JACK REACHER – PUNTO DI NON RITORNO

JACK REACHER – PUNTO DI NON RITORNO
di Edward Zwick


Dirigendo un coriaceo Tom Cruise negli usuali panni dell’action hero, Edward Zick confeziona con Jack Reacher - Punto di non ritorno un sequel dalle generose dosi di azioni, che tuttavia sacrifica qualcosa in fatto di originalità e capacità di stupire sull’altare della linearità e chiarezza narrativa.

Ancora in fuga

Dopo aver aiutato il corpo di polizia militare della Virginia a stroncare un traffico di esseri umani, facente capo a corrotti agenti locali, l’ex militare Jack Reacher diviene amico del maggiore Susan Turner, che occupa il posto che lui stesso aveva ricoperto in passato. Quando arriva in Virginia per incontrare il maggiore, tuttavia, Reacher scopre che questa è stata arrestata, con l’infamante accusa di spionaggio. I fatti sembrano collegati alla missione in Afghanistan comandata da Turner, nel corso della quale hanno perso la vita due soldati americani. Deciso a indagare, Reacher scopre un complotto facente capo a un’agenzia di contractor che opera in terra afghana, e a un sospetto traffico di armi. Decide quindi di agire per conto proprio, liberando il maggiore Turner, ma nel frattempo apprende anche una sconvolgente notizia legata alla sua vita personale.

Stupisce sempre più, col passare degli anni, la longevità (e anzi il carattere apparentemente sempre più coriaceo) dell’ultracinquantenne Tom Cruise nel ruolo di action hero. Un ruolo che l’attore americano ha continuato a vestire, dagli anni ‘90 ad oggi, dalla sterminata serie di Mission: Impossible (ne è atteso il sesto episodio per il 2018), passando per blockbuster d’autore come lo spielberghiano La guerra dei mondi, fino alla science fiction ad alto budget di opere quali Oblivion ed Edge of Tomorrow – Senza domani. Una capacità di resistere agli anni, come volto e corpo prestato generosamente (ma non in modo esclusivo) al cinema d’intrattenimento, che permette addirittura a un altro personaggio del film di definire il suo militare randagio, in questo Jack Reacher – Punto di non ritorno, come “circa quarantenne”.

E non mancano certo azione e adrenalina, in questo sequel dell’originale Jack Reacher – La prova decisiva del 2012, che vede l’avvicendamento in cabina di regia tra Christopher McQuarrie ed Edward Zwick (già al lavoro con Cruise ne L’ultimo Samurai). Tratto, come il suo predecessore, da un romanzo di Lee Child, Jack Reacher – Punto di non ritorno punta forte – in modo più marcato del prototipo – sull’azione hi-tech e ad alto budget, semplificando l’intreccio della vicenda e aumentandone esponenzialmente la fisicità. Al centro di tutto, di nuovo, il motivo hitchcockiano dell’innocente in fuga, costretto ad agire da solo per provare la sua innocenza, insieme a un intreccio spionistico che fornisce respiro alla storia, e a quel motivo della congiura che il cinema americano (sia quello più autoriale, che quello più orientato all’intrattenimento) frequenta con regolarità dagli anni ‘70.

La solida esperienza di un artigiano come Zwick, shooter di lusso fin da metà anni ‘80 del cinema americano ad alto budget, si vede tutta nella messa in scena di questo sequel. Un thriller d’azione diretto con mano sicura, Jack Reacher – Punto di non ritorno, che, se dal punto di vista della tensione narrativa e della resa della natura noir del soggetto, perde qualcosa rispetto al suo predecessore, ne guadagna in termini di adrenalina e di carica puramente fisica. Cruise continua a funzionare egregiamente come corpo da cinema d’azione, e il suo personaggio, con le semplificazioni e gli inevitabili stereotipi del caso, risulta espressione di un individualismo anarchico, idealista ma intimamente borderline, che ha attraversato tutti i più importanti eroi (e antieroi) del cinema americano.

Certo, svelati i suoi tratti (e parte della sua storia) nel film precedente, il personaggio di Reacher perde qui inevitabilmente un po’ del suo fascino. Il film, malgrado il tema del complotto e il suo rientrare (per grandi linee) nel genere spionistico, ha un intreccio di fatto molto semplice, spesso persino prevedibile nei suoi snodi di trama: il graduale svelamento dell’intrigo che, nel film originale, aveva portato all’accusa di un innocente, è qui accantonato in favore della chiarezza e della linearità narrativa. La regia, generalmente buona, presenta inoltre alcune soluzioni (la “visualizzazione” degli eventi da parte del protagonista) che stonano col tono generale del film; va poi evidenziato qualche dialogo eccessivamente stereotipato, nonché qualche forzatura di trama (la lunga parte finale, e il subplot che coinvolge la giovane Yarosh) che rende ardua la sospensione dell’incredulità.

Rimescolando gli ingredienti del film originale, in favore di una dose più robusta di azione, ed aggiungendo la componente affettiva incarnata dal personaggio della giovane Danika Yarosh, Jack Reacher – Punto di non ritorno ripropone comunque con efficacia l’eterno tema del complotto e dell’innocente costretto a discolparsi (qui suddiviso tra il personaggio del protagonista e quello di Cobie Smulders) in un contenitore ad alta tecnologia e dalla tensione sempre ben dosata. Il carattere archetipico del protagonista, unitamente al modo naturale in cui Cruise veste i suoi panni, può favorire (e probabilmente favorirà) la produzione di ulteriori episodi della saga.

Jack Reacher - Punto di non ritorno poster locandina

Titolo originale: Jack Reacher: Never Go Back
Regia: Edward Zwick
Paese/anno: Cina, Stati Uniti / 2016
Durata: 118’
Genere: Azione, Spionaggio
Cast: Aldis Hodge, Alexandra Lucchesi, Anthony Molinari, Christopher Berry, Cobie Smulders, Craig Henningsen, Danika Yarosh, Giovanni Silva, Holt McCallany, Hunter Burke, Jason Douglas, Jessica Stroup, Judd Lormand, Lizeth Hutchings, M. Serrano, Madalyn Horcher, Marisela Zumbado, Nicole Barré, Patrick Heusinger, Robert Catrini, Robert Knepper, Ryan Broussard, Talbott Lin, Theo Kypri, Tom Cruise
Sceneggiatura: Edward Zwick, Marshall Herskovitz, Richard Wenk
Fotografia: Oliver Wood
Montaggio: Billy Weber
Musiche: Henry Jackman
Produttore: Christopher McQuarrie, Don Granger, Kevin J. Messick, Tom Cruise
Casa di Produzione: Dream Cars, Huahua Media, Paramount Pictures, S&C Pictures, Shanghai Film Group, Skydance Media, TC Productions
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 20/10/2016

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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