I PEGGIORI

I PEGGIORI
di Vincenzo Alfieri


Esordio dietro la macchina da presa per Vincenzo Alfieri, I peggiori guarda in chiave ironica al filone dei supereroi, mescolandone le basi alla commedia di costume: il risultato ispira simpatia, ma l'esilità della sua parte più prettamente “di genere” si fa sentire.

Di costume e in costume

Massimo e Fabrizio sono due fratelli romani trapiantati a Napoli, costretti a far fronte a continue difficoltà economiche e lasciati da soli a badare alla sorella tredicenne Chiara. La madre dei tre, nota imprenditrice, è infatti fuggita dopo essere stata coinvolta in traffici poco puliti, lasciando una grave macchia sul cognome della famiglia. Quando le difficoltà si fanno insostenibili, e i tre sono ormai sul punto di essere sfrattati dall’appartamento in cui abitano, Massimo e Fabrizio decidono di compiere un furto nella sede del cantiere dove lavora il primo. Durante l’azione, tuttavia, i due fratelli rinvengono casualmente i passaporti del personale extracomunitario sequestrati dal datore di lavoro, portando alla luce il sistematico sfruttamento operato dalla ditta sui dipendenti immigrati. L’azione, documentata in rete da un video diventato virale, trasforma in breve i due fratelli in eroi. Presto, si moltiplicano in rete le richieste di smascheramento di analoghi soprusi e ingiustizie. Sono nati, così, i “Demolitori”.

Guardando questo I peggiori, esordio dietro la macchina da presa del salernitano Vincenzo Alfieri, è difficile non pensare al recente Lo chiamavano Jeeg Robot, fortunato e riuscito esempio di film di supereroi nostrano. Al netto delle differenze tra il film di Gabriele Mainetti e il lavoro di Alfieri, è indubbio che il grande successo del primo, con la rinnovata spinta nel segno del “genere” che questo ha offerto, abbia reso più facile la realizzazione e la commercializzazione di un lavoro come questo, che si muove in un solco in parte analogo. Resta, tuttavia, il fatto che il film di Alfieri evita di tentare di replicare meramente la formula del suo predecessore, approcciando il filone supereroistico (anche qui declinato in salsa nostrana) da un punto di vista obiettivamente diverso.

Laddove il film di Mainetti muoveva infatti da un intreccio improntato al noir, qui è la commedia – con una forte componente territoriale – il genere su cui la sceneggiatura innesta il tema degli eroi in costume. Tutta la prima parte de I peggiori, che mostra lo sradicamento dei due fratelli (interpretati dalla coppia formata dallo stesso regista e dal bravo Lino Guanciale) e il loro difficile adattamento nel territorio partenopeo, le difficoltà (pur virate al grottesco) a cui quotidianamente fanno fronte, l’opposizione dei loro caratteri e i salaci dialoghi con la sorella tredicenne, è figlia di una formula che ha permeato di sé molta commedia italiana recente: una formula equamente divisa tra l’afflato “generazionale” e gli equivoci originati dal tema dell’adattamento in un diverso contesto geografico.

Solo nella sua seconda parte, il film di Alfieri sceglie di abbracciare con più decisione il filone supereroistico, guardando, più che ai blockbuster targati Marvel e DC, al tema dei cosiddetti “real life superheroes”, introdotti dal fortunato Kick-Ass. Supereoi per caso, ma acclamati a gran voce dal popolo della rete, i due fratelli si troveranno costretti loro malgrado ad abbracciare un’improvvisata “missione”, fronteggiando una gelida villain col volto di Antonella Attili, e trovandosi a fare i conti con un tutore della legge interpretato da un insolito Biagio Izzo, in una delle sue escursioni al di fuori dei ruoli più strettamente comici.

Non può che suscitare simpatia l’approccio “ruspante”, diremmo popolaresco più che popolare, che l’esordio di Alfieri mostra verso il genere. L’indubbio affiatamento del regista/interprete col suo partner Guanciale, la buona gestione dei tempi comici in tutta la prima parte del film, la simpatia della giovanissima Sara Tancredi, rendono I peggiori decisamente godibile dal lato dell’intrattenimento più propriamente comico (lieve ma non per questo inconsistente). Va sottolineato il coraggio mostrato dal regista nel non adagiarsi sul successo del film di Mainetti, evitando intelligentemente di farne un’imitazione, ma tentando piuttosto di trovare una sua via al genere; e va rilevato inoltre l’interessante sguardo mostrato dal regista verso gli esterni cittadini, in cui è sempre presente la giustapposizione tra i quartieri popolari partenopei (dove più si esplicita l’autentica anima della città) e i palazzoni sorti ai confini del territorio urbano, sede di un potere politico/economico sempre più oscuro e magmatico.

Paradossalmente, per un film che vuole comunque rientrare (benché in una variante fortemente ironica) nel filone dei supereroi, la parte più riuscita de I peggiori risulta essere la prima, quella più improntata alla commedia di costume (pur nelle sue parziali forzature e nei suoi momenti stereotipati). Nel momento in cui il film abbraccia con più decisione il “genere”, la sua struttura tuttavia si sgretola, mostrando tutta l’esilità del plot più prettamente action, e non gestendo al meglio il climax che un soggetto del genere (comunque) richiede. Non aiutato, in questo, da sequenze d’azione non sempre dirette al meglio (piuttosto confusa quella che vede i due eroi alle prese con un gruppo di agenti di polizia) il film di Alfieri mostra la corda quando è chiamato a generare immedesimazione e coinvolgimento emotivo nello spettatore.

Va inoltre sottolineata, come già accennato, la presenza di qualche stereotipo di troppo nei dialoghi, e di alcuni momenti che (complice l’impianto da commedia “generazionale” che a tratti lo script abbraccia) mostrano una certa tendenza al qualunquismo. Imperfezioni, queste, che impediscono a questo I peggiori di configurarsi come un esordio totalmente riuscito, nonostante la bontà della sua idea di base e la presenza di diversi momenti efficaci.

Titolo originale: I peggiori
Regia: Vincenzo Alfieri
Paese/anno: Italia / 2017
Durata: 95’
Genere: Azione, Commedia
Cast: Antonella Antonelli, Antonella Attili, Arcangelo Iannace, Biagio Izzo, Daniele Favilli, Ernesto Mahieux, Francesco Paolantoni, Francesco Pennasilico, Giorgio Musumeci, Giovanni Napolitano, Jin Liyu, Lino Guanciale, Maria Pia Calzone, Marianna Robustelli, Miriam Candurro, Roberto Pedicini, Rufin Doh Zeyenouin, Sara Tancredi, Teresa del Vecchio, Tommaso Ragno, Vincenzo Alfieri
Sceneggiatura: Alessandro Aronadio, Giorgio Caruso, Raffaele Verzillo, Renato Sannio, Vincenzo Alfieri
Fotografia: Davide Manca
Montaggio: Consuelo Catucci, Vincenzo Alfieri
Musiche: Mirko Mancini
Produttore: Federica Lucisano, Fulvio Lucisano
Casa di Produzione: Italian International Film, Warner Bros.
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 18/05/2017

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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