PESARO 2019 – AL VIA LA CINQUANTACINQUESIMA EDIZIONE

PESARO 2019 – AL VIA LA CINQUANTACINQUESIMA EDIZIONE


Tra passato e presente, continuità e sperimentazione, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro spegne quest’anno 55 candeline. Lo fa con un’ampia selezione di temi e un calendario, come sempre, ricchissimo.

È arrivata al traguardo del cinquantacinquesimo anno, la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro; una manifestazione che, fin dalla sua fondazione, si è posta come luogo di sperimentazione e ricerca sui linguaggi del cinema e dell’audiovisivo, mantenendo tuttavia un’identità forte e riconoscibile. Un’identità che il direttore Pedro Armocida e il comitato di selezione del festival hanno voluto confermare in questa nuova edizione, che si terrà dal 15 al 22 giugno; una selezione molto ricca, che avrà il suo centro nelle sette opere del concorso internazionale (valutate da due giurie, una di studenti, l’altra composta da personalità quali Andrea Sartoretti, Amir Naderi e Olimpia Carlisi) e nella sezione Satellite. Visioni per il cinema futuro, incentrata sul cinema italiano extra-industriale. Secondo le parole di Armocida, “il tentativo è di dare una panoramica, il più possibile allargata ma inclusiva, agli spettatori che si possono confrontare con opere provenienti da tutto il mondo proiettate nei loro formati originali. Da qui nasce la nostra attenzione a lavorare ancora con la pellicola, 35mm, 16mm e Super8”.

Il concorso, composto da opere prime o seconde, annovera tra i titoli il giapponese Kagamasaki Cauldron War di Leo Sato (2018), opera in 16mm ambientata nel quartiere Kagamasaki di Osaka, zona tradizionalmente “invisibile”; il cileno Nona. Si me mojan, yo los quemo di Camila José Donoso (2019), esperimento tra realtà e finzione in cui la regista racconta alcune esperienze di vita della propria nonna; l’indiano That Cloud Never Left di Yashaswini Raghunandan (2019), sulla creazione di giocattoli sonori con materiali di scarto; Demons di Daniel Hui (2018), lungometraggio ambientato a Singapore, incentrato sul tema dell’abuso emotivo; Bring Me The Head Of Carmen M. di Felipe Bragança e Catarina Wallenstein (2019), coproduzione brasiliana e portoghese, incentrata su un’attrice che si trova a interpretare il ruolo dell’iconica star brasiliana Carmen Miranda; lo spagnolo Inland/Meseta di Juan Palacios (2019), con le storie parallele di un pastore, un duo musicale e due bambine sullo sfondo di un luogo imprecisato della Spagna centrale; Square di Karolina Bregula (2018), co-produzione tra Polonia e Taiwan che immagina che una scultura, risalente al tramontato regime politico della Polonia, possa parlare ponendo domande scomode ai cittadini.

La sezione non competitiva Satellite punta invece a esplorare la produzione audiovisiva italiana (nel senso più ampio del termine) “extra-industriale”, ovvero a bassissimo budget e/o al di fuori dei circuiti commerciali canonici. Si tratta di opere prime o inedite, accomunate da uno sguardo difficilmente inquadrabile da qualsiasi formato, sia pure quello del concorso di un festival: tra i titoli, troviamo Watna di Lorenzo Casali e Micol Roubini, Giacomo Laser e il demone di Giacomo Laser, Non c’è nessuna dark side di Erik Negro e Variazioni luminose nei cieli della città di Giuseppe Spina. A fare la gioia degli appassionati del cinema di genere italiano, ci sarà invece la retrospettiva presentata nel contesto del Cinema in spiaggia, quest’anno incentrata sui registi più importanti del passato e presente del filone; parliamo di autori come Sergio Leone, Dario Argento, Lucio Fulci e Fernando Di Leo, fino ad arrivare ai più recenti Manetti Bros. e Gabriele Mainetti. Un’ulteriore sezione collaterale del festival sarà poi costituita dalla personale dedicata a Lee Anne Schmitt: un’artista che con i suoi essay film – perlopiù in 16mm – si muove sul confine tra fiction e documentario, esplorando il pensiero politico e la storia americana in lavori quali Purge This Land (2017), The Farnsworth Scores (2017) e The Last Buffalo Hunt (2011).

A completare il ricco programma, gli omaggi alle trasmissioni Fuori Orario e Stracult, la rassegna Animatori italiani oggi, dedicata al ricco e sommerso universo del cinema italiano d’animazione, la proiezione in piazza del classico Butch Cassidy di George Roy Hill, un tributo al regista argentino Claudio Carlini, gli omaggi agli scomparsi Bernardo Bertolucci, Barbara Hammer e Alberto Grifi (di quest’ultimo sarà presentato l’intero repertorio di materiali video analogici, filmati tra il 1976 e il 1977, incentrati sulla contestazione giovanile). Da segnalare infine una ricognizione a più livelli sul cinema femminile contemporaneo: questa si comporrà di un focus sul cinema spagnolo, che in questa edizione sarà declinato al femminile – con cinque titoli di altrettante registe alla loro opera prima e seconda –, del tradizionale approfondimento sul cinema russo, quest’anno giunto alla sua decima edizione – anch’esso dedicato agli “Sguardi femminili” –, e infine delle lezioni di storia di Federico Rossin, incentrate sul cinema femminista dal 1968 al 1978, con le opere (tra le altre) di Chantal Ackerman, Jackie Raynal e Carole Roussopoulos.

Il sito di Pesaro 2019


Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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