CAPRI-REVOLUTION

CAPRI-REVOLUTION
di Mario Martone


Con Capri-Revolution, Mario Martone conclude un'ideale trilogia storica iniziata coi precedenti Noi Credevamo e Il giovane favoloso, confezionando un film affascinante, a tratti bulimico nelle sue suggestioni e poco equilibrato, ma dall'indiscutibile forza cinematografica. Il film di Martone è uscito in DVD per l'etichetta 01 Distribution/Rai Cinema.

Loro credevano

La personale esplorazione della storia portata avanti da Mario Martone, iniziata nel premiato Noi credevamo e proseguita con Il giovane favoloso, si arricchisce di un ulteriore tassello con questo Capri-Revolution. Un’opera, quella di Martone, che oltre a concludere un’ideale trilogia (non dichiarata, ma tale nei fatti) va a esplorare un periodo peculiare, quello immediatamente precedente allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, in cui l’Europa tutta era percorsa da singulti e fermenti contraddittori. Un periodo in cui un tradizionalismo contadino di stampo – nei fatti – quasi feudale poteva convivere fianco a fianco con una comune di artisti anarchici che propugnavano un ritorno alla natura e una radicale negazione di qualsiasi convenzione borghese; e in cui il socialismo rivoluzionario di stampo più materialista vedeva nell’imminente conflitto un modo per abbattere l’ordine borghese e costruire da zero una nuova società. Contraddizioni che inaugurarono, nei fatti, un secolo che avrebbe visto convivere, alimentandosi vicendevolmente, progresso e immani tragedie.

Contraddizioni, queste, che sono tutte presenti nel personaggio di Lucia, guardiana di capre analfabeta interpretata da Marianna Fontana, cresciuta sull’isola di Capri con nessun’altra prospettiva se non un matrimonio con un potente notabile locale, e una vita passata a domandarsi cosa c’è al di là del mare. Un percorso in qualche modo già segnato dalla secolare arretratezza della vita contadina, che tuttavia non cancella l’inquietudine leggibile tanto sul volto della ragazza, quanto sul suo corpo: un corpo capace di accogliere tanto la liberazione propugnata dal pittore Seybu, spogliandosi degli abiti e delle convenzioni della propria cultura, quanto la malattia portata dal rifiuto – da una parte e dall’altra – del pensiero scientifico arrivato con la modernità, incarnato dal medico appena giunto sull’isola. Un corpo, quello della donna, che quindi si offre letteralmente al conflitto e alle contraddizioni che avrebbero accompagnato l’intero secolo. L’avvicinamento di Lucia alle idee di Seybu e alle pratiche di vita della comune non esaurisce la sua ricerca personale, scissa tra un singolare spiritualismo e il richiamo di un mondo – quello della guerra imminente – che bussa sempre più insistentemente alla sua porta.

Questo Capri-Revolution mette insieme la ricerca personale di una giovane donna descritta quasi come una (inconsapevole) femminista ante litteram, con la descrizione antropologica di tre diversi contesti sociali – una comunità contadina preindustriale, toccata solo tangenzialmente dalla modernità, una comune animata da giovani borghesi provenienti dall’Europa culturalmente più progredita, caratterizzata dal rifiuto del modello sociale che sembra aver prevalso ovunque, e una borghesia progressista (quella del medico) imbevuta di un socialismo pragmatico e poco incline ai voli pindarici. Questa doppia dimensione è resa possibile da un luogo, quello dell’isola di Capri, in cui gli opposti (ritualità contadina di marca cattolica e anarchico naturismo di stampo mistico) possono letteralmente toccarsi e compenetrarsi; opposti accomunati dal rifiuto – seppur in forme diverse e antitetiche – dell’avanzare di una modernità che si prepara ad annullare, con la sua brutale attitudine al calcolo e alla misurazione scientifica (tanto propria del capitalismo, quanto della sua negazione marxiana), tutti i punti di riferimento di un vecchio mondo che sta per essere sepolto. Un incontro/scontro che trova il suo terreno ideale sull’isola, luogo di ricerca misterica e capace di esprimere una sua speciale, incontaminata forza.

Come nelle sue opere precedenti, l’indagine storica di Martone si integra felicemente con la ricerca figurativa del regista, qui capace di trovare terreno fertile in un contesto che è di suo pregno di suggestioni. Capri è davvero terreno di scontro ma anche di incontro per pulsioni contrastanti (personali e collettive); i suoi spazi incontaminati e i suoi anfratti, il tempio pagano di Seybu e le secolari strade del paese, riescono a dare un senso lirico e trasfigurante a un’indagine che resta ancorata fermamente alla realtà storica, alla sua puntuale fotografia in uno dei momenti più problematici dell’intero secolo. Una ricerca rigorosa, mista a capacità di suscitare autentica meraviglia, di cui non si può non cogliere la portata cinematografica. Affascinante e composito, rispetto ai due precedenti film di Martone Capri-Revolution ha forse il limite di tentare di volare troppo alto (come fa la sua protagonista in un’esplicita scena) mettendo insieme personale e politico, conflitti familiari – descritti in modo embrionale e disordinato – e voglia di esplorare i massimi sistemi, amore e storia. Alcune parentesi, tra cui quella dello scontro interno alla comune, col plagio di una giovane partecipante e l’allontanamento di un suo membro, appaiono scolastiche e poco approfondite. Nel suo voler far entrare troppo all’interno della sua storia, nella sua ansia di racchiudervi tutto ciò che il suo sguardo è capace di descrivere, il regista rischia sovente di perdersi; ma è un rischio che, pur non senza sbavature, viene infine scongiurato da una conclusione di indiscutibile (e amara) coerenza.

Il DVD di Capri-Revolution, edito da 01 Distribution/Rai Cinema, si presenta con un packaging standard (reso solo più “pesante” dal booklet interno che illustra le altre uscite dell’etichetta) e consta di una generale, buona resa audio/video. Abbastanza ricca si rivela la sezione extra, con vari documentari dedicati alla realizzazione del film: nel dettaglio, la sezione comprende un backstage con varie interviste ai membri del cast, un ulteriore breve speciale con i due protagonisti Marianna Fontana e Reinout Scholten van Aschat, e tre brevi documentari – che alternano anch’essi interviste e curiosità dal set – dedicati rispettivamente a scenografia e costumi, alla realizzazione degli effetti visivi, e alla parte relativa a musica e danza, ben presenti nelle scene ambientate all’interno della comune.

Titolo originale: Capri-Revolution
Regia: Mario Martone
Paese/anno: Francia, Italia / 2018
Durata: 122’
Genere: Drammatico
Cast: Antonio Folletto, Donatella Finocchiaro, Eduardo Scarpetta, Gianluca Di Gennaro, Jenna Thiam, Lola Klamroth, Ludovico Girardello, Marianna Fontana, Maximilian Dirr, Reinout Scholten van Aschat, Rinat Khismatouline, Yannick Noomen
Sceneggiatura: Ippolita Di Majo, Mario Martone
Fotografia: Michele D'Attanasio
Montaggio: Jacopo Quadri, Natalie Cristiani
Musiche: Apparat, Philipp Thimm
Produttore: Francesca Cima, Nicola Giuliano
Casa di Produzione: Indigo Film, Pathé, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 20/12/2018

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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