GOLDEN GLOBES 2020: TRIONFANO C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD E 1917, SCONFITTO SCORSESE

GOLDEN GLOBES 2020: TRIONFANO C’ERA UNA VOLTA A… HOLLYWOOD E 1917, SCONFITTO SCORSESE
Nella cerimonia di premiazione, a prevalere sono stati il film di Mendes (miglior film drammatico) e quello di Tarantino (migliore commedia). Nessun premio, un po' a sorpresa, per The Irishman.

In una cerimonia per l’assegnazione dei Golden Globes 2020 che è stata inevitabilmente influenzata dagli eventi di attualità, sono stati due i veri trionfatori: parliamo ovviamente di 1917 di Sam Mendes – che si è portato via la statuetta per il miglior film drammatico e quella per il miglior regista – e di C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino (miglior film commedia o musical, miglior attore non protagonista – Brad Pitt – e miglior sceneggiatura). A bocca asciutta, un po’ a sorpresa, The Irishman di Martin Scorsese, che aveva ottenuto cinque nomination ma non ha portato a casa nessun premio. Mendes si è mostrato lui stesso stupito per il premio, rendendo omaggio all’”avversario” (“non c’è regista al mondo che non viva all’ombra di Martin Scorsese”, ha detto) e dedicando il premio a suo nonno, arruolatosi a 17 anni nella Prima Guerra Mondiale; Pitt, da par suo, ha omaggiato i concorrenti dichiarando: “quando ho iniziato a fare l’attore, Al Pacino, Tom Hanks, Joe Pesci e Anthony Hopkins erano degli dei per me”.

Risultati sotto le aspettative per Storia di un matrimonio di Noah Baumbach, che ha ottenuto soltanto il premio per l’attrice non protagonista in un film drammatico, andato a Laura Dern. Risultato invece scontato quello di Joaquin Phoenix per Joker, che ha ottenuto il premio per il miglior attore protagonista laddove non c’era mai stata una vera competizione; stesso discorso per la Renée Zellweger di Judy, premiata come da previsioni, nella categoria dell’attrice protagonista, per la sua interpretazione del biopic su Judy Garland diretto da Rupert Goold. A vincere il premio per l’attrice di una commedia o musical è stata invece Awkwafina, che ha colpito i votanti della Foreign Press Association con la sua interpretazione di The Farewell – Una bugia buona di Lulu Wang. Risultati come da previsione anche nella categoria miglior film straniero, vinta da Parasite di Bong Joon-ho. Lo stesso Bong ha reso omaggio, nel discorso di ringraziamento, al potere aggregante e universale del cinema, dichiarando che “tutti noi stiamo usando una sola lingua, ovvero quella del cinema”.

Come si diceva in apertura, vari sono stati i riferimenti, nel corso della nottata, agli eventi di attualità e in particolare a ciò che sta accadendo in Australia: Phoenix, ritirando il suo premio, ha affermato la necessità di muoversi in prima persona. “Bello che se ne parli in tanti, ma bisogna fare di più”, ha detto. “Ci vogliono meno jet privati e più coerenza, cerchiamo di fare tutti del nostro meglio”. Esplicitamente politico e riferito all’attualità americana, è stato anche il discorso di Patricia Arquette, premiata come attrice non protagonista in una miniserie con The Act: “Ripenseremo a questo 5 gennaio e ricorderemo un paese sull’orlo della guerra, un presidente che twitta e minaccia di bombardare siti culturali, giovani che rischiano la vita viaggiando per il mondo, l’Australia in fiamme. Ricordiamocene tutti, e speriamo che in tanti vadano a votare in novembre”. Da parte sua Michelle Williams, migliore attrice protagonista nella stessa categoria per Fosse/Verdon, ha voluto ricordare l’importanza del ruolo femminile nella vita politica del paese (“Siamo una maggioranza, adoperiamoci per la libertà di scelta. E ricordiamocene quando andremo a votare”).

Il presentatore Ricky Gervais, tornato per la quinta volta alla conduzione della serata del Beverly Hilton Hotel, si è prodotto in un monologo introduttivo scoppiettante, che ha chiamato in causa Jeffrey Epstein, Greta Thunberg, Leonardo DiCaprio, l’Isis e il razzismo; il comico ha ironizzato anche sui temi del femminismo e sull’assenza di donne registe (“Non ricapiterà”, ha detto. “State tranquilli. Ho parlato coi produttori e mi hanno detto che non daranno più soldi alle donne per fare film”). Qui di seguito, la lista completa dei vincitori di questa edizione dei Golden Globes.

  • Miglior Film – Drama: 1917
  • Miglior Attrice – Drama: Renee Zellweger, Judy
  • Miglior Attore – Drama: Joaquin Phoenix, Joker
  • Miglior Film – Musical o Commedia: C’era una volta a… Hollywood
  • Miglior attrice – Musical o Commedia: Awkwafina, The Farewell
  • Miglior attore – Musical o Commedia: Taron Egerton, Rocketman
  • Miglior attore non protagonista: Brad Pitt, C’era una volta a… Hollywood
  • Miglior colonna sonora: Joker
  • Miglior Limited Series / TV Movie: Chernobyl
  • Miglior Performance di un’attrice in Limited Series / TV Movie: Michelle Williams, Fosse/Verdon
  • Miglior Regista: Sam Mendes, 1917
  • Miglior Attrice TV Series – Drama: Olivia Colman, The Crown
  • Miglior Performance di un’attrice non protagonista in una Limited Series / TV Movie: Patricia Arquette, The Act
  • Miglior Canzone Originale: I’m Gonna Love Me AgainRocketman
  • Miglior Serie Tv – Comedy: Fleabag
  • Miglior Attrice non protagonista: Laura Dern, Storia di un matrimonio
  • Miglior Film d’Animazione: Missing Link
  • Miglior Sceneggiatura: C’era una volta a… Hollywood
  • Miglior Attore Serie Tv – Drama: Best Actor TV Series – Drama: Brian Cox, Succession
  • Miglior Film Straniero: Parasite
  • Miglior Attrice Serie Tv – Comedy: Phoebe Waller-Bridge, Fleabag
  • Miglior Serie Tv – Drama: Succession
  • Miglior Performance di un attore non protagonista in una Limited Series / TV Movie: Stellan Skarsgard, Chernobyl
  • Miglior Performance di un attore in una Limited Series / TV Movie: Russell Crowe, The Loudest Voice
  • Miglior Attore Serie Tv – Comedy: Ramy Yousef, Ramy

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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