CRAWL – INTRAPPOLATI

CRAWL – INTRAPPOLATI
di Alexandre Aja
Voto: 6,5

Approdo per Alexandre Aja a una dimensione di cinema meno grandguignolesco, ma nel contempo più ludico, Crawl – Intrappolati è una gustosa, per quanto “gratuita”, variante del sottogenere “bestie assassine” con elementi di disaster movie.

A tutte l’ore, alligatore

In attesa dell’annunciato 47 Meters Down: Uncaged, titolo ufficialmente designato come “film di squali dell’estate 2019”, è Alexandre Aja a offrire nel frattempo al pubblico estivo – in cerca di brividi a tema – una variante sull’argomento “predatori assassini”. In questo Crawl – Intrappolati, al posto degli squali c’è un branco di feroci alligatori assassini, mentre lo sfondo è quello di una cittadina della Florida colpita da un violento tornado. È inevitabile che la mente vada a Sharknado e ai suoi tanti derivati, epigoni trash e (variamente) autoironici di un filone ormai da tempo storicizzato nel cinema di intrattenimento americano – e non solo. Il film di Aja, prodotto dalla Ghost House Pictures di Sam Raimi, si muove tuttavia in altri territori, cercando di mantenere nella trama un relativo realismo, e imbastendovi attorno un plot a tematica familiare. Veniamo così edotti, nelle sequenze iniziali, del conflitto tra la giovane Haley, promettente nuotatrice, e il burbero padre, poco supportante nei confronti della ragazza. Quando quest’ultimo resta intrappolato nella vecchia casa di famiglia durante un uragano forza 5, ad accorrere in suo soccorso è proprio la ragazza. Peccato che l’inondazione abbia provocato l’apparizione di un vorace branco di alligatori, che ora infestano lo scantinato della casa.

Con una sceneggiatura scritta dai fratelli Michael e Shawn Rasmussen (al loro attivo, tra le altre cose, lo script di The Ward – Il reparto di John Carpenter), Aja dirige un film all’insegna dell’essenzialità. Serrato, privo di pause, girato praticamente in tempo reale dal momento in cui l’azione si concentra all’interno della location principale (lo scantinato della vecchia casa di famiglia), Crawl – Intrappolati è una piccola, efficace, giocosamente gratuita macchina da brividi. Tema e svolgimento possono apparire un po’ demodé, nel contesto del cinema d’intrattenimento moderno – ivi compreso il sottogenere delle bestie assassine – spesso contaminato da elementi fantastici o dichiaratamente irrealistici; ma la scelta di tenere la trama ancorata a una teorica credibilità, lasciando da parte aperture fantastiche o derive eccessivamente gore, si rivela una carta vincente. La voracità dei coccodrilli, efficacemente ricostruiti dalla canadese Rodeo FX, non ha bisogno di abbellimenti o di sottolineature grandguignolesche per colpire; l’estetica degli esemplari della specie – e le loro dimensioni, nella fattispecie – sono in sé sufficienti per evidenziarne il carattere repulsivo. Privi dell’eleganza mortale degli squali, i coccodrilli di Aja sono grandi, brutti e mortali; oltretutto, si moltiplicano esponenzialmente col progredire della trama. Tanto basta per imbastire uno spettacolo di sicura presa.

Aja si rivolge così in questo Crawl – Intrappolati a un pubblico più eterogeneo – e inevitabilmente più mainstream – rispetto a quello che aveva costituito il target del suo Piranha 3D (risalente ormai a 9 anni fa). Il regista, attualmente lontanissimo tanto dallo status di promessa dell’horror europeo più radicale, fruttatogli dal suo Alta tensione, quanto dalle velleità autoriali che avevano appesantito il remake de Le colline hanno gli occhi, sembra aver trovato un’ideale dimensione in un cinema di genere più ludico, con un occhio maggiormente rivolto al pubblico ma non per questo necessariamente “compromissorio”. In questo senso, la produzione di Sam Raimi rappresenta una garanzia: in Crawl – Intrappolati, il regista francese può mettere in vetrina il suo talento senza remore, grazie anche a una dimensione produttiva adeguata ai contorni del progetto, tra scene subacquee, vorticosi corpo a corpo con feroci alligatori e distruzioni assortite; il tutto, tenuto insieme da un montaggio serrato, organizzato in un efficace benché risaputo climax. La dimensione dell’ora e mezza di durata, qui pienamente rispettata, è l’ideale per quello che è sostanzialmente un b-movie a medio budget, che flirta col disaster movie di serie a mantenendo il passo e lo stile ruspante dell’exploitation. Il gusto grandguignolesco di Aja, non del tutto dimenticato, viene fuori a tratti, probabilmente contenuto dalla produzione, mentre il sottotesto familiare è tutto sommato secondario e narrativamente un po’ pretestuoso.

Proprio nella poca pregnanza di quest’ultimo elemento, a tratti talmente smaccato nei tentativi della sceneggiatura di costruire una qualche atmosfera “melò” da strappare più di un sorriso, sta il principale limite – in qualche modo “fisiologico” – di questo Crawl – Intrappolati. Alla celebrazione della famiglia borghese – con tanto di cagnolino che miracolosamente si salva tanto dai predatori, quanto dalle inondazioni e dalle successive distruzioni – nessuno crede sul serio: il sottotesto della sfida con se stessa della protagonista Kaya Scodelario (l’abbiamo vista nel recente Ted Bundy – Fascino criminale) è portato avanti un po’ goffamente. Ma, in fondo, il regista evita intelligentemente di barare, non dando a questo elemento, in termini di peso temporale nell’economia del racconto, una rilevanza maggiore di quella strettamente richiesta. E lo stesso finale, in linea con l’essenzialità e la stringatezza del resto del film, è una conferma in tal senso.

Titolo originale: Crawl
Regia: Alexandre Aja
Paese/anno: USA / 2019
Durata: 87’
Genere: Horror, Thriller, Avventura, Catastrofico
Cast: Kaya Scodelario, Barry Pepper, Ross Anderson, Anson Boon, George Somner, Jose Palma, Colin McFarlane
Sceneggiatura: Michael Rasmussen, Shawn Rasmussen
Fotografia: Maxime Alexandre
Montaggio: Elliot Greenberg
Musiche: Max Aruj, Steffen Thum
Produttore: Craig J. Flores, Sam Raimi, Alexandre Aja
Casa di Produzione: Paramount Pictures, Ghost House Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox

Data di uscita: 15/08/2019

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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