LA PRIMA VACANZA NON SI SCORDA MAI

LA PRIMA VACANZA NON SI SCORDA MAI
di Patrick Cassir


La prima vacanza non si scorda mai è una commedia leggera e a tratti molto divertente, con Judd Apatow come nume tutelare, in cui però non sempre il regista Patrick Cassir riesce a trovare un equilibrio tra gag al limite del demenziale, e matura riflessione sulla coppia ai tempi dei social.

Amore vacanziero, ai tempi di Tinder

Con l’incedere delle torride temperature che caratterizzano da sempre l’estate romana, ecco arrivare puntualmente in sala il divertissement vacanziero. La commedia francese dai toni leggeri, non troppo impegnativa, perfetta per trovare sollievo dalla calura esterna nell’accogliente e fresca oscurità della sala, senza richiedere all’eventuale spettatore troppo impegno o patema d’animo. Questo tipo di prodotto, in genere, si attesta su un livello di media qualità: non si grida al miracolo, ma non si ha neanche l’impressione di aver gettato al vento due ore della propria vita. Non fa (troppa) eccezione La prima vacanza non si scorda mai, che segna l’esordio alla regia di Patrick Cassir – che proviene dal mondo della pubblicità e del videoclip – sceneggiato insieme alla compagna Camille Chamaux, anche coprotagonista della pellicola.

Si rivolge in particolare a quella fascia di età sospesa tra post-postadolescenza e supposta maturità raggiunta, ma non ancora pienamente compresa, che va sotto la comoda definizione di thirtysomething, la storia di Marion e Ben (Jonathan Cohen). Lui: preciso, inquadrato, con un lavoro stabile, amante delle comodità e del lusso, insomma un aspirante piccolo borghese. Lei: incasinata, amante del pericolo e dell’avventura, si adatta ad ogni situazione, vive in una casa di artistoidi e non ha ancora ben capito cosa “vuol fare da grande”. Si incontrano tramite Tinder, e per la logica secondo cui gli opposti si attraggono, scatta la scintilla. Decidono così di punto in bianco di condividere una vacanza in Bulgaria, dove tra ostelli hippy, spiagge affollate e sport estremi, le differenze tra i due emergeranno in una serie di rocambolesche situazioni. Riuscirà, alla fine, a trionfare l’amore?

Le nuove tecnologie hanno reso i rapporti umani veloci e superficiali, ci danno l’illusione dell’immediatezza e della facilità, quando invece l’incontro/scontro tra personalità e mondi contrapposti è qualcosa di ben più complicato da gestire. Da questo spunto, interessante ma non originalissimo, si dipana un romantico road movie che riesce a divertire in più d’un’occasione, ma che fallisce a più riprese del dare un tono di coerenza alla vicenda. Nei primi minuti di questo La prima vacanza non si scorda mai, la provenienza di Cassir dal mondo del videoclip si palesa con uno stile di montaggio veloce e ritmato, che alterna le vite dei nostri due protagonisti, il loro fatidico incontro, e la pianificazione della vacanza in Bulgaria, con tanto di musichette pop-rock a enfatizzare il tutto. Se da una parte questo stile tende a rispecchiare l’immediatezza con cui si svolgono questi incontri, dall’altra rende la decisione di questi due, tutto sommato estranei, alquanto pretestuosa.

Le cose migliorano all’arrivo in Bulgaria, dove la pellicola si rifugia nell’abusato (ma sempre efficace) meccanismo del buddy movie: due personalità agli antipodi si ritrovano, tramite l’espediente del viaggio, a condividere le disavventure della strada, e dopo gli immancabili scontri iniziali, impareranno a convivere e a individuare nell’altro le proprie mancanze. In questo segmento, senz’altro il più riuscito della pellicola, Cassir è molto abile nel creare situazioni al limite del demenziale, con gag scatologiche (da citare, l’immancabile problematica della “regolarità intestinale”, scoglio insormontabile per la vita di coppia, soprattutto in contesti vacanzieri) che sfruttano bene i luoghi, e soprattutto le facce, di un paese quasi alieno come la Bulgaria. Ma se queste piccole parentesi demenziali rianimano qua e là la pellicola, non vengono debitamente bilanciate dalle parti dove dovrebbe essere approfondito il rapporto di coppia, dove i problemi tra i due vengono risolti in maniera troppo facile e “indolore”, riservando tutte le tensioni ad un segmento finale a cui si arriva stancamente. Il modello sono le commedie della factory di Judd Apatow, ma non se ne riesce a replicare la grazia, il tono, e l’equilibrio tra volgarità e matura riflessione.

A salvare parzialmente bracca e burattini sono i due interpreti che, seppur con qualche mancanza di scrittura, sono piacevoli da vedere insieme, sprigionano un’ottima chimica nei gesti, negli sguardi, nei rapporti fisici (c’è anche, vivaddio, del sesso grafico rappresentato). Una commedia disimpegnata, dunque, questo La prima vacanza non si scorda mai, ideale per spensierate serate tra coppie, in attesa delle agognate ferie d’agosto: si ride, a volte di gusto, senza farsi troppo male. Per chi cerca ben altri livelli di profondità e spessore, rivolgersi decisamente altrove.

Titolo originale: Premières vacances
Regia: Patrick Cassir
Paese/anno: Francia / 2019
Durata: 102’
Genere: Commedia
Cast: Bar Levy, Camille Chamoux, Camille Cottin, Caroline Anglade, Dominique Valadié, Emilie Caen, Jean-Charles Clichet, Jérémie Elkaïm, Jonathan Cohen, Sagi Halperin, Svetlana Gergova, Vincent Dedienne, Zoé Bruneau
Sceneggiatura: Camille Chamoux, Patrick Cassir
Fotografia: Yannick Ressigeac
Montaggio: Stéphane Couturier
Musiche: Alexandre Lier, Nicolas Weil, Sylvain Ohrel
Produttore: David Pierret, Michaël Gentile
Casa di Produzione: C8, Le Pacte, NJJ Entertainment, The Film
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 20/06/2019

Angelo D'Elia

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