IL SEGRETO DELLA MINIERA

IL SEGRETO DELLA MINIERA
di Hanna Slak


Il segreto della miniera è un film sulle ferite aperte dei genocidi. La storia vera di un minatore e del suo viaggio alla conquista della propria consapevolezza e della propria identità nella lacerata terra della ex Jugoslavia. Un “j’accuse” della regista Hanna Slak nei confronti dell’odierna Slovenia.

La denuncia di Hanna Slak

Una fossa comune con quattromila anime in fondo alla miniera di Huda Jama sopra Lasko. Un genocidio dimenticato e che nessuno vuole ricordare, tanto che quei corpi seppelliti vivi, profughi, ancora non hanno un nome. È Il segreto della miniera, il film della regista slovena Hanna Slak, che con quest’opera insignita di molti premi ha voluto in qualche modo raccogliere e rilanciare la denuncia rimasta ancora senza risposta di Mehmedalija Alic. Un lavoro che scuote le coscienze, un film-denuncia dell’indifferenza della Slovenia di oggi che preferisce non guardare piuttosto che tirare letteralmente fuori gli “scheletri dall’armadio”: segno che la guerra che ha portato alla dissoluzione della ex Jugoslavia non è ancora storia, ma vive e trafigge ancora le coscienze di oggi. A dare il volto al “minatore”, come tutti chiamavano l’uomo che ha vissuto sulla propria pelle questa vicenda, uno dei più noti attori croati, Leon Lucev; con lui, molto noto in patria, anche Boris Cavazza.

Non a caso il titolo originale Rudar in sloveno significa minatore. La Slak arriva dal mondo del documentario e si vede. Nonostante abbia voluto mettere in opera un film, una fiction, la narrazione segue i ritmi di un documentario: manca solo lo speaker fuori campo. Tra le righe si scorge il tentativo della regista di mettere del proprio. Come ammesso da lei stessa, è stata aggiunta alla realtà una figlia ribelle e idealista per testimoniare dell’importante ruolo che le donne possono avere nella propria società. La regista indica i giovani come grossolani, indifferenti, al servizio del potere. Inquietante al riguardo la figura del giovane tirocinante Tom, che senza scrupoli si pone al servizio dell’azienda. Il film, per i suoi contenuti, si avvale del patrocinio di Amnesty International.

Come un incubo, sul film riaffiora il genocidio operato dai serbi a Srebrenica. Alic, bosniaco d’origine, sopravvisse perché emigrato. Non così la sua famiglia, compresa la sorella. I corpi dei familiari ancora non sono stati trovati. E così, quando il “minatore” sfonda undici barriere e trova la fossa, il suo pensiero va alla famiglia e alla sorella che non hanno ancora trovato una degna sepoltura. Il film, in qualche modo, racconta l’ansia del sopravvissuto e il desiderio di riappacificarsi con la propria condizione dando sepoltura al proprio caro.

Scenari di guerra ma non solo. Lo si è visto alle Fosse Ardeatine, a Marzabotto, nelle Foibe e ora anche nel Mediterraneo. Il segreto della miniera così racconta di una umanità sempre in cerca della chiusura dei conti col proprio passato. Ma in Slovenia tutto ciò non ha trovato l’appoggio delle istituzioni: il libro di Mehmedalija Alic No one ha sollevato un ampio dibattito, ma non così grande da far tirare fuori dalla fossa i quattromila senza nome.

“Ho voluto incentrare il film”, racconta la regista Slak presente alla proiezione per la stampa a cura di Cineclub Internazionale Distribuzione, “sulla straordinaria figura del minatore, alla ricerca di se stesso, della verità, sul suo viaggio nel buio e sul suo percorso che porta alla liberazione dai propri affanni”.

Nelle sale il 31 ottobre, Il segreto della miniera ha ricevuto 21 premi internazionali, ed è stato selezionato dalla Slovenia per concorrere all’Oscar come Migliore Film Straniero 2018. “Il film”, scrive Amnesty International nella motivazione del patrocinio, “fa luce su un risvolto poco noto del conflitto dei Balcani: quello delle decine di migliaia di cittadini ex jugoslavi che vennero eliminati dai registri anagrafici della Slovenia”.

Titolo originale: Rudar
Regia: Hanna Slak
Paese/anno: Croazia, Slovenia / 2017
Durata: 103’
Genere: Drammatico
Cast: Boris Cavazza, Boris Petkovic, Jure Henigman, Leon Lucev, Marina Redzepovic, Nikolaj Burger, Tanja Ribic, Tin Marn, Zala Djuric Ribic
Sceneggiatura: Hanna Slak
Fotografia: Matthias Pilz
Montaggio: Hanna Slak, Vladimir Gojun
Musiche: Amélie Legrand
Produttore: Miha Knific, Sinisa Juricic
Casa di Produzione: Nukleus Film
Distribuzione: Cineclub Internazionale Distribuzione

Data di uscita: 31/10/2019

Graziarosa Villani

Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche. Ha collaborato con Ansa e Il Tempo, passando poi alla collaborazione fissa con Il Messaggero. Ha scritto per L’Espresso, D La Repubblica delle Donne, Avvenimenti. Per le edizioni Media&Books ha pubblicato, con il luogotenente Francesco Leonardis, il libro Laureato in onestà (2017). Ha diretto il mensile ambientalista La Voce del Lago. Gestisce il sito www.ecolagodibracciano.it e dirige il mensile Gente di Bracciano. È presidente dal 1992 dell’Associazione Culturale Sabate - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” a Anguillara e, dal 2017, del Comitato Difesa Bacino Lacuale Bracciano-Martignano.

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