BIRDS OF PREY E LA FANTASMAGORICA RINASCITA DI HARLEY QUINN

BIRDS OF PREY E LA FANTASMAGORICA RINASCITA DI HARLEY QUINN
di Cathy Yan


Nuovo tassello del DC Extended Universe, ma anche ritorno in solitaria per l'ex donna del Joker interpretata da Margot Robbie, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn è diretto con mano sicura da Cathy Yan, ma ha il limite di mostrare una sostanza che, sotto la rutilante confezione, appare un po' esile.

Prede, cacciatori e altri guai

Dopo i collettivi Suicide Squad e Justice League, il DC Extended Universe sta entrando in quella che, per usare una classificazione rubata ai rivali della Marvel, potrebbe forse essere definita la sua fase due. Questo Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, di fatto – esordio nella saga per la regista cino-americana Cathy Yan – è la prova di una nuova fase per il media franchise, in primis per il modo in cui personaggi passati e presenti interagiscono: un film nato come spin-off di Suicide Squad ma che di fatto si rivela opera più “collettiva” di quanto sarebbe stato logico pensare; teoricamente episodio stand-alone dedicato al personaggio di Harley Quinn, ma in realtà operazione che introduce un nuovo gruppo, destinato ad avere un certo peso all’interno del franchise. Come ci hanno spiegato tanto i prodotti della Marvel, quanto questo primo scorcio di universo DC, la continuity è tutto, e ogni tassello dei rispettivi universi va guardato tanto con riferimento agli episodi passati, quanto in prospettiva. Una logica che però, nel caso di questo (faticoso) avvio del media franchise targato Warner, si è spesso scontrata con risultati (vedi lo stesso Suicide Squad) che hanno lasciato perplessi pubblico e critica.

Proprio in questo senso, lascia un po’ interdetti l’avvio di Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, laddove la voce fuori campo della protagonista ci spiega che il suo compagno (nonché iniziatore al crimine) Joker l’ha abbandonata. Una decisione, quella di tener fuori il villain per eccellenza di Gotham City, che la regista Cathy Yan ha motivato con la scelta di mantenere il focus sulla protagonista; tuttavia, non si può non pensare che sulla scelta abbia influito l’uscita (relativamente) ravvicinata del film di Todd Phillips, e la grandissima popolarità da esso acquisita; al punto che un eventuale ritorno di Jared Leto nel ruolo avrebbe provocato l’inevitabile confronto col personaggio interpretato da Joaquin Phoenix. Sia quel che sia, il clown/supercriminale è stato espunto dalla sceneggiatura, che ci racconta (con un ellisse che appare leggermente forzata, ma funzionale) come Harley sia rimasta da sola, senza più la protezione derivatale dall’essere “la donna del Joker”. Nella nuova condizione, l’ex psichiatra mutata in criminale interpretata da Margot Robbie dovrà vedersela col gangster Roman Sionis da una parte e con la poliziotta Renee Montoya dall’altra, entrambi sulle tracce della giovanissima orfana Cassandra Cain, e di un diamante di importanza cruciale in possesso di quest’ultima.

I titoli di testa di Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn fanno capire chiaramente di trovarsi di fronte allo stesso universo cartoonesco e sghembo di Suicide Squad, pur con un taglio diverso: il prologo animato riassume in pochi secondi passato e presente del personaggio, mentre la voice over accompagna una narrazione che sceglie la frammentazione e la strada della struttura non consequenziale. Flashback e flashforward accompagnano in modo continuo la vicenda di Harley, andando a comporre un quadro intricato che verrà sbrogliato solo col progredire della trama. Ci si domanda tuttavia, di fronte alla scelta narrativa messa in campo da Cathy Yan, cosa sarebbe stato del film se questo fosse stato narrato in modo classico; andando a smontare e ricomporre il meccanismo, la storia di Birds of Prey resta di fatto semplice, lineare, persino scarna. Forse troppo, viene da pensare. Di fatto, se è vero che il film sceglie di concentrarsi sulla protagonista (e Margot Robbie, qui, fa del suo meglio per caratterizzare il personaggio più di quanto non avesse fatto nel film precedente), le comprimarie non ricevono un’attenzione equivalente, con l’unica, parziale eccezione della poliziotta interpretata da Rosie Perez. Le figure della Cacciatrice col volto di Mary Elizabeth Winstead, della Dinah Lance/Black Canary interpretata da Jurnee Smollett-Bell e della stessa Renee Montoya col volto di Rosie Perez, appaiono invero piuttosto sacrificate.

Rispetto al suo immediato predecessore, Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn ha il pregio di una maggior compattezza e di una generale, migliore gestione degli snodi narrativi, oltre che di una maggiore “onestà” (passateci il termine) nel dichiarare fin da principio il suo universo fantastico e pop di appartenenza; pregi che, tuttavia, non gli impediscono di mostrare alcune cadute di tono e alcuni passaggi in cui, pur con tutte le premesse possibili, la sospensione dell’incredulità risulta ardua. Nella Gotham City dark (ma non troppo) del film di Cathy Yan, c’è spazio per il mood da action urbano di Hong Kong, per gli ammiccamenti al poliziesco americano anni ’70, e persino per un intero subplot (quello della Cacciatrice) che cita esplicitamente Kill Bill di Quentin Tarantino. La regia è sicura e funzionale, la tensione è generalmente alta, ma resta persistente l’impressione di trovarsi di fronte a un giocattolone che, laddove lo si vada a smontare, rivela poca sostanza sotto la sua rutilante confezione. Si resta, parimenti, abbastanza perplessi dall’utilizzo – a parere di chi scrive poco funzionale – di un villain come quello interpretato da Ewan McGregor. Limiti che, nell’ottica della continuity citata in apertura, potranno forse essere superati dai successivi film dell’universo DC, ma che qui restano comunque avvertibili, impedendo di considerare il film di Cathy Yan come un’opera completamente riuscita.

Birds of Prey poster locandina

Titolo originale: Birds of Prey
Regia: Cathy Yan
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 109’
Genere: Avventura, Azione, Fantastico
Sceneggiatura: Christina Hodson
Fotografia: Matthew Libatique
Montaggio: Evan Schiff, Jay Cassidy
Musiche: Daniel Pemberton
Produttore: Bryan Unkeless, Donald Sparks, Margot Robbie, Sue Kroll
Casa di Produzione: Clubhouse Pictures (II), DC Entertainment, Kroll & Co. Entertainment, LuckyChap Entertainment
Distribuzione: Warner Bros.

Data di uscita: 06/02/2020

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *