A CHE SERVONO GLI UOMINI?

A CHE SERVONO GLI UOMINI?
Sul palco del Teatro Quirino, dal 23 dicembre al 6 gennaio, è in scena A che servono gli uomini, nuovo allestimento di Lina Wertmuller della commedia originariamente scritta da Jaja Fiastri.

A che servono gli uomini è una commedia musicale interpretata originariamente da Ombretta Colli nel 1988, con la colonna sonora del marito, l’indimenticato Giorgio Gaber, che preparò una colonna sonora piena di ritmo e originalità. Protagonista di questo nuovo allestimento è Nancy Brilli, attrice ironica e trasformista, che ben si adatta al personaggio protagonista.

Nella trama di A che servono gli uomini, Teodolinda, o meglio Teo per gli amici, è una designer e fotografa felice della sua carriera, ma assolutamente insoddisfatta e delusa dal genere maschile, che giudica banale e totalmente privo di sentimenti. L’unico vero rimpianto che, purtroppo, richiede l'”intervento” di un homo è il desiderio di maternità. Il caso vuole che il suo vicino di casa sia proprio un ricercatore che “produce” bimbi in provetta, tramite l’inseminazione artificiale. Con una scusa Teo si introduce nel laboratorio, approfittando dell’ingenuità e benevolenza del ricercatore (interpretato da un esilarante Igi Meggiorin), impacciato e quasi terrorizzato dal genere femminile. Qui ruba una provetta e realizza il suo progetto.

Suo alter ego è Samantha (la sensuale Giulia Gallone), sua amica che ha un approccio molto più “democratico” nei confronti del sesso forte, e che ricorda molto la Samantha di Friends. Durante la gravidanza, spinta dalla curiosità di sapere a chi appartengano i geni del suo bimbo, Teo costringe Gianni – il povero vicino – a farsi dire il nome del donatore. Da qui la ricerca immediata per conoscerlo, che la conduce a casa della madre del fecondatore, il latin lover Osvaldo Menicucci.

Entra qui in scena il personaggio più esilarante della commedia, mamma Carmela, sicula di gran carattere, interpretata da una superba Fioretta Mari. La donna mette subito in guardia il figlio “scapolone” (Daniele Antonini, volto noto delle fiction, di gran talento) che ha sempre avuto timore di essere “incastrato”. Quando incontra Teo, minaccia infatti la denuncia, a tal punto da spingerla a fingere di avere perso il bimbo. Dentro di se, Osvaldo dimostra che esistono ancora uomini che non si accontentano di rapporti sfuggenti, perché alla fine di Teo si innamora.

A fare da contorno ad A che servono gli uomini un susseguirsi incalzante di sketch ed equivoci, a volte ritmicamente un po’ troppo veloci, e di intermezzi canori dei protagonisti (e, anche in quest’ambito, si può dare di più). Numerosi gli spunti di riflessione su un tema attualissimo, la fecondazione assistita, a cui attingono sempre più donne in cerca di emancipazione, in un periodo storico che sta segnando nel nostro paese il picco massimo in negativo per la natalità. Da qui nasce spontaneo chiedersi se davvero uomini pronti a prendersi la responsabilità di padre ce ne siano ancora a sufficienza.

Scritto da: Jaja Fiastri
Regia: Lina Wertmüller
Durata: 120’
Genere: Commedia
Cast: Nancy Brilli, Daniele Antonini, Nicola D’Ortona, Giulia Gallone, Igi Meggiorin
Musiche: Giorgio Gaber, Jacopo Fiastri
Aiuto regia: Valerio Ruiz
Luci: Iuraj Saleri
Costumi: Andrea Sorrentino
Coreografie: Irma Cardano
Prodotto da: Primoatto Produzioni

Date: 23/12/2019 – 06/01/2020

Sara Nicoletti

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