JUMANJI: THE NEXT LEVEL

JUMANJI: THE NEXT LEVEL
di Jake Kasdan


Terzo film ambientato in un universo che pareva legato esclusivamente al suo periodo di concezione, Jumanji: The Next Level si fa apprezzare pur nella dichiarata esilità del suo spunto di partenza, grazie alla simpatia degli interpreti e al buon mestiere del regista Jake Kasdan.

È solo un gioco… ma anche un fuoco

La rivitalizzazione della saga di Jumanji, nata nel 1995 con l’omonimo film di Joe Johnston (a sua volta tratto dal libro per bambini di Chris Van Allsburg) si inserisce nella più generale, recente tendenza hollywoodiana a recuperare cult dei decenni passati, magari dando loro una rispolverata in termini di estetica e (in parte) contenuti. Un’operazione che gradualmente si è estesa dagli anni ’70 e ’80 fino al più vicino, ma ormai altrettanto storicizzato, decennio dei nineties. Un decennio, quest’ultimo, di cui il film di Joe Johnston aveva rappresentato, nella sua incarnazione più ludica e mainstream, un degno rappresentante: visto quindi il successo di Jumanji – Benvenuti nella giungla (2017), sequel con nuovi personaggi – e con la trasformazione del gioco da tavolo al centro della trama in videogioco – la realizzazione di questo Jumanji: The Next Level era tutt’altro che imprevedibile. Un terzo capitolo – ma viene quasi spontaneo considerarlo il secondo, visto il debole collegamento del precedente col film del 1995 – in cui viene confermata la squadra che aveva animato il precedente episodio, a cominciare dal regista Jake Kasdan per proseguire coi protagonisti Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan. Ad affiancarli, due vecchie conoscenze hollywoodiane come Danny DeVito e Danny Glover, oltre alla rapper Awkwafina.

La natura del plot dei vari Jumanji, con un gioco che si attiva solo laddove qualcuno decida di giocarci, non consentiva chissà quali stratagemmi narrativi per resuscitare la storia: così, semplicemente, veniamo a sapere che il nerd Spencer ha rimesso insieme i pezzi del videogioco distrutto alla fine del film precedente, e che una sua crisi post-adolescenziale (e sentimentale) lo ha spinto a rigiocarci. Ça va sans dire, Spencer viene risucchiato nella console e costretto a salvare il mondo di Jumanji da un nuovo nemico, un signore della guerra che si è impadronito della gemma del Giaguaro. La scomparsa di Spencer allerta i suoi amici, che trovano la console riparata nello scantinato di casa di suo nonno, e decidono ovviamente di seguirlo all’interno del gioco; ma ad affiancarli, stavolta, ci saranno proprio il nonno del ragazzo, Eddie, e il suo vecchio socio Milo Walker. Il guaio è che il gioco, stavolta, ha assegnato a ognuno di loro un avatar diverso da quello della precedente avventura: così i ragazzi (e i due confusi anziani), si ritrovano in corpi virtuali con cui non hanno nessuna dimestichezza.

Considerata l’esilità (e se vogliamo la pretestuosità) dello spunto di partenza, e la scelta di replicare quasi in toto la formula del film precedente, i risultati di questo Jumanji: The Next Level sono sorprendentemente non disprezzabili. L’effetto comico derivato dal “vestire” un corpo speculare alla propria personalità, figlio di un filone del cinema americano che, da Avatar in poi (e con le vette creative di Ready Player One) continua a ragionare sul virtuale e la smaterializzazione, viene qui moltiplicato: a essere mescolati non sono solo i corpi, coi prevedibili effetti grotteschi che ciò comporta, ma anche i generi e le età. Così, ci si ritrova con un Danny DeVito che assume le fattezze e il corpo statuario di Dwayne Johnson (un altro “gemello”, viene da dire, dopo quello di un trentennio fa col volto di Arnold Schwarzenegger), con un Danny Glover che si “trasforma” nel pedante zoologo interpretato da Kevin Hart, e con altre, rutilanti sorprese. Il cast si adegua bene alle trasformazioni imposte dalla sceneggiatura e ai cambi di registro nella recitazione, mettendo nel film la giusta dose di autoironia: in fondo, tutta l’operazione dei nuovi Jumanji – probabilmente non ancora conclusasi – risulta essere nient’altro che un omaggio/parodia ai vari topoi della cultura di massa di ieri e di oggi, a un universo videoludico che sempre più flirta col vintage (la console, più che a una Playstation, somiglia a un Atari 2600) e a un cinema che si abbevera dalla stessa fonte (si veda il personaggio di Karen Gillan, sorta di Lara Croft sui generis).

Artigiano dal solido mestiere e figlio d’arte (suo papà è quel Lawrence Kasdan che tante importanti pagine di cinema ha scritto negli ultimi decenni), Jake Kasdan dirige il tutto con mano sicura, non concedendo nemmeno troppo (ed è un bene) a un’estetica banalmente ricalcata su quella videoludica; il regista scherza anzi sulle regole dei videogiochi (le frasi ripetute dai personaggi non giocanti, le mosse provate “a vuoto” dai protagonisti), evitando di replicarne tout court le modalità di “messa in scena”. Di fatto, laddove la presenza di Johnson garantisce a Jumanji: The Next Level la giusta dose di fisicità (al netto di qualche sberla dagli effetti a dir poco inverosimili: la cosa comunque non disturba, anzi), le location allargano il ristretto universo del precedente film, passando dalla giungla al torrido deserto, fino a un castello coperto dalla neve che ricorda vagamente le location de Il trono di spade. Il tutto è portato avanti dal regista limitando apprezzabilmente i quantitativi di digitale, pur presenti: stiamo giocando, sì, ma il cinema è anche concretezza e fisicità, e di questo Kasdan sembra non dimenticarsi. Il plot dosa bene i robusti quantitativi di azione con uno humour mai nascosto, riuscendo a fare della linearità e dell’estrema semplicità (per una volta) un punto di forza. Tra le new entry del cast, una segnalazione particolare va fatta per Awkwafina, qui interprete di due diversi ruoli (non anticipiamo altro) e capace di dare un ottimo saggio di versatilità, dopo la sua prova in The Farewell – Una bugia buona (in sala proprio in questi giorni).

Al netto dei pur presenti buoni sentimenti, di una certa pretestuosità nel delineare il subplot “teen” della storia, della calcolata astuzia negli inserti nel cast di DeVito e Glover, occhieggiando stavolta a tre diverse generazioni (più o meno corrispondenti alle tre fasce di età anagrafica dei protagonisti) va detto che questo Jumanji: The Next Level fa il suo, proseguendo con vigore e mestiere la rivitalizzazione di un franchise che sembrava esclusivamente legato al suo periodo di concezione. La mid-credit scene (difficile mancarla, a meno che non si fugga appena partiti i titoli di coda) annuncia che di cose da raccontare, in questo rinnovato universo di Jumanji, ce ne saranno probabilmente altre. Considerata l’onestà con cui ci sono state raccontate quelle che abbiamo potuto vedere qui, tutto sommato, la cosa non ci disturba affatto.

Jumanji: The Next Level poster locandina

Titolo originale: Jumanji: The Next Level
Regia: Jake Kasdan
Paese/anno: Stati Uniti / 2019
Durata: 122’
Genere: Avventura, Azione, Commedia, Fantastico
Cast: Alex Wolff, Ashley Scott, Awkwafina, Charles Green, Colin Hanks, Dania Ramirez, Danny DeVito, Danny Glover, David Kallaway, Deobia Oparei, Derek Russo, Dwayne Johnson, Jack Black, Jennifer Patino, Karen Gillan, Kevin Hart, Madison Iseman, Madison Johnson, Marin Hinkle, Massi Furlan, Melissa Kennemore, Morgan Turner, Nick Gomez, Nick Jonas, Rhys Darby, Rory McCann, Sarah Bennani, Ser'Darius Blain, Tyner Rushing, Ulrike Stewart, Vanessa Cater
Sceneggiatura: Jake Kasdan, Jeff Pinkner, Scott Rosenberg
Fotografia: Gyula Pados
Montaggio: Mark Helfrich, Steve Edwards, Tara Timpone
Musiche: Henry Jackman
Produttore: Dany Garcia, Dwayne Johnson, Hiram Garcia, Jake Kasdan, Matt Tolmach, Sky Salem Robinson
Casa di Produzione: Hartbeat Productions, Matt Tolmach Productions, Seven Bucks Productions, Sony Pictures Entertainment (SPE)
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 25/12/2019

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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