IO PRIMA DI TE

IO PRIMA DI TE
di Thea Sharrock


Esordio dietro la macchina da presa per la regista Thea Sharrock, Io prima di te tenta di affrontare con registro melò i temi dell’handicap e del fine vita; ma la trattazione mostra una mano eccessivamente pesante, e l’emozione che ne deriva è tutta epidermica e poco contestualizzata.

Un rapporto terapeutico

Dopo essere stata licenziata dal cafè in cui lavorava, Louisa Clark viene presa a lavorare presso la famiglia di Will Traynor, un ricco e giovane ex banchiere reso tetraplegico da un incidente con la moto. Will reagisce inizialmente con fastidio alla presenza di Louisa, ostentando indifferenza e cinismo; in seguito, tuttavia, Lou riesce a far breccia nella dura scorza del giovane, sviluppando con lui una tenera amicizia. Ascoltando casualmente una conversazione dei genitori di Will, Lou apprende che il ragazzo ha deciso di recarsi in Svizzera entro sei mesi, per compiere un suicidio assistito. Ormai indissolubilmente legata a Will, la ragazza decide di far uscire il giovane dalla sua residenza, facendogli vivere ogni sorta di avventura e tentando così di dimostrargli che la vita vale la pena di essere vissuta.

I temi dell’handicap, e quelli delle problematiche legate al fine vita, sono da sempre terreno fertile per il cinema, catalizzatori di un’attenzione che negli ultimi decenni si è intensificata. Se, nel campo dei primi, si va dagli approcci più lievi e improntati alla commedia di classici quali Il mio piede sinistro, alle divagazioni visionarie del sottovalutato L’ottavo giorno di Jaco Van Dormael, i secondi hanno ricevuto un’attenzione crescente in particolare dall’arthouse degli ultimi anni, con le problematiche trattazioni dell’israeliano The Farewell Party e del danese, ancora inedito Silent Heart. A unire i due temi, ma con un’impronta decisamente orientata al mainstream, troviamo questo Io prima di te, esordio dietro la macchina da presa della regista teatrale Thea Sharrock, ispirato all’omonimo romanzo della scrittrice Jojo Moyes.

Scritto proprio dalla Moyes, il film cerca di riflettere sulle ricadute dell’handicap sulla vita familiare, affettiva e lavorativa del disabile e delle persone che lo assistono, lasciando fuori campo gli aspetti più materiali legati all’assistenza e concentrandosi sulla sfera affettiva ed emotiva: in particolare, la scelta di un interprete come Sam Claffin permette di evidenziare la netta cesura tra l’esistenza precedente alla disabilità (con un’enfasi particolare sulla fisicità del soggetto, plasticamente resa dai filmati visionati dalla protagonista) e la prigione corporea in cui questi si trova costretto a vivere successivamente. La scelta di adottare un tono lieve, inizialmente improntato a uno humour tra l’empatico e il falsamente cinico, favorisce la recitazione sopra le righe di Emilia Clarke, e accompagna la graduale evoluzione della vicenda in una love story dai caratteri più che mai classici.

I due interpreti principali di Io prima di te mostrano un affiatamento che certo favorisce l’empatia, in un prodotto che cerca di trattare con levità e umorismo un tema dai contorni problematici. La bellezza delle location, da quelle del castello di Pembroke, nel Galles, alle paradisiache spiagge dell’isola di Mauritius, rende il film visivamente accattivante, senza per questo distogliere lo spettatore dal suo fulcro tematico. Va poi sottolineato, almeno nelle intenzioni, il tentativo di trattare con equilibrio il delicato tema del fine vita, sul quale la sceneggiatura evita di declamare o di offrire punti di vista preconfezionati.

Per affrontare temi di questa portata serviva tuttavia una mano meno pesante, e una diversa capacità di scavare nel dolore della rinuncia e della privazione. Il problema di questo Io prima di te non sta tanto nell’aver affrontato il tema dell’handicap con un tono da commedia, quanto piuttosto nel registro grossolanamente melò, nell’enfasi di un commento musicale smaccato ed invadente, nella programmatica scelta di due protagonisti che si incasellano perfettamente (ma in modo quantomai artefatto) nei ruoli a loro assegnati. Il messaggio (il ricco borghese, ridotto al cinismo dalla sua disabilità, che riscopre la vita attraverso il contatto con una giovane squattrinata ed entusiasta) è del tutto risaputo, e portato avanti nel modo più scontato e privo di sfumature.

La regista sceglie di essere lieve nel tono, ma risulta paradossalmente pesante e didascalica nell’approccio; lo fa con la trattazione tutta epidermica e superficiale di un tema (l’amore per un disabile, e la rinuncia all’aspetto più fisico di tale sentimento) che potrebbe aprire discussioni e suggestioni che la sceneggiatura neanche sfiora. Goffo nell’approccio ai suoi temi, caratterizzato da un’ingenuità che, malgrado tutto, verrà probabilmente apprezzata da alcuni spettatori, Io prima di te resta volutamente in superficie, puntando al coinvolgimento più risaputo e subordinando la pregnanza dei temi a una sceneggiatura meccanica, caratterizzata da passaggi rigidi quanto poco credibili.

Io prima di te poster locandina

Titolo originale: Me Before You
Regia: Thea Sharrock
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2016
Durata: 110’
Genere: Drammatico, Sentimentale
Cast: Alan Breck, Ben Lloyd-Hughes, Brendan Coyle, Charles Dance, Diane Morgan, Eileen Dunwoodie, Emilia Clarke, Gabrielle Downey, Henri Charles, Janet McTeer, Jenna Coleman, Joanna Lumley, Lily Travers, Matthew Lewis, Muzz Khan, Pablo Raybould, Richard Goulding, Sam Claflin, Samantha Spiro, Sharon Cherry Ballard, Stephen Chance, Stephen Peacocke, Vanessa Kirby
Sceneggiatura: Jojo Moyes
Fotografia: Remi Adefarasin
Montaggio: John Wilson
Musiche: Craig Armstrong
Produttore: Alison Owen, Karen Rosenfelt
Casa di Produzione: Metro-Goldwyn-Mayer (MGM), New Line Cinema, One Film at a Time, Sunswept Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 01/09/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *