FANTASY ISLAND

FANTASY ISLAND
di Jeff Wadlow


Con Fantasy Island, il regista Jeff Wadlow tenta di rielaborare in chiave horror il soggetto della serie tv classica Fantasilandia; ma il risultato – a causa di varie incertezze narrative e di una generale mancanza di cattiveria – risulta scolastico e poco stimolante.

Non desiderare la fantasia d'altri

C’è innanzitutto la rivisitazione del passato, nel presente (ci si perdoni il bisticcio di parole) della Blumhouse. Tanti sono infatti i progetti legati alla rivisitazione di vecchie saghe che hanno affollato la più recente produzione della factory: dal franchise di Halloween, ripreso col reboot del 2018 di David Gordon Green, e in attesa di vedere un nuovo episodio, al previsto remake (è notizia proprio di questi giorni) dell’action thriller Scuola di eroi. Nel frattempo, due storici marchi hanno avuto il loro riavvio proprio per opera dell’etichetta americana: da una parte l’imminente L’uomo invisibile (atteso per marzo) e dall’altra questo Fantasy Island. L’origine è la nota serie televisiva Fantasilandia, qui rivisitata in chiave horror dal regista Jeff Wadlow. Il plot ripercorre a grandi linee quello del progenitore televisivo: un gruppo di giovani trascorre una vacanza su un resort tropicale retto dall’enigmatico Mr. Roarke, che promette di far avverare tutti i desideri espressi dagli avventori. I problemi inizieranno a nascere quando tali desideri porteranno a conseguenze non previste.

Non era del tutto malvagia, l’idea di rivisitare un cult televisivo in chiave horror, modificandone le basi e rielaborandone la trama adattandola al gusto contemporaneo. La vecchia tematica del lato oscuro dei desideri, in fondo, si presta benissimo a una lettura legata al genere, specie laddove si può collegare con una location apparentemente solare come quella qui presente. Questo Fantasy Island parte di fatto come il più classico dei film vacanzieri; la definizione dei personaggi è (volutamente) superficiale, l’atmosfera è quella di un teen horror con i protagonisti semplicemente un po’ più cresciuti. La realizzazione dei desideri dei protagonisti inizia presto ad accompagnarsi alle prime visioni e allucinazioni, mentre nei boschi circostanti il resort fa da subito la sua inquieta apparizione una presenza che gli appassionati riconosceranno (l’enigmatico residente col volto di Michael Rooker). Presto, ognuno degli ospiti si renderà conto di essere in realtà una vittima di un disegno più grande, la cui comprensione è conditio sine qua non per sopravvivere.

La grana dell’intera operazione-Fantasy Island, tuttavia, è grossa, e il film non impiega molto a dimostrarlo. La sceneggiatura non si preoccupa granché di mantenere una coerenza interna, componendo un abborracciato filo narrativo che da subito si rivela in tutta la sua esilità. La superficiale definizione dei personaggi rende altrettanto superficiali (quando non ridicoli) i rispettivi subplot; in una rivisitazione del soggetto che teoricamente doveva essere in chiave horror, a brillare è soprattutto la mancanza di cattiveria dell’intero lavoro. Persino il più crudele dei desideri (quello della ragazza bullizzata che si trova a torturare quella che fu la sua aguzzina) è messo in scena in modo asettico e più che mai attento a non shockare nessuno; siamo dalle parti, quindi, di un horror “ludico”, che – piuttosto che giocare con lo spettatore – preferisce dichiararsi esso stesso nella sua natura di giocattolone. Non è un caso che il regista Jeff Wadlow sia lo stesso del recente Obbligo o verità: la filosofia che sembra sottesa a quest’ultimo, infatti – quella di un divertissment di genere che deve stare attento a non fare davvero male – viene riportata tal quale in questo nuovo lavoro.

Tra colpi di scena telefonatissimi, e una trama che arranca nella sua frammentazione, per poi riunirsi meccanicamente e malamente nell’ultima parte, Fantasy Island finisce presto per annoiare lo spettatore, non offrendo neanche il classico effetto catartico del genere. Malgrado le premesse, infatti, i quantitativi di sangue restano molto limitati, coerentemente con la scelta di rivolgersi (anche) a un pubblico di teenager. Ed è proprio l’incerta scelta del target, di fatto, a lasciare un po’ perplessi nell’intera operazione: se la scelta doveva essere quella di un horror destinato agli adolescenti, infatti, non c’era bisogno di scomodare una serie di un quarantennio fa; se al contrario si voleva ammiccare almeno in parte agli spettatori di quest’ultima, allora si sarebbe dovuto impostare il film su basi completamente diverse. Così com’è, Fantasy Island finisce per non convincere nessuno, risultando farraginoso nel suo andamento e incapace di offrire reali sussulti, se non di paura, anche di semplice emozione. La strada a eventuali sequel è (teoricamente) aperta, ma è una strada che preferiremmo non percorrere: il rischio non è certo quello di spaventarsi, ma semmai di (ri)provare la stessa noia qui sperimentata.

Fantasy Island poster locandina

Titolo originale: Fantasy Island
Regia: Jeff Wadlow
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 110’
Genere: Horror, Thriller
Cast: Austin Stowell, Charlotte McKinney, Evan Evagora, Goran D. Kleut, Ian Roberts, Jeriya Benn, Jimmy O. Yang, Joshua Diaz, Kim Coates, Lucy Hale, Maggie Q, Mark Weinhandl, Michael Peña, Michael Rooker, Nick Slater, Parisa Fitz-Henley, Portia Doubleday, Renee Murden, Robbie Jones, Ryan Hansen, Steven A. Davis, Tane Williams-Accra, Tim Wong
Sceneggiatura: Christopher Roach, Jeff Wadlow, Jillian Jacobs
Fotografia: Toby Oliver
Montaggio: Sean Albertson
Musiche: Bear McCreary
Produttore: James Moran, Jason Blum, Jeff Wadlow, Marc Toberoff, Robin Mulcahy Fisichella, Ryan Turek, Sean Albertson
Casa di Produzione: Blumhouse Productions, Columbia Pictures
Distribuzione: Sony Pictures Entertainment, Warner Bros.

Data di uscita: 13/02/2020

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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