ROSA

ROSA
di Katja Colja


Esordio dietro la macchina da presa di Katja Colja, già presentato in anteprima al Bif&st di Bari, Rosa è un intenso ed equilibrato dramma familiare, illuminato da una regia ricca di fascino, e da una palpitante prova di Lunetta Savino.

Rosa vive in ogni donna e in ogni uomo

«Quando una donna perde il marito è vedova, ma se perde un figlio che cos’è?»

La regista triestina Katja Colja firma per la sua opera prima regia, soggetto e sceneggiatura, mostrando di saper calibrare sapientemente tutti gli elementi tecnici, in un equilibrio che non passa inosservato. Rosa ha già varcato il milite ignoto, presentandosi in competizione durante il Panorama Internazionale del Bari International Film Festival (Bif&st), successivamente presso i Golden Globet Awards Shanghai International Film Festival, e poi al Festival Slovenskega Filma.

Rosa (Lunetta Savino), è una donna di sessant’anni, sposata con un uomo, Igor, di origini slovene. Rosa e Igor da circa quarant’anni vivono a Trieste e insieme consumano le loro lunghe e lente giornate nel loro grande appartamento. Un appartamento che è invecchiato con loro ma che mantiene la sua dignità e un pizzico di eleganza, una casa prossima alla vendita in verità, arredata con gusto ma ormai troppo vecchia e spoglia da sopportare. Igor e Rosa, dopo la la morte della figlia Maja, vivono momenti delle loro giornate in modo apparentemente simile eppure cosi diverso e distante. Non si odiano, non litigano abbastanza ma i confini che si sono tracciati tra loro, e a volte anche con gli altri, fanno presagire di lì a poco la crisi coniugale.

Rosa è un personaggio affascinante, malinconico e allo stesso tempo tragicomico nelle sue tristi pretese come quella di non riporre le ceneri della figlia in una cappella dai vetri troppo scuri. La donna dal volto pallido, i capelli troppo lunghi e mal raccolti, con lo sguardo sconclusionato, appare così persa tra i ricordi di momenti felici. Rosa si avvolge di disperazione quando varca le soglie della camera – ormai un museo di ricordi di Maja – e l’imminente matrimonio dell’altra figlia sembra non toccarla minimamente. Non sa più chi sia in fondo questa donna, né perché continui a fare quello che ha sempre fatto con modestia e semplicità. Persino recarsi da una parrucchiera affidabile e carina diviene motivo di sofferenza e patimenti, specie se in quel salone riaffiorano ricordi di Maja, che tanto aveva frequentato la proprietaria. È proprio in quel luogo eclettico e colorato dalla presenza di incontri fortuiti e intimi tra donne, che progressivamente Rosa troverà però il riscatto personale e la risposta stessa al suo cambiamento.

Igor si presenta al pubblico coerente con la sua fisicità, è imponente, sloveno, burbero ma silenzioso e soprattutto, come dirà a sua moglie, vuole rimanere tra i vivi e non con i morti come fa Rosa. Un lupo di mare, affezionato al porto, alla pesca e alle faccende della casa. È un uomo tutto fare Igor, ma non ha il coraggio di scoprirsi negli occhi di Rosa, e mente a se stesso giorno dopo giorno.

Colja dirige in Rosa fotogramma dopo fotogramma, in un continuo rapporto tra luce, ombre, vento, strade, confini tra Trieste e la Slovenia e un mare freddo e calmo, senza lasciare nulla di intentato al caso. La macchina da presa regala morbide scene di paesaggi freddi, stanze abbandonate e ambienti ampi e illuminati; l’esistenzialismo di questi personaggi viene catturato forse nel migliore dei modi possibili e si sedimenta nelle pieghe del corpo di Lunetta Savino, che in questa pellicola regala al suo pubblico di fan – e non solo – uno sguardo finalmente nuovo. Ed è proprio dagli sguardi e dai riflessi spesso fissi negli specchi della casa, che Katja Colja accompagna lo spettatore nella sua narrazione riflessiva, con un occhio in macchina preciso e geometrico.

Primi e lunghi piani respirano tra loro, lasciando che siano talvolta proprio loro a scrivere il copione di questa storia. Rosa non ha nulla di particolare se non la verosimiglianza con la quale la regista ha deciso di raccontare una vita comune: quella di una perdita, di una speranza che pian piano si riaccende, di un baratro da raggiungere per poi scavare verso la superficie e ritrovarsi senza troppe parole, al di là di una porta chiusa da tempo. Uno stretto abbraccio, un abbraccio solo, forte e dolce, è cosi potente da cancellare con una dissolvenza bianca tutto quello che si è visto prima. Cinema poesia, buona la prima.

Titolo originale: Rosa
Regia: Katja Colja
Paese/anno: Italia, Slovenia / 2019
Durata: 80’
Genere: Drammatico
Cast: Anita Kravos, Boris Cavazza, Branko Djuric, Elena Husu, Franko Korošec, Lunetta Savino, Mariagrazia Plos, Maurizio Fanin, Mirko Soldano, Sara Alzetta, Simonetta Solder, Valentina Munafò
Sceneggiatura: Elisa Amoruso, Katja Colja, Tania Pedroni
Fotografia: Michele Paradisi
Montaggio: Filippo Montemurro
Musiche: David Logan
Produttore: Igor Pediček, Marica Stocchi
Casa di Produzione: Casablanca, Minimum Fax Media, Pianeta Zero, Rai Cinema
Distribuzione: Minimum Fax Media

Data di uscita: 18/09/2019

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Silvia Pompi

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