Montaggio: Mike Flanagan
Musiche: Danny Elfman, The Newton Brothers
Produttore: Sam Englebardt, Trevor Macy, William D. Johnson
Casa di Produzione: Demarest Films, Intrepid Pictures, MICA Entertainment
Distribuzione: Koch Media

Data di uscita: 25/05/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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