LONTANO LONTANO

LONTANO LONTANO
di Gianni Di Gregorio


Pur presentando al proprio interno non pochi luoghi comuni – oltre all’eccessivamente abusata formula “on the road”, non si può non riconoscere a Lontano lontano, quarta regia per Gianni Di Gregorio, un certo lirismo di fondo che, unito a una genuina e sincera onestà, riesce a donare all’intero lavoro anche una propria, marcata personalità.

Verso nuovi orizzonti

Sono passati ben dodici anni da quando Gianni Di Gregorio ha diretto Pranzo di Ferragosto, la sua opera prima. E, da allora, l’attore, sceneggiatore e cineasta di strada ne ha fatta eccome e, al giorno d’oggi, è giunto ormai alla sua quarta regia. E in questo suo ultimo lungometraggio – Lontano lontano – come di consueto veste anche i panni di uno dei protagonisti, per un tenero road movie in cui al centro della vicenda sono tre pensionati, amici da moltissimo tempo, che, di punto in bianco, decidono di dare una svolta definitiva alle loro vite.

I tre simpatici protagonisti sono dunque Attilio (l’indimenticato Ennio Fantastichini), un bizzarro robivecchi, Giorgetto (Giorgio Colangeli), ex impiegato che fatica ad arrivare a fine mese, e il cosiddetto Professore (lo stesso Gianni Di Gregorio), insegnante di latino in pensione che non sa più come impiegare il parecchio tempo libero a disposizione. Al fine di faticare meno per arrivare a fine mese, i tre decidono di trasferirsi in quello che viene indicato come un vero e proprio paradiso fiscale. E, così, ha inizio un lungo viaggio alla volta delle Azzorre. Un viaggio che tuttavia (e come ben possiamo immaginare) non sarà privo di imprevisti.

Gianni di Gregorio, nel corso della sua lunga e prolifica carriera, di soddisfazioni ce ne ha indubbiamente regalate. Eppure, basandoci esclusivamente sulla sua carriera da regista, se pensiamo al fortunato e ben apprezzato Pranzo di Ferragosto, non possiamo non notare come la qualità dei film da lui diretti non sempre si sia mantenuta sullo stesso livello della sua opera prima. E se i successivi Gianni e le donne (2011) e Buoni a nulla (2014) avevano, di quando in quando, fatto storcere il naso a molti, malgrado l’indubbia presenza di spunti interessanti, stesso discorso vale per il presente Lontano lontano, dove, di fianco a una storia complessivamente garbata, gradevole e delicata (peculiarità, questa, proprio del cinema di Di Gregorio), vi sono fin troppi luoghi comuni che, nell’insieme, altro non fanno che trasmettere allo spettatore una spiacevole sensazione di déjà vu.

Ciò riguarda soprattutto la sceneggiatura e i relativi, numerosi episodi, costellati di incontri, che accadono ai tre protagonisti a partire dal momento in cui decidono di mettersi in viaggio. Sono, in fin dei conti, i temi della crisi finanziaria, di una situazione – questa italiana – in cui non è sempre facile arrivare a fine mese e, non per ultimo, il tema dell’immigrazione a essere trattati nel presente Lontano lontano. Temi che, di fatto, sono già stati più e più volte trattati in lungometraggi realizzati nel corso delle recenti stagioni cinematografiche, ma che, malgrado tutto, ogni volta ci vengono riproposti in salse diverse. Lo stesso si può affermare per quanto riguarda la collaudata formula “on the road”, a quanto pare tra le formule predilette, al momento, da chi decide di fare cinema in Italia oggi.

Eppure, nonostante tutto, non si può non riconoscere al presente Lontano lontano un certo lirismo di fondo che, unito a una genuina e sincera onestà, riesce a donare all’intero lavoro anche una propria, marcata personalità. Una domanda, però, sorge spontanea: quanti film simili l’uno all’altro dovremo vedere ancora prima che si inizi a intraprendere nuovi percorsi?

Lontano lontano poster locandina

Titolo originale: Lontano lontano
Regia: Gianni Di Gregorio
Paese/anno: Italia / 2019
Durata: 90’
Genere: Commedia
Cast: Alberto Buccolini, Alessandro Bernardini, Alessandro Bertoncini, Daphne Scoccia, Ennio Fantastichini, Francesca Ventura, Francesco Lagi, Galatea Ranzi, Giancarlo Porcacchia, Gianni Di Gregorio, Giorgio Colangeli, Iris Peynado, Marco Felli, Michelangelo Ciminale, Riccardo Ciancarelli, Roberto Herlitzka, Salih Saadin Khalid, Silvia Gallerano, Simona Sorbello
Sceneggiatura: Gianni Di Gregorio, Marco Pettenello
Fotografia: Gogò Bianchi
Montaggio: Marco Spoletini
Musiche: Mattia Carratello, Stefano Ratchev
Produttore: Angelo Barbagallo, Maria Panicucci
Casa di Produzione: Bibi Film, Rai Cinema
Distribuzione: Parthénos Distribuzione

Data di uscita: 05/12/2019

Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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