GLI ANNI PIÙ BELLI

GLI ANNI PIÙ BELLI
di Gabriele Muccino


Dopo A casa tutti bene, Gabriele Muccino giunge al suo giro di boa, tira le somme della sua vita e scatta una molteplicità di foto affettuose che dona alla sua generazione: quella di padri, divorziati, single, sposati, individui rammaricati, disoccupati. Ne Gli anni più belli Muccino si ferma a parlare di amicizia e di amici, e di quanto questo valore valga sopra ogni altro tipo di desiderio esaudito. Nulla di nuovo.

Quando la nostalgia è canaglia

Dopo A casa tutti bene, L’ultimo bacio, Ricordati di me e Baciami ancora, Gabriele Muccino torna sul grande schermo con Gli anni più belli, film dai temi che da sempre lo caratterizzano nella sua lunga carriera consacrata sin dal 2001.

Gli anni più belli racconta, accompagnata da una colonna sonora ben contestualizzata storicamente, la vita di quattro amici: Giulio (Pierfrancesco Favino), Gemma (Micaela Ramazzotti), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria). Proprio il personaggio di Giulio nei primi fotogrammi del film, rivolgendosi verso lo spettatore, ci presenta l’Italia del tempo, caratterizzata da discoteche pomeridiane, manifestazioni politiche e il desiderio di avere una macchina per arrivare con i compagni a Barcellona. La loro amicizia dura 40 anni, nello specifico dal 1980 ad oggi. Giulio, Paolo e Riccardo crescono insieme, mentre durante gli anni del liceo incontreranno Gemma, l’unica donna del gruppo, di cui Paolo s’innamora follemente e di cui rimane innamorato per tutta la sua vita.

Il racconto di amicizia e di amore de Gli anni più belli si mescola inesorabilmente con la storia della nostra penisola. Attraverso le disavventure di questo gruppo di amici assistiamo al tentativo da parte del regista di filmare la vita di tutti i padri nati e cresciuti dagli anni ‘70 in poi, quei genitori di oggi che forse si potranno rivedere nello sguardo disilluso e cinico di Giulio, in quello più nostalgico e spaesato – sempre tra le nuvole ma “bonaccione” – di Riccardo, negli occhi certi di Paolo che ha portato avanti il suo credo, quello dell’amore e della passione per il suo lavoro e la realizzazione personale. Poi c’è Gemma, una donna ricca di fragilità, che ha vissuto nelle incertezze, sempre all’avventura ma con una solida base sulle spalle; le sue debolezze sono anche le sue armi di battaglia, l’amore per i suoi amici e per la vita la portano a compiere diversi errori, o forse no.

Nonostante la veridicità dei sentimenti e delle tematiche affrontate, che il regista sa da sempre portare davanti alla macchina da presa, Gli anni più belli appare un lavoro cinematografico purtroppo scontato. L’ultimo lavoro del regista romano non porta alla luce nuovi punti di vista, ma maneggia anzi con furbizia e talento motivi cari a tutta la sua cinematografia. Gabriele Muccino sa da sempre intersecare del resto storie di vita personali a visioni sociologiche dei nostri tempi moderni.

Gli anni più belli non comunica nulla di nuovo rispetto a ciò che il regista non abbia già raccontato; tuttavia è forse grazie alla scelta di un cast attoriale di tutto merito, che l’opera cinematografica piacerà ai più nostalgici e poi ai fan della canzone targata Claudio Baglioni (da cui prende il titolo il film). Ridondante in particolare Micaela Ramazzotti, personaggio esasperato dalla sua prova attoriale, fin troppo esagerato nei toni e nelle espressioni; sarebbe perfetta nel ruolo per un musical teatrale. Riflettendo bene, Gli anni più belli potrebbe avere maggiori potenzialità in questo genere, quello teatrale e del musical.

Nel bel mezzo del film ci si chiede spontaneamente perché Gabriele Muccino abbia deciso di dirigere quest’opera; sarebbe stato sicuramente interessante parlare al pubblico da punti di vista diversi. Sarebbe stato interessante per esempio parlare dei figli neo-trentenni, il risultato di quegli anni cosi confusi e votati alle leggi del sentimento e della politica corrotta. Sarebbe stato anche interessante guardare all’amicizia, ai rapporti che cambiano inesorabilmente tra vecchie e nuove generazioni, per permettere un dialogo introspettivo.

Gli anni più belli comunica a ben guardare in una strada a senso unico e non permette cambi di senso, è un film nostalgicamente romantico che vuole piacere a tutti i costi ma a patto che ci si lasci andare a vecchi ricordi e canzoni strappa lacrime e strappa biglietti. Gabriele Muccino può fare di più ma si accontenta, anche questa volta, di vincere facile.

Gli anni più belli poster locandina

Titolo originale: Gli anni più belli
Regia: Gabriele Muccino
Paese/anno: Italia / 2020
Genere: Drammatico
Cast: Alma Noce, Andrea Pittorino, Azzurra Rocchi, Claudio Santamaria, Elisa Visari, Emma Marrone, Fabrizio Nardi, Francesco Acquaroli, Francesco Centorame, Gennaro Apicella, Ilan Muccino, Ilir Jacellari, Kim Rossi Stuart, Marco Pancrazi, Massimiliano Cardia, Matteo De Buono, Micaela Ramazzotti, Nicoletta Romanoff, Paola Sotgiu, Pierfrancesco Favino, Titti Nuzzolese
Sceneggiatura: Gabriele Muccino, Paolo Costella
Fotografia: Eloi Molí
Montaggio: Claudio Di Mauro
Musiche: Nicola Piovani
Produttore: Marco Belardi, Paolo Del Brocco, Raffaella Leone
Casa di Produzione: 3 Marys Entertainment, Lotus Production, Rai Cinema
Distribuzione: 01 Distribution

Data di uscita: 13/02/2020

Silvia Pompi

Nasco nel 1990 a Roma in un tranquillo 12 aprile. Sono cresciuta a pizza da asporto e videocassette di genere horror grazie al supporto di un padre cultore del tema. Dopo una maturità classica presso il Liceo Benedetto Da Norcia nel quartiere Prenestino Labicano, mi iscrivo alla Facoltà di Lettere e filosofia di Roma Tor Vergata, laureandomi in Discipline delle arti, della musica e dello Spettacolo con il prof.ssor Giovanni Spagnoletti. Successivamente mi specializzo in Scienze dello Spettacolo e Produzione Multimediale con 110 e lode. Le mie tesi sperimentali parlano chiaro: mi piace la saggistica specializzata in Storia, analisi e critica del cinema, soprattutto americano. Ho analizzato il concetto di nostalgia esteso nel campo cinematografico, trattando il caso dei remake e dei reboot. Mi sono specializzata poi nel concetto di "Idolo, Icona e Divo contemporaneo". Curo questa passione sebbene sia difficile farne una professione, ma non demordo e nel frattempo mi sono specializzata nel campo dell'educazione e della pedagogia infantile. Nel tempo libero scatto fotografie e corro. Film preferiti: Donnie Darko, American Beauty, L'attimo Fuggente, Big Fish, L'esorcista, La Casa, Shining. Horror contemporanei da non perdere: Midsommar, The Witch, Hereditary, Get Out, Us. Motto per la vita: "La fortuna aiuta gli audaci".

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