YESTERDAY

YESTERDAY
di Danny Boyle


Nato evidentemente con lo scopo di intrattenere senza troppe pretese, e di far leva sulla passione del pubblico nei confronti dei Fab Four, Yesterday – ultima fatica di Danny Boyle – si distingue principalmente per una scena: la scena di un incontro impossibile e inaspettato, quale momento di maggior impatto emotivo di tutto il film.

Sulle note dei Fab Four

C’è un momento in particolare, in Yesterday – ultimo lungometraggio firmato Danny Boyle – in cui un giovane, visibilmente emozionato, abbraccia su una spiaggia John Lennon, che ha raggiunto l’età di settantotto anni. Ebbene sì. Perché, di fatto, il presente lungometraggio – seppur con numerose problematiche al proprio interno – di momenti di forte impatto emotivo ne ha eccome.

E Danny Boyle, si sa, se, da un lato ha dato vita a veri e propri cult cinematografici (come dimenticare, ad esempio, l’ottimo Trainspotting, realizzato nel 1996?), dall’altro ha fatto anche sonori scivoloni (il pluripremiato The Millionaire, purtroppo, rientra tra questi). Eppure, nonostante ciò, grandi aspettative ha sollevato il presente Yesterday, ispirato alle mitiche canzoni dei Beatles. Un argomento di facile presa? Indubbiamente. Eppure, forte anche di una sceneggiatura firmata Richard Curtis, Boyle ce l’ha messa davvero tutta affinché questo suo lavoro potesse dirsi realmente riuscito.

La storia messa in scena, dunque, è quella di Jack (impersonato da Himesh Patel), un giovane magazziniere appassionato di musica, che tuttavia, pur esibendosi, di sera, in diversi locali della cittadina in cui vive, non riesce a sfondare. L’unica a sostenerlo è Ellie (Lily James), sua amica d’infanzia che gli fa anche da manager. Una sera, tuttavia, accade qualcosa di inspiegabile: un blackout improvviso fa sì che la gente, in tutto il mondo (tranne Jack, inspiegabilmente), si dimentichi proprio dei Beatles, come se gli stessi non fossero mai esistiti. Quale occasione migliore per il giovane, dunque, per provare ad avere successo grazie alle canzoni del mitico quartetto di Liverpool?

Una storia, dunque, che ha parecchio del bizzarro, ma che inevitabilmente, pur partendo da uno spunto tutto sommato accattivante, non può che finire in un unico modo. Ma sta bene. Di fatto, ciò che importa è come il tutto viene sviluppato. E il presente Yesterday – soprattutto per quanto riguarda la sua prima metà – di momenti interessanti ne ha parecchi.

Nato evidentemente con lo scopo di intrattenere senza troppe pretese, e di far leva sulla passione del pubblico nei confronti dei Fab Four (e qui la voglia di compiacere di Boyle si fa subito sentire), Yesterday si distingue principalmente per esilaranti gag al proprio interno e per personaggi secondari che finiscono quasi per avere più appeal dei protagonisti stessi (particolarmente interessanti, a tal proposito, il personaggio di Skinner, amico di Jack, impersonato da Joel Fry, e l’interpretazione di Ed Sheeran nel ruolo di sé stesso). E malgrado, appunto, due protagonisti che, di fatto, risultano talmente stereotipati da peccare lievemente di poco mordente, la cosa inizialmente sembra davvero funzionare.

Eppure, salvo appunto sporadici momenti davvero memorabili, nella seconda parte del lungometraggio, il tutto sembra prendere una piega eccessivamente smielata e prevedibile. Sia ben chiaro, in questo caso Danny Boyle ha sapientemente evitato gli errori commessi nel precedente The Millionaire e, sebbene non sia riuscito a schivare del tutto banali manierismi o momenti forzatamente esagerati, il finale – nonostante le numerose problematiche – non stride del tutto con tutto il resto del lungometraggio.

E se, al termine della visione, di fatto, il vero punto di forza di Yesterday sono (cosa alquanto scontata) proprio le canzoni dei Beatles, ciò che bisogna riconoscere al presente lavoro di Danny Boyle è la voglia di scostarsi dall’ondata di lungometraggi che, sulla scia del fortunato Bohemian Rhapsody (realizzato da Bryan Singer nel 2018) puntano a riportare sul grande schermo – in modo eccessivamente banale e patinato – i grandi della musica rock degli scorsi decenni.

Titolo originale: Yesterday
Regia: Danny Boyle
Paese/anno: Cina, Regno Unito, Russia / 2019
Durata: 116’
Genere: Commedia, Fantastico, Musicale
Cast: Alexander Arnold, Camille Chen, Ed Sheeran, Ellise Chappell, Harry Michell, Himesh Patel, James Corden, Joel Fry, Justin Edwards, Karl Theobald, Kate McKinnon, Lamorne Morris, Lily James, Meera Syal, Michael Kiwanuka, Robert Carlyle, Sanjeev Bhaskar, Sarah Lancashire, Sophia Di Martino
Sceneggiatura: Richard Curtis
Fotografia: Christopher Ross
Montaggio: Jon Harris
Musiche: Daniel Pemberton
Produttore: Bernard Bellew, Danny Boyle, Eric Fellner, Matthew James Wilkinson, Richard Curtis, Tim Bevan
Casa di Produzione: Decibel Films, Etalon Film, Perfect World Pictures, Working Title Films
Distribuzione: Universal Pictures

Data di uscita: 26/09/2019

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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