LET HER OUT

LET HER OUT
di Cody Calahan


Horror incentrato sulla “sindrome del gemello scomparso”, Let Her Out conferma la buona capacità registica di Cody Calahan, pur soffrendo di una certa prevedibilità di trama. Il film di Calahan esce in Blu-Ray per Koch Media, all’interno della collana Midnight Factory.

La metà inquieta

Dopo i due Antisocial, incubi zombesco/apocalittici in cui veniva preso esplicitamente di mira il fenomeno dei social network (e la sua pervasività) il cinema di Cody Calahan continua a muoversi in territori che si vogliono cronenberghiani. Questo Let Her Out, tuttavia, muove da uno spunto almeno sulla carta più realistico, rispetto a quanto mostrato nei due precedenti lavori del regista canadese: il tema è quello, affascinante anche se non esattamente nuovo, di un parto gemellare in cui uno dei due gemelli venga “assorbito” dall’altro. I lettori di Stephen King ricorderanno probabilmente che lo stesso spunto fu all’origine del romanzo La metà oscura (con relativa trasposizione cinematografica a firma George A. Romero); ma, di fatto, quella del “gemello scomparso” durante la gestazione è un’occorrenza scientifica documentata, nonostante le sue conseguenze (l’ipotetica “sindrome” psicologica che colpirebbe il figlio sopravvissuto) sconfinino nel paranormale e nella pseudoscienza. Materiale, comunque, assolutamente adatto a un film come quello di Calahan.

Il plot parte con un prologo, che mostra la violenza sessuale subita dalla madre della protagonista, prostituta, all’interno del motel in cui portava i clienti. Rimasta incinta, la donna si suicida con un coltello, cercando di uccidere contemporaneamente il bambino che porta in grembo, ma quest’ultimo miracolosamente sopravvive. 23 anni dopo, il risultato di quel parto, Helen, è una giovane con problemi di depressione e un’unica vera amica, l’aspirante attrice Molly. Una notte, mentre torna a casa in bicicletta, Helen viene urtata da un’auto e sbalzata violentemente sulla strada. La ragazza resta incosciente per qualche giorno, e al suo risveglio manifesta strani sintomi: veri e propri blackout in cui qualcun altro sembra prendere possesso del suo corpo, spingendola a compiere azioni che poi Helen non ricorda. Un esame neurologico rivela che nel cervello della giovane stanno emergendo parti del corpo della sua gemella mai nata, assorbita durante la gestazione: viene fissato un intervento chirurgico per rimuoverle, ma nel frattempo lo spirito della gemella malvagia acquisisce sempre maggior forza.

Nonostante il materiale di partenza non proprio innovativo, e una certa prevedibilità dell’intreccio, il film di Calahan si giova di un’estetica interessante, che unisce l’impatto grafico e splatter di molte sequenze (il prologo e l’epilogo, in particolare, ne sono ottima esemplificazione) a una ricercatissima fotografia. Le tonalità di blu e rosso che si alternano e si sovrappongono nel film rimandano a molto noir contemporaneo e all’estetica più pop e postmoderna del genere, quella che nasce (idealmente) col Blood Simple dei fratelli Coen; ma viene in mente, anche, la costruzione cromatica dei film di Nicolas Winding Refn e i suoi interni algidi e astratti. Colpisce, in questo senso, il contrasto tra l’attento studio sulle luci e la fisicità sanguigna del film, con l’impatto estremamente esplicito e grafico che accompagna le fasi della mutazione della protagonista, a far emergere il rimosso (fisico e metaforico) delle sue pulsioni. In questo senso, il film è avvicinabile ad alcuni horror recenti di scuola più europea (Starry Eyes di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, ad esempio, ma anche il più celebrato La casa delle bambole – Ghostland di Pascal Laugier) che hanno recuperato la fascinazione per il corpo e il suo disfacimento, da utilizzare anche come metafora per riflessioni sociali più estese.

Dichiaratamente di approccio psicologico, basato su un interscambio tra psiche e soma che si vuole portato alle estreme conseguenze, Let Her Out soffre tuttavia di una scrittura non all’altezza delle sue ambizioni, con diversi passaggi frettolosi e una certa, generale, ripetitività narrativa. In un horror di questo tipo, che comunque demanda molto alle psicologie e a una costruzione attenta e coerente dei personaggi, pesa il mancato approfondimento del background della protagonista, la presentazione solo abbozzata del suo rapporto con l’amica Molly, il mero accenno a una relazione da “sorelle” che lega i due personaggi, contrapposta all’autentica (e pericolosa) parentela che tiene legata la protagonista alla sorella mai nata. A ciò si aggiungano alcuni passaggi obiettivamente poco credibili (fanno un po’ sorridere i tentativi della protagonista di legarsi al letto, insieme ad altri improbabili stratagemmi, per contenere l’azione della gemella), oltre a una generale scarsa attenzione alla costruzione dell’intreccio, e all’assenza di twist narrativi degni di questo nome. Nel film di Calahan, radicale quanto si vuole per il modo in cui mette in scena la sua storia, tutto va esattamente come ci si aspetta: un limite, questo, che per un film di genere non è proprio cosa da poco.

Inedito nelle sale italiane, Let Her Out è arrivato nel nostro paese direttamente in home video, con una discreta edizione in Blu-Ray edita dalla Koch Media. L’uscita, facente parte della collana Midnight Factory, si presenta col consueto cartonato a contenere la custodia Amaray, con il disco accompagnato da un booklet che racconta la genesi e i vari aneddoti sul film. La qualità audio/video – la cui resa ottimale era necessaria per godere appieno del film – è decisamente buona, non risentendo (dati anche i soli 87 minuti di durata del film) dell’utilizzo di un semplice BD-25 a singolo strato. Le tracce audio presenti sono in italiano e in inglese, entrambe in DTS-HD 5.1, con sottotitoli opzionali in italiano. Pesa un po’ l’assenza sostanziale di contenuti speciali, che si limitano al solo trailer italiano.

Titolo originale: Let Her Out
Regia: Cody Calahan
Paese/anno: Canada / 2016
Durata: 87’
Genere: Horror
Cast: Adam Christie, Alanna LeVierge, Brooke Henderson, Deborah Jayne Reilly Smith, Eric Picard, Glen Reid, Kate Fenton, Kyle Hytonen, Michael Lipka, Nina Kiri, Paul McGinnis, Rachel Sellan
Sceneggiatura: Adam Seybold
Fotografia: Jeff Maher
Montaggio: Duncan Christie
Musiche: Steph Copeland
Produttore: Chad Archibald, Christopher Giroux, Cody Calahan
Casa di Produzione: Black Fawn Films, Breakthrough Entertainment
Distribuzione: Koch Media

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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