ZUR PERSON: UN FOCUS SU JESSICA HAUSNER ALLA DIAGONALE ’20

ZUR PERSON: UN FOCUS SU JESSICA HAUSNER ALLA DIAGONALE ’20
fonte: comunicato stampa

Il festival austriaco, che si svolgerà dal 24 al 29 marzo a Graz, dedica quest'anno un focus alla regista, che andrà a ripercorrere tutta la sua carriera.

Con la sezione Zur Person, la Diagonale ’20 si concentra sulla regista Jessica Hausner e sulla sua rispettata carriera. Partendo dall’ultimo film, Little Joe, unico contributo austriaco nel concorso del Festival di Cannes 2019, la Diagonale ’20 propone una retrospettiva completa dell’opera della Hausner, inclusa la riscoperta di un’opera studentesca inedita.

Jessica Hausner è disponibile per interviste in vista della Diagonale. Tutte le proiezioni saranno presenziate da Jessica Hausner e da altri ospiti come il direttore della fotografia e co-fondatore della Coop99 Martin Gschlacht, la costumista Tanja Hausner, la sceneggiatrice e regista Géraldine Bajard, dall’attore e regista Händl Klaus e da Markus Binder, la cui band musicale, Attwenger Hausner, ha realizzato per l’occasione diversi video musicali.

Anche ora, per il quinto anno consecutivo, la sezione Zur Person approfondisce singoli frammenti della recente storia cinematografica austriaca, con tanto di biografie personali e opere di grande valore artistico.

“Il cinema di Jessica Hausner è ammaliante, accattivante, a volte inquietante, nella sua accezione più affascinante. I suoi film sono sempre progettati in modo elaborato, meticolosamente pensati nei minimi dettagli e assemblati con precisione. Lo sguardo curioso dello spettatore vuole letteralmente soffermarsi su ogni singola sequenza. Il cinema della Hausner è talvolta anche molto divertente e pieno di umorismo. Un cinema che raffigura il reale con la massima artificialità ed è in grado di descrivere la natura del nostro mondo in modo più accurato, con una forte componente critica al proprio interno “.

––– Sebastian Höglinger e Peter Schernhuber

Maggiori informazioni sulla sezione Zur Person dopo l’elenco dei film presenti.

Zur Person: Jessica Hausner

Little Joe (R: Jessica Hausner, AT / DE / UK 2019)
– Film di pre-apertura: Meshes of the Afternoon (R: Maya Deren, Alexander Hammid, US 1943, ambientato da Teiji Ito 1959)
Hotel (R: Jessica Hausner, AT / DE 2004)
– Film di pre-apertura: Attwenger – OIDA (R: Jessica Hausner, AT 2015)
– Film di supporto: Attwenger – Rhapsodariddim (R: Jessica Hausner, AT 2017)
Inter-View (R: Jessica Hausner, AT 1999)
Ich möchte sein manchmal ein Schmetterling (R: Jessica Hausner, AT 1993)
Amour fou (R: Jessica Hausner, AT / LU / DE 2014)
Lovely Rita (R: Jessica Hausner, AT / DE 2001) a seguire: Flora (R: Jessica Hausner, AT 1996)
– Film di pre-apertura: Arabesque for Kenneth Anger (R: Marie Menken, US 1961)
Lourdes (R: Jessica Hausner, AT / FR / DE 2009)
Toast (R: Jessica Hausner, AT 2006, trailer dellaDiagonale’06)

La versione del trailer di Toast verrà proiettata prima di tutte le proiezioni della sezione Zur Person: Jessica Hausner.

Lungometraggi raffinati e ambigui, con una forte impronta distintiva

I film di Jessica Hausner sono sempre apparsi idiosincratici. Uno dei suoi tratti stilistici più sorprendenti è la “visione stranamente non interessata e distante dei personaggi e delle loro vicende”, afferma il critico cinematografico Dominik Kamalzadeh in un saggio sul lavoro della Hausner, che apparirà nel catalogo della Diagonale ’20 a marzo. Le opere di Jessica Hausner che sono state create alla Vienna Film Academy rielaborano in modo soggettivo la quotidianità, sebbene il cortometraggio coming-of-age Flora (AT 1996) e il mediometraggio di diploma Inter-View (AT 1999) siano ancora profondamente ancorati alla realtà degli anni ’90, ma anche qui il “momenti caratteristicamente relativizzanti e l’imponderabilità dei personaggi e delle loro situazioni” sono evidenti, come osserva Kamalzadeh. La Hausner enfatizzerà sempre più questa ambiguità nella sua produzione nel corso degli anni e diventerà così “la più importante regista austriaca dei nostri giorni”.

Dalla Wiener Filmakademie a Cannes e Venezia

Jessica Hausner è nata a Vienna nel 1972 e ha studiato regia alla Vienna Film Academy. Il suo cortometraggio Flora ha ricevuto il “Pardo di domani” all’International Film Festival di Locarno e Inter-View è stato premiato dalla Cinéfondation al Festival di Cannes 1999. Nello stesso anno, la Hausner ha fondato la sua società di produzione insieme a Barbara Albert, Antonin Svoboda e Martin Gschlacht. La sua première a Cannes nel 1999 ha aperto la strada a una carriera internazionale, quindi sia il suo film d’esordio Lovely Rita (AT / DE 2001) che il thriller Hotel (AT / DE 2004), per il quale la Hausner ha scritto anche la sceneggiatura, sono entrati pochi anni dopo nella sezione Un Certain Regard di Cannes. In Lovely Rita, la cineasta ripercorre il tema del coming-of-age del suo cortometraggio Flora e, con la storia di una ragazza adolescente che travolge tutti con la sua sessualità, parla della solitudine del quotidiano e della mancanza di relazioni durature. Lovely Rita è stata anche il primo film prodotto dalla Coop99. Al centro del thriller psicologico Hotel, invece, c’è la receptioist di un hotel di montagna, il cui destino inizia a intrecciarsi con quello della ex receptionist, misteriosamente scomparsa.

Cinque anni dopo Hotel, Jessica Hausner e il suo team ben collaudato hanno realizzato il dramma Lourdes (AT / FR / DE 2009), che è stato presentato in anteprima in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dove ha ricevuto il premio FIPRESCI. La Hausner ha scritto ancora una volta la sceneggiatura, che vede al centro della vicenda Christine (Sylvie Testud), che soffre di sclerosi multipla e che si reca in pellegrinaggio a Lourdes. La sezione Un Certain Regard di Cannes ha ospitato il successivo film della Hausner, Amour Fou (AT / LU / DE 2014), che vede la trasposizione della tragica biografia dello scrittore tedesco Heinrich von Kleist, nonché lavoro di grande rilievo per l’attrice Katharina Wöppermann e la costumista Tanja Hausner (quest’ultima è la sorella e storica collaboratrice della regista). Un altro momento saliente della carriera di Jessica Hausner è la première del suo sesto lungometraggio, Little Joe (AT / DE / UK 2019), questa volta in concorso del Festival di Cannes. Fiaba di fantascienza su una pianta particolare che con il suo profumo rende felici le persone, nonché il primo film in lingua inglese della Hausner. La protagonista Emily Beecham ha ricevuto la Palma d’Oro per la sua interpretazione come migliore attrice. Le colonne sonore dei film di Jessica Hausner, dai thriller psicologici ai dramme e agli horror, sono curate dal compositore d’avanguardia giapponese Teiji Ito, che la regista ha sempre considerato come punto di riferimento.

Figure femminili tra immaginazione, ostinazione e realtà

Il lavoro di Jessica Hausner si concentra sempre su figure femminili che minacciano di isolarsi dal loro ambiente sociale a causa dei loro problemi e dei loro bisogni, talvolta ben nascosti. Sempre in contrasto con la fatalità della vita. “I film partendo dalle loro eroine, lavorano maliziosamente contro le armonie e le certezze narrative”, attesta il giornalista cinematografico Dominik Kamalzadeh nel suddetto saggio.

L’arte dell’artificialità dalla fotografia al costume

Stilisticamente, Jessica Hausner continua a prendere le distanze dal naturalismo: l’artificialità del suo cinema è rigorosamente pianificata, alla macchina da presa di Martin Gschlacht piace fuorviare lo spettatore. Le inquadrature, i colori e, per ultimi ma non meno importante, i costumi di Tanja Hausner – per Amour fou, ad esempio, in collaborazione con il produttore di cappelli Mühlbauer – sottolineano le crepe che appaiono tra i personaggi, le loro idee e il mondo reale. (vedi Dominik Kamalzadeh, “Lücken, die das Leben lässt”, saggio nel catalogo della Diagonale ’20)

Il cinema di Jessica Hausner Da Menken a Deren e Hammid, da Teiji Ito ad Attwenger

La sezione Zur Person mostra come Jessica Hausner pensi al cinema e a quali siano le più evidenti influenze nei suoi lavori. Oltre ai suoi film, verranno proiettati due lavori chiave di Maya Deren e Marie Menken delle avanguardie statunitensi. Entrambe, come la Hausner ha fatto in Little Joe, hanno usato la musica del leggendario compositore giapponese Teiji Ito.

Il programma della Diagonale èarricchito da un dibattito dopo la proiezione di Little Joe e da una sessione di ascolto con Jessica Hausner e il musicista Markus Binder (Attwenger), in cui i due, durante i brani musicali selezionati, conversano circa visioni estetiche e preferenze personali.

La Diagonale ’20 si svolgerà dal 24 al 29 marzo a Graz. L’intero programma sarà pubblicato il 13 marzo. La vendita dei biglietti inizia il 18 marzo 2020.

La redazione

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