FAST & FURIOUS – HOBBS & SHAW

FAST & FURIOUS – HOBBS & SHAW
di David Leitch
Voto: 6,5

Con Fast & Furious – Hobbs & Shaw, secondo spin-off di una delle più longeve saghe action del nuovo millennio, il regista David Leitch inserisce dentro e tra le scene d’azione un umorismo ancor più scanzonato e sopra le righe, ribadendo al contempo caratteristiche e valori di base della saga.

Le seconde linee salvano il mondo

Tra le saghe action iniziate nel nuovo millennio, quella di Fast & Furious si candida a diventare, probabilmente, una delle più longeve. Nata su basi parzialmente diverse da quelli che poi sarebbero diventati i suoi connotati, con un primo episodio a basso budget e con un carattere “ruspante” ai limiti dell’exploitation, la saga con protagonista Vin Diesel si è gradualmente modificata negli anni, configurandosi un po’ come un emblema dell’action più muscolare degli anni ‘2000, e sviluppando film dopo film quel tema “familiare” (con un modello di famiglia rigorosamente al di fuori della legalità, ma molto classico e intimamente conservatore) che col tempo sarebbe diventato tra i suoi marchi di fabbrica. Un motivo, quello della famiglia e della sua importanza, a cui non sfugge nemmeno questo Fast & Furious – Hobbs & Shaw, secondo spin-off della saga e primo totalmente privo della presenza di Vin Diesel. Un episodio, quello diretto da David Leitch, che segue di due anni l’ultimo Fast & Furious 8, e in cui quelli che finora erano stati due comprimari storici (interpretati rispettivamente da Dwayne Johnson e Jason Statham) diventano protagonisti assoluti.

Nel plot del film, l’agente speciale DSS e l’ex mercenario vengono reclutati separatamente dalla CIA per fermare la spia dell’MI6 Hattie, che avrebbe ucciso tutti i suoi compagni e si sarebbe impadronita di un virus letale, lo Snowflake, potenzialmente capace di eliminare milioni di persone. In realtà, la donna è stata incastrata da una potente organizzazione terroristica, la Eteon, che ha in programma il folle piano di decimare la popolazione mondiale; l’agente si è iniettata il virus ed è fuggita, impedendone così l’uso. Presto la Eteon si metterà sulle sue tracce e su quelle degli stessi Hobbs e Shaw, che ne hanno appurato l’innocenza; l’unico modo per disinnescare il virus, e salvare contemporaneamente la vita di Hattie, è quello di rintracciare il suo creatore. Un compito che sarà preso in modo molto serio in particolare da Shaw, visto che l’uomo è in realtà il fratello di Hattie, con cui aveva interrotto i rapporti molti anni prima. Ma il principale emissario della Eteon, Brixton Lore – che ha un conto aperto con Shaw – si rivela essere un nemico quasi imbattibile, in virtù degli impianti cibernetici che l’organizzazione ha inserito nel suo corpo.

Dopo il carattere collettivo degli ultimi episodi della saga, in linea con una formula collaudata del cinema d’azione di questo decennio, questo spin-off restringe il campo, mostrandoci due protagonisti/rivali e seguendo una formula che è chiaramente debitrice alla tradizione del buddy movie americano. In questo senso, i quantitativi di umorismo – già profusi a piene mani dagli ultimi film – si fanno inevitabilmente ancora più generosi, a partire dalla frazione iniziale, che mostra ora separatamente, ora parallelamente con l’uso dello split screen, il reclutamento dei due, propedeutico al loro incontro. Con l’approccio della commedia d’azione più scanzonata (lo stesso che i film Marvel hanno sdoganato un po’ in tutto il mainstream statunitense), pur virata su un tono muscolare e consapevolmente eccessivo, la sceneggiatura insiste per tutta la sua prima parte sul motivo della rivalità tra i due (eredità dei precedenti episodi), con battute al fulmicotone e dal carattere squisitamente maschile. Battute appena mitigate dalla presenza del personaggio interpretato da Vanessa Kirby, il cui ruolo e i cui sviluppi sono predeterminati e facilmente intuibili.

Su tutto, in questo Fast & Furious – Hobbs & Shaw è di nuovo in primo piano, e in un certo senso motore degli eventi, il tema della famiglia, che accomuna tanto i due Shaw – con la madre interpretata, con un certo gusto e divertimento, da un’autoironica Helen Mirren – quanto il personaggio col volto (e i muscoli) di Dwayne Johnson: quest’ultimo, da par suo, dovrà sia spiegare la sua assenza alla figlia (una giovanissima spettatrice de Il trono di spade, che irride i tentativi di suo padre di celarle gli aspetti più cruenti del suo lavoro), sia recuperare un faticoso rapporto con la sua famiglia di origine, una pittoresca comunità samoana che avrà un certo peso nell’evoluzione degli eventi. Il mood di fondo della saga, fatto di sentimenti forti e basilari, e di una sottolineatura dei valori che accomunano i personaggi – che in qualche modo va a integrare e completare i robusti quantitativi di azione dispensati – è qui perfettamente rispettato, pur nella sua variante “buddy movie” e con un umorismo ancor più esplicito. Non va dimenticato che la stessa componente autoironica, in fondo, è col tempo diventata un altro marchio di fabbrica per il franchise, che ha sempre avuto il pregio – rispetto ad altre saghe d’azione – di non barare, e di dichiararsi in modo chiaro (anche attraverso l’autoironia) senza cercare di apparire altro da quello che è.

I fans del franchise, quindi, troveranno di nuovo in Fast & Furious – Hobbs & Shaw esattamente ciò per cui hanno pagato il biglietto: dall’action più muscolare e acrobatico, condito dalle improbabili evoluzioni di mezzi a due, quattro e più ruote (con i secondi messi leggermente in secondo piano, rispetto ai film della saga regolare) al consapevole umorismo di matrice maschile e “coatta”, qui contemporaneamente esasperato e mitigato dal già citato mood-Marvel, che porta a sorridere anche di chi i muscoli non li ha (vedi il professore interpretato da Eddie Marsan). Rispetto agli episodi più recenti, si nota da parte del regista David Leitch una gestione appena più anonima delle scene d’azione, specie laddove si scende dai veicoli e ci si cimenta nel corpo a corpo: in particolare, un’interessante scena posta nell’ultima parte del film, che prevedeva il mancato uso di armi da fuoco (non anticipiamo ovviamente altro) è sciupata dal regista in modo un po’ loffio. Un’altra variante è la discesa esplicita della saga – ma in fondo non è una grande sorpresa – nel campo della sci-fi, col villain/cyborg interpretato da Idris Elba e il suo carattere di guerriero meccanico (da contrapporre ai muscoli e ai cuori umani dei due protagonisti).

Per il resto, come nei film della saga regolare, in Fast & Furious – Hobbs & Shaw si salva il mondo, si menano le mani e si distrugge qualche bolide, non perdendo occasione per dire ai propri cari, tra una sparatoria e un inseguimento tra i grattacieli (meglio ancora se non lo si era fatto da un po’) quanto sono importanti. A farlo, stavolta, sono due comprimari che si sono presi un po’ di spazio tutto per loro, divertendosi a fare gli eroi/rivali e occupando un palcoscenico che era stato finora appannaggio d’altri. Per il ritorno di Toretto e compagni, l’appuntamento è fissato per il prossimo anno.

Titolo originale: Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw
Regia: David Leitch
Paese/anno: USA, Regno Unito / 2019
Durata: 135’
Genere: Azione, Avventura
Cast: Dwayne Johnson, Jason Statham, Idris Elba, Vanessa Kirby, Eiza González, Helen Mirren, Cliff Curtis, Roman Reigns, Josh Mauga, John Tui, Lori Pelenise Tuisano, Eliana Sua, Rob Delaney, Charlize Theron, Ryan Reynolds, Kevin Hart, Stephanie Vogt, Eddie Marsan
Sceneggiatura: Chris Morgan, Drew Pearce
Fotografia: Jonathan Sela
Montaggio: Christian Wagner, Elisabet Rónaldsdóttir
Musiche: Tyler Bates
Produttore: Hiram Garcia, Dwayne Johnson, Chris Morgan, Jason Statham
Casa di Produzione: Universal Pictures
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 08/08/2019

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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