LA BELLE ÉPOQUE

LA BELLE ÉPOQUE
di Nicolas Bedos


Con La Belle Époque, Nicolas Bedos consolida il suo talento autoriale mettendo in scena una commedia romantica brillante e divertente, in perenne equilibrio tra la malinconia del passato e la forza trainante del presente.

L'eterno ritorno dell'amore

La Belle Époque è il secondo lungometraggio di Nicolas Bedos. Presentato in anteprima al Festival di Cannes lo scorso 20 maggio e alla recente Festa del Cinema di Roma, verrà distribuito nelle sale italiane da I Wonder Pictures a partire dal 7 novembre. Due anni dopo il suo esordio alla regia con Un amore sopra le righe, in cui vestiva anche i panni dell’attore protagonista, Bedos torna a esplorare l’impatto del tempo sulle relazioni umane. Lo fa con un cast di prim’ordine composto da Daniel Auteuil, una garanzia di qualità, e da Fanny Ardant, fortemente voluta dal regista, così come Doria Tillier, protagonista anche nel suo primo film. Come dice lo stesso Bedos, La Belle Époque è “una commedia pervasa di nostalgia gioiosa sull’amore giovane e al tempo stesso sull’amore in tutte le età della vita”.

È quello che scoprono sulla loro pelle Victor e Marianne Drumond, interpretati rispettivamente da Daniel Auteuil e Fanny Ardant. Victor e Marianne sono una coppia di sessantenni in crisi, crisi causata in sostanza da un approccio alla vita completamente opposto: lei, pienamente inserita nella sua contemporaneità, accoglie con entusiasmo qualsiasi novità (tecnologica e non) che possa darle benessere; in tal senso, l’amante (che è anche il miglior amico del marito, of course) ne è la conseguenza più logica. Lui, invece, è un uomo rimasto ancorato al passato, alle vecchie abitudini e (colpevolmente, verrebbe da dire) a un immagine ideale della moglie appartenente a un’epoca che non c’è più. Victor rifiuta ogni diavoleria tecnologica, disegna fumetti per mestiere, ma anche dal punto di vista professionale la sua scarsa propensione all’aggiornamento gli rema contro. L’aspetto esteriore, trascurato e trasandato, e il suo carattere diventato oramai cinico e burbero, stanno lì a confermarne la condizione.

Dalla crisi alla rottura il passo è breve. Marianne decide, con gran fatica, di mandare via di casa Victor, con l’intento di dare una svolta alla sua vita. Quest’ultimo, dal canto suo, dopo un iniziale momento di smarrimento viene a conoscenza, tramite il figlio, di una bizzarra società, la Time Travellers, che organizza rievocazioni (più o meno) storiche on demand. Così Victor opta per il gesto nostalgico estremo: rivivere, questa volta concretamente, il periodo d’oro della sua vita, simbolicamente condensato in un giorno e un posto ben precisi, il 16 maggio 1974 al bar La Belle Époque, l’hic et nunc del primo incontro con Marianne.

Dopo diverse sedute in cui Victor descrive tutti i particolari dei suoi ricordi, la società capeggiata dal regista-imprenditore Antoine (Guillaume Canet) inizia a ricostruire nei minimi dettagli, e non proprio a buon mercato, il giorno più bello nella vita del suo cliente. Atmosfere, musiche, usi e costumi della Lione degli anni ’70 gravitano attorno al La Belle Époque. Victor ne rimane inebriato. Come un rituale, e con cura quasi maniacale, l’uomo si lascia trasportare dalla sua nuova gioventù, riuscendo peraltro a innamorarsi anche della Marianne proposta dalla Time Travellers, la bellissima e bravissima Doria Tillier, compagna e co-sceneggiatrice di Nicolas Bedos nella vita reale, ma anche metaforicamente compagna e musa (tra alti e bassi) di Antoine nel film.

Tutto procede meravigliosamente, e anzi Victor sembra non volerne uscire più, tanto da pagare per prolungare la messinscena, fino al punto in cui il confine sottile fra realtà e finzione sembra sbiadirsi, con qualche inevitabile equivoco sentimentale. Il personaggio interpretato da Auteuil è ormai un uomo nuovo, rinvigorito dalla potenza benefica del passato che ritorna mentre, in un capovolgimento di ruoli, Marianne capisce ben presto di essere entrata in una nuova, tossica routine.

Come un cerchio che si chiude per ripartire, con rinnovata vitalità, proprio da dove era iniziato, Victor e Marianne spazzeranno via la loro crisi solo riuscendo a guardarsi di nuovo con quegli stessi occhi che, nel lontano 16 maggio 1974, al bar La Belle Époque, si incrociarono per la prima volta.

Il film di Nicolas Bedos si inserisce in una continuità ormai consolidata nel cinema francese, quella delle commedie sentimentali ciniche e brillanti, nella quale i nostri cugini d’oltralpe eccellono. La narrazione coinvolge subito, con il suo ritmo che non lascia spazio a tempi morti; i dialoghi sono, com’era lecito aspettarsi, l’arma in più di questo film. Taglienti, ironici, talvolta esilaranti, sanno coinvolgere e divertire lo spettatore in sala.

C’è una sorta di positività intrinseca che rimane dopo la visione, forse quella derivante dalla consapevolezza che non sempre il ricordo di un amore può essere nostalgico o triste. A volte rivivere il passato, per quanto fasullo e costruito in stile The Truman Show, serve per ripartire da una nuova consapevolezza. Non è forse così che in parte funziona il cinema? Prendiamo posto sulle poltroncine e nel buio della sala ci immergiamo nelle storie, ritrovando di volta in volta dei riferimenti personali, delle strizzatine d’occhio alla nostra vita. Assolutamente catartico.

Ecco perché La Belle Époque merita di essere visto. E voi, quale epoca scegliereste?

Titolo originale: La belle époque
Regia: Nicolas Bedos
Paese/anno: Francia / 2019
Durata: 110’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Bertrand Poncet, Bruno Raffaelli, Cédric Zimmerlin, Claude Aufaure, Daniel Auteuil, Denis Podalydès, Doria Tillier, Fanny Ardant, François Vincentelli, Frédéric Sandeau, Guillaume Canet, Jean-Noël Martin, Jeanne Arènes, Lizzie Brocheré, Loïc Lacoua, Michaël Cohen, Pierre Arditi, Pierre Forest, Thomas Scimeca
Sceneggiatura: Nicolas Bedos
Fotografia: Nicolas Bolduc
Montaggio: Anny Danché, Florent Vassault
Musiche: Anne-Sophie Versnaeyen, Nicolas Bedos
Produttore: Martin Metz
Casa di Produzione: Canal+, Ciné+, Fils, France 2 Cinéma, France Télévisions, Hugar Prod, Indéfilms 7, La Banque Postale Image 12, Les Films du Kiosque, Orange Studio, Palatine Etoile 16, Pathé, SG Image 2017, uFund, Umedia
Distribuzione: I Wonder Pictures

Data di uscita: 07/11/2019

Walter Stranieri

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