GOTHIC

GOTHIC
di Ken Russell


In Gothic, Ken Russell rielabora la genesi del Frankenstein di Mary Shelley, raccontando in toni cupi e orrorifici la notte che ne accompagnò la concezione. Una notte rappresentata come una sorta di oscuro presagio per tre degli scrittori coinvolti.

Notte di terrore

Un giorno dell’anno 1816 giungono a Villa Diodati, presso il lago di Ginevra, il poeta inglese Percy Bysshe Shelley con l’amante e un’amica, su invito di Lord Byron, il padrone di casa, che li attende con un altro ospite, l’amico e dottore John William Polidori. Tra un banchetto e una disquisizione sull’arte decidono di fare una seduta spiritica servendosi del teschio di un presunto monaco maledetto; durante la notte tempestosa qualcosa li farà piombare nell’incubo, ciascuno preda di paranoie e allucinazioni provenienti dall’inconscio e dal rimorso.

Ken Russell, classe 1927, ha attraversato tutte le decadi cinematografiche dal dopoguerra in poi: prima fotografo, poi biografo per la BBC, nel ’69 riceve una candidatura all’Oscar per Donne in amore, poi arriva il provocatorio I Diavoli, segue Tommy – una delle prime opere rock dall’album omonimo degli Who; il regista approda poi al cinema di genere con l’horror fantascientifico Stati di allucinazione (1980), La tana del serpente bianco (1989) da un’opera meno nota di Bram Stoker, fino a Whore (1991), storia di una prostituta. L’ultimo lavoro è una puntata della serie tv Miss Marple dal titolo Il terrore viene per posta, dove non dirige ma si ritaglia una parte nei panni di un reverendo.

Per il soggetto di Gothic, Russell elabora un fatto storico (letterario) realmente accaduto e, viste le personalità fuori dall’ordinario coinvolte, entrato in un immaginario fantastico e fantasmagorico alimentato dal fatto che i tre principali protagonisti – Byron, Shelley e Mary – per ingannare il tempo si sfidarono a scrivere ognuno una storia di fantasmi. Da qui scaturì due anni dopo il famoso romanzo pietra miliare della letteratura romantica, oggi classico, Frankenstein o il moderno Prometeo di Mary Shelley pubblicato a soli diciannove anni; ma anche Il vampiro, racconto breve della esigua produzione di Polidori.

Russell non ci mostra in Gothic l’atto della scrittura ma tutto quanto il resto, romanzato e spiato, avvenuto tra quelle mura, nell’isolamento, stimolato dal laudano e da letture come Fantasmagoriana – un’antologia di otto racconti tedeschi di genere gotico pubblicati nel 1812 che impressionò molto il convivio di poeti.

Così vediamo queste anime perse aggirarsi nei corridoi con la scusa del nascondino, perdersi per cadere vittime di se stessi, dei propri rimorsi e fragilità: Byron dei suoi appetiti sessuali bisex, Polidori di insicurezza dovuta all’amore inconfessato per l’amico Byron e Mary Shelley traumatizzata dalla recente perdita di un figlio avuto dall’amante, sposato con un’altra donna, Percy.

Gothic è un horror atipico, la tensione latita e non è lo spavento lo scopo finale, nonostante l’armamentario visivo del genere non manchi affatto: è fascinoso e affascinante come gli eroi decadenti che lo popolano, cinque nomi, Gabriel Byrne (Lord Byron), Julian Sands (Percy Shelley), Timothy Spall (John William Polidori), Natasha Richardson (Mary Shelley) e Miriam Cyr (Claire Clairmont) ai quali – soprattutto ai ruoli maschili – è chiesta enfasi e teatralità. I personaggi si muovono come dentro il quadro L’Incubo di Füssli che campeggia in una stanza, in un presagio oscuro; a distanza di pochi anni gli uomini moriranno tutti e tre di morte violenta. Questa è l’ultima allegra e spensierata festa di morte che scoppierà come una bolla col sorgere del sole.

Titolo originale: Gothic
Regia: Ken Russell
Paese/anno: Regno Unito / 1986
Durata: 88’
Genere: Erotico, Horror, Thriller
Cast: Alec Mango, Andreas Wisniewski, Dexter Fletcher, Gabriel Byrne, Julian Sands, Miriam Cyr, Natasha Richardson, Pascal King, Timothy Spall, Tom Hickey
Sceneggiatura: Stephen Volk
Fotografia: Mike Southon
Montaggio: Michael Bradsell
Musiche: Thomas Dolby
Produttore: Penny Corke
Casa di Produzione: Virgin Vision
Distribuzione: Medusa Distribuzione

Fabio Marangoni

Nato il secolo scorso, fin da adolescente nutro la passione per tutto ciò che è Fantastico, cominciando dalla narrativa dell'Ottocento per approdare al cinema, dalla B di Buzzati alla Z di Zeder. Sono stato collaboratore di uno dei principali portali italiani di weird (La Tela Nera), successivamente al mio esordio con la prima – e finora unica – antologia di racconti nel 2003. Attualmente curo la rubrica "Camera Oscura" sulla rivista web "Il Foglio Letterario".

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