UN SOGNO PER PAPÀ

UN SOGNO PER PAPÀ

Julien Rappeneau (classe ’71), figlio d’arte di Jean Paul Rappeneau – regista noto alla critica e al pubblico per il film drammatico Cyrano de Bergerac (1990),candidato all’Oscar come miglior film straniero e vincitore di 10 premi César – ritorna con Fourmi (titolo originale di Un sogno per papà) all’utilizzo di una graphic novel (Dream Team) per la propria sceneggiatura, dopo la commedia di successo Rosalie Blum (2015), vincitrice del premio César per la miglior opera prima e la miglior sceneggiatura originale. Un sogno per papà ha tutte le caratteristiche della “letteratura per ragazzi” propria del fumetto, insieme a quelle della commedia brillante francese e del dramma sentimentale.

In questa direzione, è stata una scelta vincente quella di proporre il comico belga François Damiens nel ruolo di Laurent, padre disoccupato del protagonista Théo (interpretato dal bravissimo Maleaume Paquin): scelta efficace in virtù del continuo oscillare tra il racconto drammatico delle difficoltà familiari del piccolo Théo (figlio unico di due genitori separati) e il grande sogno di diventare calciatore e vedere il proprio padre di nuovo felice come una volta.

In Un sogno per papà, Théo è un bambino di 12 anni con un grande talento per il calcio. Quando l’allenatore Claude (André Dussollier)informa Laurent della possibilità che il figlio venga preso nel campo di formazione dell’Arsenal, Théo vede riaccendersi nel proprio padre una scintilla di speranza e di riscatto che da tempo non vedeva più.

È evidente sin da subito che ci sia un legame fortissimo tra padre e figlio, ma anche che Laurant non riesca a risollevarsi da solo, dopo la separazione con la moglie e il licenziamento come operaio in seguito alla chiusura della sua fabbrica, a cui si sono aggiunti – negli anni – i problemi con l’alcol e le piccole risse di quartiere. La madre di Théo, Chloé (Ludivine Sagnier) si è rifatta una vita con un altro compagno gentile e premuroso, ma è del tutto rassegnata e cinica rispetto alla possibilità che Laurent possa tornare a essere un uomo e un padre responsabile, atteggiamento che rattrista e preoccupa ulteriormente il piccolo calciatore.

Ci si giostra, perciò, tra la “dura realtà” e i sogni, all’interno di un quadro familiare in cui si possono scorgere i profili e le difficoltà di tante famiglie, oltre alle problematiche sociali e politiche inerenti al mondo del lavoro. Quella di, Théo soprannominato ‘Formica’ (Fourmi), sarà perciò una lotta contro il cinismo e la rassegnazione di chi gli dice che “nulla potrà mai cambiare”; per rispondere a questa sfida, metterà su una grandiosa bugia, facendo credere con abilità incredibile di essere stato preso dalla celebre squadra inglese, che si era effettivamente interessata a lui.

Bugia bianca questa, che permetterà finalmente a Laurent di tornare a credere in se stesso, con l’aiuto del figlio e dell’assistente sociale Sarah (Lætitia Dosch), in un crescendo, in mezzo a ricadute continue, scene comiche e imbarazzanti e primi successi e soddisfazioni. A dare ulteriore verve a Un sogno per papà, oltre al bravo François Damiens, gli sketch dell’allenatore Claude (André Dussollier) con il goffo nipote (interpretato da Sébastien Chassagne). Nel campo della recitazione, ottime le doti del piccolo interprete Maleaume Paquin, insieme ai compagni di avventura: dal piccolo informatico Max (interpretato dall’ironico Pierre Gommé), ai due amici di scuola.

Un sogno per papà poster locandina

Sara Gallaccio

Appassionata di filosofia con un’attenzione particolare rivolta alla storia delle religioni, all’antropologia e alla diverse forme d’arte, si è specializzata in pratiche filosofiche nel 2018, presso la SUCF di Roma. Come giornalista si occupa di cultura, cinema, politica e attualità.

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