THE AERONAUTS

THE AERONAUTS
di Tom Harper


The Aeronauts di Tom Harper è una storia entusiasmante, che muovendosi sul filone dell’avventura non trascura l’accuratezza storica dell’Inghilterra del XIX secolo, né la profondità introspettiva dei due protagonisti, interpretati dalla coppia formata da Felicity Jones ed Eddie Redmayne, rispettivamente nei panni della pilota di mongolfiere Amelia Wren e dello scienziato meteorologo James Glaisher. In anteprima alla Festa del Cinema di Roma.

Al di sopra della tempesta

The Aeronauts si ispira esplicitamente alla storia dello scienziato James Glaisher e dei suoi collaboratori, nella Londra del 1862. Affresco storico, film d’avventura e drammatico al contempo, guardando il film di Tom Harper ci si sente totalmente catturati e ci si dimentica dell’ispirazione iniziale, realmente debitrice alla “storia della scienza”, pensando invece di essere nella trasposizione cinematografica di uno dei celebri romanzi di Jules Verne.

Qui, però, non si stanno immaginando future conquiste fantascientifiche, ancora a venire: si torna invece al nostro passato, fino al XIX secolo, e nonostante tutto si assapora tutto il senso di meraviglia e stupore di chi visse quelle idee e quei progetti per la prima volta.

Questa è la magia del regista Tom Harper, conosciuto per il dramma musicale A proposito di Rose – Wild Rose – vincitore del Toronto International Film Festival nel 2018 – e per diverse serie tv, tra le quali ricordiamo Peaky Bleanders e War and Peace.

Una magica atmosfera di meraviglia si propaga per tutta la durata di The Aeronauts, alternandosi a momenti drammatici e intensi, nonché a numerosi flashback, di cui il giovane regista e sceneggiatore si serve per raccontarci come lo scienziato e la pilota siano arrivati a intraprendere quel viaggio di scoperta, a superare il record in volo – stabilito dai francesi – e a studiare le condizioni meteorologiche del cielo, nella speranza di poter fondare quella che oggi chiamiamo usualmente meteorologia.

L’espediente dei continui flashback, che si alternano in maniera ritmica al presente dei personaggi durante il pericoloso viaggio sulla mongolfiera, rende ancora più coinvolgente e intenso tutto il racconto, svelando passo dopo passo i segreti dei due protagonisti, le loro aspirazioni più profonde, e insieme le loro più grandi sofferenze.

La bellezza della realizzazione di The Aeronauts sta proprio nella compresenza del dolore di entrambi i protagonisti, da cui scaturisce nuova linfa per andare avanti, verso i propri traguardi. Sia Amelia che James sono molto ambiziosi, sognano in grande e, per questo, incontrano resistenze da parte dei rispettivi familiari – scettici, preoccupati e impauriti – e ancor più da parte dell’alta società borghese, spaventata dall’intraprendenza di lei – giudicata troppo “mascolina” – e imbarazzati dalle idee innovative di lui, etichettate come fantasticherie, e spesso ridicolizzate durante le riunioni scientifiche della London Royal Society.

A questo proposito, divertenti, drammatiche e a volte perfino grottesche, appaiono le scene in cui Amelia discute con la propria sorella, che nel film esordisce affermando che “I dubbi esistono per essere ascoltati”, al fine di scoraggiarla rispetto all’idea di salire di nuovo su una mongolfiera. Resistenze che anche James deve vincere all’interno della propria famiglia, preoccupata del fatto che la società lo reputi un uomo strano e fuori dalle righe.

In questo modo, The Aeronauts si colora anche di satira sociale, evidenziando e facendosi beffe di molti luoghi comuni della borghesia e del rimarcato sessismo a cui deve far fronte Amelie, che la sorella vorrebbe di nuovo maritata, per renderla adatta alla vita di società. I momenti di maggiore intensità narrativa scaturiscono proprio dall’abbinamento delle numerose turbolenze atmosferiche, durante il viaggio, con i flashback delle ripetute ‘lotte’ per arrivare a quel momento cruciale: culmine di anni di impegno, ricerca, fatica, ma soprattutto di vivo entusiasmo e curiosità.

A imprimere un’altra nota di colore sul tema della curiosità, troviamo l’emblematica e sfuggente figura di un bambino entusiasta, che corre per assistere al grande evento durante le prime scene, e che poi chiederà all’assistente di James, visibilmente perplesso, di prestargli il cannocchiale, per guardare il cielo in cerca della mongolfiera in volo, dopo la tempesta.

I due attori protagonisti, Felicity Jones ed Eddie Redmayne (già insieme nel bellissimo La teoria del tutto) bene interpretano la vita irrequieta e movimentata dei loro personaggi, sia all’apice del pathos, nel frangente in cui rischiano di congelare salendo al di sopra degli 8.000 metri di altezza, fino agli oltre 11.000, sia nell’euforia e nella felicità delle scoperte durante il viaggio, come al termine dell’incredibile e rischiosissima impresa. L’impatto scenico della fotografia e della regia evidenzia la suspense dei momenti d’azione, come anche la bellezza delle ambientazioni storiche nella Londra del 1862.

A chiosa di The Aeronauts, possiamo ricordare le parole che Amelia ripete più spesso: “Ci sono due modi per superare una tempesta: scendere al di sotto o salire al di sopra, ma stare sopra è il più sicuro”. Senza dubbio un invito all’avventura, perché, al di là delle difficoltà, “The Skyline is open”, il cielo è aperto. Sempre.

Titolo originale: The Aeronauts
Regia: Tom Harper
Paese/anno: Regno Unito, Stati Uniti / 2019
Durata: 101’
Genere: Avventura, Azione, Biografico, Drammatico, Thriller
Cast: Andy Mihalache, Anne Reid, Eddie Redmayne, Felicity Jones, Gianni Calchetti, Himesh Patel, John Taylor, Kamil Lemieszewski, Lewin Lloyd, Mia Hemerling, Phoebe Fox, Rebecca Front, Steve Saunders, Thomas Arnold, Tim McInnerny, Tom Courtenay, Vincent Perez, Zander James
Sceneggiatura: Jack Thorne
Fotografia: George Steel
Montaggio: Mark Eckersley
Musiche: Steven Price
Produttore: David Hoberman, Todd Lieberman, Tom Harper
Casa di Produzione: Amazon Studios, FilmNation Entertainment, Mandeville Films
Distribuzione: Lucky Red

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Sara Gallaccio

Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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