LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI

LA FATTORIA DEI NOSTRI SOGNI
di John Chester
Voto: 7,5

John Chester, che vanta una già importante esperienza proprio in ambito documentaristico, ha visto ne La fattoria dei nostri sogni il suo lavoro più sentito e personale, realizzato nel corso di otto anni, in cui è riuscito a trasmettere la grande passione che ha fatto sì che una realtà come la fattoria Apricot Lane potesse esistere.

Ritorno alla natura

Il tema della salvaguardia dell’ambiente, si sa, al giorno d’oggi è più che mai attuale, oltre a essere una questione assai spinosa. E il cinema, dal canto suo, cosa fa? Da sempre attento a ciò che accade nel mondo, non ha potuto fare a meno di dire la propria, come è naturale che sia. Particolarmente degno di nota, a tal proposito, è il documentario La fattoria dei nostri sogni, per la regia di John Chester, che sta a celebrare la natura e l’ecosistema in modo assai partecipe e privo di qualsivoglia pericolosa retorica.

Realizzato nel corso di ben otto anni, La fattoria dei nostri sogni vede il progressivo realizzarsi di un desiderio – quello della moglie di Chester – nato dalla necessità di abbandonare la città per aprire una fattoria a gestione famigliare. Progetto, il presente, che, nel corso degli anni, si è ingrandito sempre più, diventando molto più importante e impegnativo di quanto all’inizio poteva sembrare.

Tutto si apre con un grande incendio: l’incendio che ha devastato parte della fattoria Apricot Lane, appartenente ai due protagonisti. Eppure, tale increscioso avvenimento non è stato sufficiente a distruggere il sogno di una vita. Un sogno che, nel presente lavoro, ha preso il via dal momento in cui la coppia ha deciso di adottare un cagnolino al canile. Dal momento in cui, dunque, una vita è stata salvata. Ma, in realtà, chi ha salvato chi?

Interessante, a tal proposito, la struttura ellittica dell’intero lavoro, il quale, rispecchiando appieno la ciclicità della natura stessa e gli equilibri dell’ecosistema, ci mostra come da una vita salvata ne possano nascere molte altre, per un naturale ripetersi degli eventi, con tanto di nuove nascite – quella di un vitellino e, soprattutto, quella del primogenito dei due protagonisti – che stanno a farci sperare in un futuro migliore.

Eppure, come è naturale che sia, le cosa non sono sempre rose e fiori. E a tal proposito, La fattoria dei nostri sogni non esita a mostrarci anche i momenti più drammatici, evitando ogni retorica, per un quadro perfettamente completo ed esauriente di una realtà che, al giorno d’oggi, ci appare quasi come un’eccezione.

Ciò che immediatamente colpisce di un lavoro come il presente, tra l’altro, è la grande, grandissima cura estetica con cui il tutto è stato realizzato. Al via, dunque, inquadrature ravvicinate e fortemente suggestive di piccoli insetti e specie animali nella loro normale quotidianità, oltre a riprese dall’alto a mostrarci la grandezza di Apricot Lane, per una trasposizione sul grande schermo della bellezza nella sua accezione più pura.

John Chester, che dal canto suo vanta una già importante esperienza proprio in ambito documentaristico, ha visto nel presente La fattoria dei nostri sogni il suo lavoro più sentito e personale, in cui è riuscito a trasmettere la grande passione che ha fatto sì che una realtà del genere potesse esistere. E se, forse – soprattutto man mano che ci si avvicina al finale – l’unica pecca che si può riscontrare è un commento musicale eccessivamente presente, il presente lavoro sta indubbiamente a rappresentare qualcosa di estremamente raffinato nella sua realizzazione. Un inno alla natura e alla vita tra i meno scontati che siano stati realizzati negli ultimi anni.

Titolo originale: The Biggest Little Farm
Regia: John Chester
Paese/anno: USA / 2018
Durata: 92’
Genere: Documentario
Cast: John Chester, Molly Chester
Sceneggiatura: John Chester, Mark Monroe
Fotografia: John Chester, Benji Lanpher, Mallory Cunningham, Chris Martin, Kyle Romanek
Montaggio: Amy Overbeck
Musiche: Jeff Beal
Produttori: Sandra Keats, John Chester
Casa di Produzione: FarmLore Films
Distribuzione: Teodora Film

Data di uscita: 05/09/2019

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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