CATERINA

CATERINA

Nelle sale dal 15 febbraio la pellicola che ripropone la straordinaria figura di Caterina Bueno, interprete e ricercatrice sul campo della tradizione orale contadina. Prodotto da Kiné il film appare non all’altezza del personaggio che vuole riproporre alle giovani generazioni.

Ritratto di un'artista

Pubblicità

La grande dedizione di Caterina Bueno nella ricerca e nella trasmissione di una tradizione orale in via di scomparsa meritava di più. Il docu-film del regista quarantenne Francesco Corsi Caterina (Produzione Kiné), nelle sale dal 15 febbraio, non rende merito al personaggio che è stata pioniera e paladina della ricerca demoantropologica nell’Italia degli anni Sessanta. Il ritratto che il documentario vuole rendere è grandemente frammentato, a tratti noioso, a tratti banale. Anche testimonianze importanti come quelle della cantante Giovanna Marini, protagonista dello storico spettacolo Bella Ciao, sono stiracchiate, didascaliche, almeno fino al racconto finale di un pubblico che si divide cantando dalla galleria Bella Ciao, brano al quale fa da controcanto dalla platea Faccetta Nera, fino all’arrivo di un inno d’Italia che ricompone la cesura.

Non si coglie appieno nel docu-film il retroterra politico che certamente Bueno ha ricercato fin da bambina andando a raccogliere per paesi, campagne e osterie i canti di lavoro di un proletariato primordiale, che proprio in quegli anni stava per essere spazzato almeno dal punto di vista culturale dagli anni dello sviluppo economico. Il racconto di lei è estremamente povero, così le immagini – ad eccezione di quelle d’archivio nelle quali la cantante si esibisce – che il regista propone allo spettatore del documentario.

L’occasione di far conoscere e riproporre la figura di questa grande artista appare persa. Non è collezionando interviste e testimonianze varie che si realizza un documentario. Più che il docu-film parlano di Caterina Bueno alcuni tratti della sua biografia. Francesco De Gregori, che l’accompagnava con la chitarra al Folkstudio di Roma, le ha dedicato la canzone Caterina. Ha preso parte allo spettacolo del Nobel della Letteratura Dario Fo Ci ragiono e canto. Importante anche la produzione pionieristica Bella Ciao del Nuovo Canzoniere Itaiano.

Nata a Fiesole il 2 aprile del 1943, di madre svizzera e padre spagnolo, l’una scrittrice l’altro pittore, Caterina Bueno sin da ragazzina si dà alla ricerca della tradizione orale contadina facendone la sua vita. Un territorio si identifica con lei con il brano Maremma Amara assieme alle canzoni Tutti mi dicon Maremma e il Lamento del Carbonaro. Nella sua estrema frammentazione il docu-film Caterina che arriva al cinema fa venire voglia di tributare a questa donna di grande carattere altre ricerche e altri approfondimenti, che scavino maggiormente nell’intento di ricerca politica che sicuramente ha sotteso all’opera di questa straordinaria interprete. In 210 hanno creduto al film partecipando a una campagna di crowdfunding che ha portato alla raccolta, sulla piattaforma produzionidalbasso.com, di una somma di 13.155 euro.

Il docu-film Caterina ha vinto il Premio del Pubblico e il Premio della Giuria Gli Imperdibili al 60° Festival dei Popoli che si è tenuto a Firenze.

Caterina (2019) poster locandina

Scheda

Titolo originale: Caterina
Regia: Francesco Corsi
Paese/anno: Italia / 2019
Durata: 75’
Genere: Documentario
Cast: Valentino Santagati, Alberto Balia, Andrea Fantacci, Giovanna Marini, Giovanni Bartolomei, Jamie Marie Lazzara
Sceneggiatura: Francesco Corsi
Fotografia: Andrea Vaccari
Montaggio: Giulia Bertella Farnetti
Produttore: Mauro Lepri, Claudio Giapponesi, Francesco Corsi
Casa di Produzione: Kiné
Distribuzione: Kiné

Data di uscita: 15/02/2020

Trailer

Pubblicità
Giornalista professionista, laureata in Scienze Politiche. Ha collaborato con Ansa e Il Tempo, passando poi alla collaborazione fissa con Il Messaggero. Ha scritto per L’Espresso, D La Repubblica delle Donne, Avvenimenti. Per le edizioni Media&Books ha pubblicato, con il luogotenente Francesco Leonardis, il libro Laureato in onestà (2017). Ha diretto il mensile ambientalista La Voce del Lago. Gestisce il sito www.ecolagodibracciano.it e dirige il mensile Gente di Bracciano. È presidente dal 1992 dell’Associazione Culturale Sabate - Museo Storico della Civiltà Contadina e della Cultura Popolare “Augusto Montori” a Anguillara e, dal 2017, del Comitato Difesa Bacino Lacuale Bracciano-Martignano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.