ATTRAVERSO I MIEI OCCHI

ATTRAVERSO I MIEI OCCHI
di Simon Curtis


Film per famiglie tratto da un bestseller di Garth Stein, diretto dall'esperto Simon Curtis, Attraverso i miei occhi dissipa presto il potenziale costituito dalla simpatia del soggetto (e da alcune singole, interessanti intuizioni) stabilizzandosi nei territori di un melò epidermico e di grana grossa.

Quattro zampe, quattro ruote

Sposta volutamente il focus del racconto, il titolo scelto dalla distribuzione italiana per The Art of Racing in the Rain, evidenziando il punto di vista scelto per narrare la storia contenuta nel bestseller di Garth Stein (in italiano intitolato proprio L’arte di correre sotto la pioggia). È un titolo tutto sommato attinente a quello che vediamo sullo schermo, Attraverso i miei occhi, perché il mezzo del cinema, col frequente uso della soggettiva e di una visione (passateci l’espressione) “ad altezza di cane”, ci rende ancora più plastica l’ottica del cane Enzo, Golden Retriever che accompagna una lunga fase di vita del suo padrone, il pilota di belle speranze Denny. Letteralmente nato per stare su quattro ruote, capace di esaltarsi sui percorsi bagnati (perché “la pioggia deve restare soltanto pioggia”), Denny ha scelto il nome del suo amico pensando al suo eroe Enzo Ferrari; così, il suo quadrupede lo accompagna attraverso i successi sportivi, la conoscenza dell’amata Eve, le gioie del matrimonio e della paternità, il difficile confronto con la malattia e col dolore. Enzo resta accanto al suo amico sempre rimpiangendo di non avere una lingua capace di articolare parole, ma consapevole che per Denny lui non sarà mai “solo un cane”.

Il regista britannico Simon Curtis, impostosi al grande pubblico con Marilyn (2011), poi rimasto nei territori del biopic coi successivi Woman in Gold (2015) e Vi presento Christopher Robin (2017) dimostra di conoscere bene anche i meccanismi del film per famiglie, di cui Attraverso i miei occhi è impregnato. La vicenda, raccontata in flashback, del cane Enzo e della sua simbiosi col padrone dal volto di Milo Ventimiglia digrada lentamente dai toni della commedia (con venature romantiche) a quelli del melodramma familiare, richiamando decisamente, nella parte finale, un coinvolgimento emotivo a tutto tondo. Mostra tutti gli elementi al posto giusto, il film di Curtis, compresa la scelta per la voce di Enzo, in originale affidata al timbro roco e carismatico di Kevin Costner, in italiano resa dall’altrettanto riconoscibile Gigi Proietti. Al di là di un plot tutto incentrato sulla celebrazione della volontà, che mette in risalto (e ribadisce a più riprese, in modo anche un po’ ridondante) la capacità del protagonista di restare padrone del proprio destino, di anticipare le curve del tracciato della vita e concentrarsi solo sul presente, il film si caratterizza per un sostrato che costantemente fa i conti col concetto di morte, dichiarando fin dall’inizio (dalla prima sequenza) la sua visione legata alla rinascita e alla rigenerazione. Un motivo che accompagna la vicenda – per il resto tutta terrena e concreta – dei due amici lungo tutta la sua durata.

Al di là di un registro che dalla levità iniziale – e dalla semplicità di un’idea che, nella sua esilità, ispira anche una certa simpatia – si fa sempre più enfatico e meno misurato, Attraverso i miei occhi ha il limite di non saper sfruttare al meglio i suoi elementi di miglior sostanza; parliamo soprattutto della componente della vicenda che aspira a essere “spirituale”, legata al doppio concetto di evoluzione e trasformazione, a coinvolgere tanto il protagonista e la sua compagna, quanto lo stesso narratore. Non è un caso che la parte che nel film funziona meglio, grazie anche alla misurata recitazione di Amanda Seyfried, sia quella incentrata sulla malattia di Eve, e sulla muta interazione di Enzo con un dolore che (per una volta) è più suggerito che esplicitato. Sarebbe stato interessante se il plot avesse sviluppato con maggior convinzione la sua componente più “visionaria” (introdotta da una sequenza con venature quasi horror) legata alla figura della zebra: una personificazione, quest’ultima, delle paure di Enzo, tale da contaminare anche il suo rapporto col padrone. Ma Curtis, dopo aver introdotto nella trama queste intuizioni, lasciando intravedere la possibilità di un loro sviluppo, preferisce tenerle allo stato di meri cenni e suggestioni, concentrandosi su un plot da melò familiare che mostra tutti i suoi limiti, difettando anche in credibilità.

Imprigionato dal suo formato e dal suo target, poco capace (ma anche poco interessato) a sfruttare a un livello più che epidermico le sue suggestioni, Attraverso i miei occhi stabilizza il suo tono su quello di un melò di grana grossa, poco attento ai personaggi e pretestuoso anche negli incastri narrativi (si pensi all’arresto del protagonista, alla goffa sequenza del processo, o al successivo incontro col manager della Ferrari). Forte di due volti (e di una voce) abbastanza riconoscibili, di un meccanismo narrativo rodato, e della naturale attrattiva del soggetto su un pubblico di famiglie, Curtis sceglie di giocare sul sicuro, accompagnando il racconto verso un finale inutilmente enfatico, con tanto di “postilla” un po’ gratuita. E non bastano neanche le note di Have you ever seen the rain? dei Creedence Clearwater Revival, sui titoli di coda, per trasformare un’emozione epidermica in qualcosa di più forte e duraturo.

Attraverso i miei occhi poster locandina

Titolo originale: The Art of Racing in the Rain
Regia: Simon Curtis
Paese/anno: Stati Uniti / 2019
Durata: 109’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Aias Dalman, Al Sapienza, Aliza Vellani, Amanda Seyfried, Andres Joseph, Donald Heng, Elizabeth Bowen, Gary Cole, Grayson Maxwell Gurnsey, Ian Hawes, Ian Lake, Karen Holness, Kathy Baker, Kevin Costner, Lily Dodsworth-Evans, Martin Donovan, McKinley Belcher III, Milo Ventimiglia, Nakita Kohan, Nicole Anthony, Ryan Kiera Armstrong
Sceneggiatura: Mark Bomback
Fotografia: Ross Emery
Montaggio: Adam Recht
Musiche: Dustin O'Halloran, Volker Bertelmann
Produttore: Joannie Burstein, Patrick Dempsey
Casa di Produzione: 20th Century Fox, Fox 2000 Pictures, Original Film, Shifting Gears Productions, Starbucks Entertainment, Universal Pictures
Distribuzione: 20th Century Fox

Data di uscita: 07/11/2019

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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