NON SUCCEDE, MA SE SUCCEDE…

NON SUCCEDE, MA SE SUCCEDE…

L’arte di destreggiarsi in trame surreali e divertenti, senza rinunciare a sfiorare tematiche profonde e contraddittorie, appare la cifra di Jonathan Levine, già regista di Warm Bodies (2013) e di Fa’ la cosa sbagliata (2008), che gli valse l’Audience Award al Sundance Film Festival e quello del LA Film Festival. Paradossi e contraddizioni rendono questo Non succede, ma se succede… divertente, spassoso e intelligente: ci si muove in continuazione tra il mondo del possibile e quello dell’assurdo e dell’improbabile.

I protagonisti, Fred Flarsky (Seth Rogen) e Charlotte Field (Charlize Theron), appartengono a due realtà lontanissime, con stili di vita incredibilmente antitetici. Eppure, questa apparente incompatibilità nasconde una inaspettata e sostanziale sintonia su quelli che sono gli ideali e i valori di entrambi, ma soprattutto del Fred e della Charlotte bambini e adolescenti. Sì, perché questa surreale storia romantica scaturisce proprio dall’assurda e improbabile coincidenza che Charlotte – Segretario di Stato degli Stati Uniti che ambisce al ruolo di prima donna Presidente d’America – sia stata (molti anni addietro) la baby sitter sedicenne dell’allora tredicenne Fred. Fred, dal canto suo, è un bravo giornalista, goffo, autoironico e molto onesto, di una spiccata intelligenza e irriverenza.

Licenziatosi spontaneamente dal Brooklyn Advocate, perché contrario alla linea editoriale e politica del nuovo editore Parker Wembley (Andy Serkis), Fred si ritrova all’improvviso disoccupato. A partire dal loro primo incontro Fred e Charlotte iniziano a cambiare. Il giornalista ribelle è costretto a confrontarsi con il mondo formale e glamour della politica americana, mostrando un evidente imbarazzo davanti alla proposta di lavoro di Charlotte: quella di diventare il suo redattore, per aiutarla ad aumentare la sua già notevole popolarità.

La donna di successo, a sua volta, deve confrontarsi con i propri ideali di gioventù, che Fred le rammenta in ogni occasione possibile: ovvero quando altri politici le chiedono di fare un passo indietro, rinunciare a una causa a cui tiene, scendere a compromessi o modificare le proprie scelte per salire ulteriormente nei sondaggi. Mentre tra i due cresce la complicità e la fiducia, si assiste a esilaranti e imbarazzanti scene, quando Fred deve “cambiare abito” per adeguarsi agli sfarzosi eventi dell’alta società, oppure, all’inizio della collaborazione, quando tenta di rifiutare la proposta di Charlotte per eccesso di onestà intellettuale e orgoglio…

A rendere comica la coppia sono proprio la ritrosia e l’orgoglio intellettuale di Fred, mentre l’irraggiungibile ed elegante Charlotte fa di tutto per metterlo a proprio agio e venirgli incontro, spiegandogli con pazienza quali sono le regole del gioco sociale e della politica. Nel corso del film le cose cambiano e i due si ritrovano a dover uscire dal campo delle loro certezze e abitudini, se vogliono veramente continuare a stare insieme.

Ed è proprio da qui, attraverso il dialogo tra la “strana coppia” e il resto del mondo che nascono situazioni imbarazzanti e inaspettate, in cui emerge la bravura degli altri interpreti di Non succede, ma se succede… Fred deve fare i conti con la puntigliosa e intelligente assistente di Charlotte, Maggie Millikin (June Diane Raphael), preoccupatissima del suo ingresso all’interno del team di lavoro. Maggie tenta di destreggiarsi tra la necessità di eseguire le richieste del capo – pur non condividendole – e il bisogno di consigliarle di allontanare Fred per il bene della sua immagine pubblica e del futuro di “tutta l’America”: così il giornalista e l’assistente danno vita a sketch pungenti e sarcastici, che colorano la commedia americana con un tocco di humour inglese.

Allo stesso modo sono esilaranti le scene in cui Charlotte si confronta con il presidente degli Stati Uniti per cui lavora, Chambers (Bob Odenkirk), ex attore di successo di serie tv che aspira a diventare un attore cinematografico, intenzionato a lasciare la politica in nome di una maggiore popolarità. Le scene tra i due appaiono particolarmente farsesche, in ragione del fatto che la protagonista deve celare il suo imbarazzo e il suo stupore di fronte ai comportamenti da ‘divo vanitoso’ del politico.

A differenza di Fred – che si esprime senza alcun filtro dicendo tutto ciò che pensa – Charlotte deve mantenere sempre e comunque un profilo distaccato e impeccabile, senza far trasparire troppo emozioni o disappunto rispetto ai propri interlocutori. Eppure, anche in questa eleganza distaccata e politically correct, si intravede tutta la verve della protagonista, mossa da un profondo “credo” politico e, probabilmente, attratta da Fred proprio in virtù del suo essere franco a ogni costo, anche a discapito dei propri interessi personali e del successo.

A fare il tifo per la coppia, troviamo, invece, il migliore amico di Fred, Lance (O’ Sea Jackson Jr.), imprenditore di successo e fedele spalla di Fred, in qualsiasi occasione. Lance, in maniera dolce e comica, ricorda in continuazione all’amico che “merita di essere amato”, che nulla è impossibile e che “c’è un piano dell’universo per lui”. Molto brillante è il dialogo in cui Fred scopre con grande stupore l’appartenenza politica e religiosa di Lance, mai rivelata per paura che l’amico giornalista fosse troppo intransigente e moralista nei suoi confronti.

A completare il cast, le interpretazioni dell’editore senza scrupoli Wembley (Andy Serkis – già noto al pubblico per il celebre ruolo di Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli), quella dello “svenevole” primo ministro canadese James Steward (Alexander Skarsgard) e quella del buffo Tom (Ravi Patel), il body-man di Charlotte.

Non succede, ma se succede… è quindi una commedia riuscita, che sa divertire in maniera originale e forse eccede soltanto nel finale, che ricalca il celebre happy ending di Hollywood.

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Sara Gallaccio

Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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