SING

SING
di Garth Jennings


Film giunto in sala poco dopo le feste natalizie – ma già distribuito in anteprima a ridosso di queste ultime – Sing unisce musica e immagini, cinema d'animazione classico ed eleganza digitale: il risultato è un prodotto in cui il regista Garth Jennigs rivela il suo background nel videoclip, e che punta molto sulla cura formale e sull'impeccabile assemblaggio dei numeri musicali.

Buster vuole la luna

Buster Moon è un koala che fin da piccolo è stato rapito dalla magia del teatro, fino al punto da farne una ragione di vita: ma il teatro cittadino da lui aperto, specializzato negli spettacoli musicali, non naviga attualmente in buone acque. Incapace di rassegnarsi a chiudere il luogo a cui ha dedicato una vita, Buster ha un’idea: indire una competizione canora per talenti emergenti, mettendo in palio un premio di 1.000 dollari. Quando la sbadata iguana Ms. Karen, assistente di Buster, prepara i volantini per l’iniziativa, questi arrivano però alle stampe con un errore: la casuale digitazione di un paio di zeri in più ha fatto infatti lievitare il premio a 100.000 dollari. Una folla oceanica di aspiranti artisti si presenta così al teatro di Buster, a caccia del premio e della sua serata di gloria.

Schedulato, in Italia, per il periodo immediatamente successivo alle feste natalizie, di poco distaccato dal disneyiano “pezzo da novanta” (e concorrente) Oceania, Sing è il nuovo parto animato della Illumination Entertainment, studio che ha già dato i natali alla fortunata saga di Cattivissimo me e al recente Pets – Vita da animali. Una collocazione temporale che, almeno nel nostro paese, ha evitato al film di Garth Jennings (in uscita negli USA il prossimo 21 dicembre) il confronto diretto col colosso disneyiano, affidandosi tuttavia, strategicamente, alla promozione dei mercoledì cinematografici a 2 euro, per un’anteprima sull’intero territorio nazionale prevista per il 14 dicembre. Una strategia di distribuzione “graduale” tesa ad aumentare l’hype del prodotto, continuando, nel contempo, a dribblare un confronto che si sarebbe rivelato probabilmente impari.

Non è un caso che la Universal abbia deciso di non alienare del tutto il film dall’atmosfera natalizia, visto il suo esplicito mood da prodotto per famiglie, a partire dalla sua ambientazione (una metropoli abitata da animali antropomorfi) fino al carattere edificante della sua morale. Laddove la Disney ricerca l’evoluzione mascherandola sotto la patina della classicità, lo studio di Chris Meledandri sembra voler puntare sempre più, in modo deciso e trasparente, sulla linearità e leggibilità delle sue storie, vestendole di un’estetica sempre più elaborata e accattivante. Le (poche) velleità del recente Minions sembrano per ora accantonate: Sing è una celebrazione, in forma grafica e canora, della forza dei legami e della volontà individuale, calati in un contesto che non vuole rappresentare (se non in modo molto semplificato) un’allegoria della società moderna.

Spazio, quindi, a sontuose rielaborazioni canore di classici vecchi e nuovi (da My Way di Frank Sinatra a Hallelujah di Leonard Cohen), a un 3D tecnicamente impeccabile, esaltato dalla tridimensionalità già presente in nuce nella ricostruzione della metropoli, a un tripudio musical-canoro che segue le più classiche tappe della fiaba moderna, forte di gag quasi sempre efficaci e di un gruppo di doppiatori originali (da Reese Witherspoon a Seth MacFarlane) in grado di affiancare buone doti canore all’abilità recitativa.

Il film di Garth Jennings – regista con una lunga e solida esperienza nel campo del videoclip, qui al suo esordio nell’animazione – si giova di un buon ritmo, di una successione di gag disposte nella narrazione in modo intelligente e quasi sempre narrativamente funzionale, di uno stuolo di personaggi semplici quanto efficaci (pur in una certa, forse inevitabile tendenza allo stereotipo). Il notevole livello del comparto tecnico del film, la buona alternanza di motivi musicali ripresi tal quali (tra questi, il classico Under Pressure dei Queen) e di altri reinterpretati, l’efficace climax emotivo, rendono Sing un prodotto immediatamente appetibile per il suo target naturale.

La morale del film di Jennings è trasparente, benché risaputa, ma il modo lieve e mai invadente con cui la sceneggiatura la ribadisce distanzia Sing da tanti prodotti analoghi. Pensato per un pubblico di famiglie, il film ha inoltre il merito di non tediare lo spettatore con le usuali citazioni da classici vecchi e nuovi, mantenendo un’originalità (e una sostanziale freschezza) nel suo humour, che gli evita il deja vu che troppo spesso aleggia sull’animazione occidentale moderna.

Sing, giova sottolinearlo, non è comunque Oceania (e neanche Zootropolis, per fare un analogo esempio di animazione con animali antropomorfi): la sua anima è quella di un prodotto per famiglie che non si giova (né vuole farlo) di una particolare ricerca estetica o sui contenuti. Se si va ad analizzarla nel dettaglio, la vicenda di Buster Moon e del suo teatro è piuttosto esile, forse dalla natura anche eccessivamente “collettiva” per riuscire a delineare al meglio i suoi protagonisti e le loro caratteristiche.

Nella costruzione stessa dei personaggi, è bene ribadirlo, non è estraneo un certo grado di prevedibilità e di ricorso agli stereotipi (il subplot del gorilla Johnny, col suo rapporto col padre criminale, è forse, in questo senso, la componente più debole del film). Sicuramente, dietro la sfavillante (e per larghi tratti ammaliante) confezione di Sing, c’è un’esilità di fondo che lo pone su un piano diverso rispetto a quello dei concorrenti Disney e Pixar: segno di un lavoro sulla costruzione delle storie in cui lo studio di Meledandri deve ancora recuperare terreno rispetto ai più quotati rivali.

Titolo originale: Sing
Regia: Garth Jennings
Paese/anno: Giappone, Stati Uniti / 2016
Durata: 110’
Genere: Animazione, Musicale
Cast: Adam Buxton, Beck Bennett, Bill Farmer, Brad Morris, Garth Jennings, Jay Pharoah, Jennifer Hudson, Jennifer Saunders, John C. Reilly, Laraine Newman, Leslie Jones, Matthew McConaughey, Nick Kroll, Nick Offerman, Peter Serafinowicz, Reese Witherspoon, Rhea Perlman, Scarlett Johansson, Seth MacFarlane, Taron Egerton, Tori Kelly
Sceneggiatura: Garth Jennings
Montaggio: Gregory Perler
Musiche: Joby Talbot
Produttore: Brett Hoffman, Christopher Meledandri, Igor Khait, Janet Healy, Robert Taylor
Casa di Produzione: Dentsu, Fuji Television Network, Illumination Entertainment, Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 04/01/2017

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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