THE SPACE BETWEEN

THE SPACE BETWEEN
di Ruth Borgobello


Tentando di dare un appeal più internazionale a un soggetto nato alle nostre latitudini, Ruth Borgobello confeziona con The Space Between un film esteticamente elegante, ma difettoso nella narrazione e nello scandaglio delle psicologie dei suoi personaggi.

Spazio da riempire

Marco, ex chef di talento, che per vicissitudini familiari è stato costretto a rinunciare alle proprie aspirazioni, conosce casualmente Audrey, una ristoratrice australiana. La donna, colpita dal talento del giovane, offre a Marco un lavoro presso la sua catena di ristoranti, a Melbourne; il giovane, tuttavia, impreparato di fronte all’idea di cambiare vita e di lasciare per la seconda volta la sua città, rifiuta la proposta. Poco dopo, la vita di Marco subisce un’improvvisa e drammatica scossa con la scomparsa di Claudio, il suo migliore amico. La tragedia lascia Marco devastato e incapace di reagire; ma l’incontro casuale con Olivia, giovane australiana di passaggio in città, gli fa intravedere un’imprevista luce in fondo al tunnel, oltre a una concreta possibilità di perseguire di nuovo i suoi sogni.

Se le co-produzioni internazionali in genere, nel corso degli ultimi decenni, sono diventate un fatto sempre più raro per un cinema nostrano costantemente autoreferenziale e ripiegato su se stesso, una co-produzione tra Italia e Australia, qual è questo The Space Between, va salutata come un’assoluta novità. Proprio di questa novità, e della sinergia tra forze produttive mirate a dare al film un appeal il più possibile internazionale, si nutre l’esordio nel lungometraggio di Ruth Borgobello, regista italo-australiana già messasi in luce con alcuni apprezzati cortometraggi. L’ambientazione friulana (suddivisa tra Udine e la circostante provincia) non nuoce a un look che guarda in primis all’indie europeo e americano, debitore in gran parte all’elegante fotografia dell’esperta Katie Milwright.

Proprio lo sforzo evidente di dare a una classica love story – le cui coordinate sono state affrontate tante volte dal nostro cinema recente – un respiro e una fattura maggiormente internazionali, è la caratteristica che per prima balza all’occhio di questo The Space Between. Fin dall’onirica apertura del film, specchiatasi poi nella fascinazione mostrata per certi esterni urbani e naturali, le aspirazioni della regista sembrano essere quelle di uno sguardo personale, di una ricerca a fondo nella materia del (melo)dramma, capace di dare un’angolazione inedita a una vicenda di lutto, amore e (in)capacità di perseguire i propri sogni. Proprio nell’efficace, cruda e poco convenzionale gestione del principale passaggio narrativo del film, e nella parallela quanto (nelle intenzioni) imprevedibile evoluzione dei due personaggi principali, si riassumono le ambizioni di questo esordio.

Lo sguardo mostrato dalla regista sugli ambienti della città e su quelli dei suoi immediati dintorni, il tentativo di trovare una corrispondenza tra i (diversi) mondi interiori dei protagonisti, e gli umori dell’ambiente sociale che si agita loro intorno, mostrano in The Space Between una ricerca estetica certo da non sottovalutare. L’elegante ma sobria regia, unita alle finezze della fotografia, sono testimoni dello sforzo di allontanarsi da tanto italico cinema “borghese” contemporaneo; con un’attitudine indagatrice che, pur laddove affonda in una materia tanto trattata da apparire ormai usurata, cerca comunque di conferirvi un’angolazione e un punto di vista il più possibile personali. L’interessante conclusione della vicenda, che contraddice e (in certa misura) frustra le aspettative dello spettatore, sta a testimoniare proprio di questa operazione di ricerca, mostrando anche una buona dose di coraggio.

Nonostante le buonissime intenzioni, The Space Between resta tuttavia in gran parte vittima della convenzionalità dei suoi temi, non sfuggendo alle maglie di un “formato” con poche o nulle possibilità di reinterpretazione. Le finezze estetiche del film, non supportate da una sceneggiatura che si limita ad abbozzare personaggi e interazioni, senza scavare davvero nelle loro motivazioni, restano inerti e fini a se stesse; la cattiva fattura dei dialoghi, a volte involontariamente improntati al grottesco, rende difficoltose l’immedesimazione e l’empatia. Il personaggio di Claudio, amico del protagonista, la cui tragica fine fa da trigger narrativo alla storia, resta in ombra e poco leggibile; mentre lo stesso tema del lutto è meramente abbozzato, con implicazioni che lo script preferisce dare per scontate, piuttosto che preoccuparsi di esplicitarle. La poco convinta recitazione del protagonista Flavio Parenti (in difficoltà specie nei momenti emotivamente più espliciti) non giova a un film che mostra certo una buona eleganza nella confezione, soffrendo tuttavia di una scrittura eccessivamente convenzionale e superficiale.

The Space Between poster locandina

Titolo originale: The Space Between
Regia: Ruth Borgobello
Paese/anno: Australia, Italia / 2016
Durata: 100’
Genere: Drammatico
Cast: Alberto Torquati, Antonietta Bello, Ariella Reggio, Chiara Gelmini, Diana Hobel, Elettra Dallimore Mallaby, Flavio Parenti, Franko Korosec, Fulvio Falzarano, Giancarlo Previati, Gianfranco Saletta, Giordano Floreanici, Lino Guanciale, Maeve Dermody, Marco Leonardi, Mario Mucciarelli, Marouane Zotti, Mefehnja Tatcheu, Patricia Mason, Sandro Pivotti, Zita Fusco
Sceneggiatura: Mario Mucciarelli, Ruth Borgobello
Fotografia: Katie Milwright
Montaggio: Paul Maxwell
Musiche: Teho Teardo
Produttore: Claudio Saraceni, Davide Giusto, Federico Saraceni, Jacopo Saraceni
Casa di Produzione: Ideacinema, Mondo Studio Films
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà

Data di uscita: 04/05/2017

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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