SPENSER CONFIDENTIAL

SPENSER CONFIDENTIAL
di Peter Berg


Quinta collaborazione fra il regista Peter Berg e Mark Wahlberg, Spencer Confidential ha in teoria tutte le carte in regola per stuzzicare e divertire il pubblico, ma purtroppo risulta prevedibile e illogico nella trama. Su Netflix.

Una speranza disattesa

Quinta collaborazione fra il regista Peter Berg e l’attore Mark Wahlberg, Spenser Confidential è una produzione Netflix basata sul libro Wonderland di Ace Atkins. Completano il cast Alan Arkin, Winston Duke e Iliza Shlesinger.

La trama segue le vicende di Spenser (Walhberg), ex poliziotto appena rilasciato dopo cinque anni di prigione, scontati per aver picchiato a sangue il suo comandante, reo ai suoi occhi di essere “sporco”. L’omicidio dello stesso comandante subito dopo il rilascio di Spenser spingerà quest’ultimo a vederci chiaro.

Tutti questi elementi combinati potrebbero portare a pensare che il risultato sia qualcosa di stuzzicante; gli ingredienti sembrano tutti presenti. Purtroppo non è così. Spenser Confidential è un prodotto mediocre, non totalmente noioso, ma certamente banale e prevedibile.

Questo giudizio impietoso, purtroppo, è basato non su uno o due dettagli, ma sull’interezza dello sviluppo narrativo. Mentre non si può dire granché sulla regia, non esaltante ma comunque priva di difetti troppo marcati, la sceneggiatura del film non solo non brilla per originalità, ma spesso rasenta il ridicolo.

Lo Spenser di Wahberg si muove per tutto il film come una specie di John McLane dei poveri, dotato apparentemente di una fortissima bussola morale, ma non di un cervello, e trasformato in una specie di calamita per pugni e calci (che incredibilmente, ma anche ovviamente, lo lasciano appena un po’ ammaccato).

Senza entrare nello specifico per evitare spoiler, il protagonista di Spenser Confidential compie una serie di azioni una più idiota dell’altra, salvato solo dal fatto che apparentemente i suoi avversari sono più stupidi di lui. Dove il raziocinio suggerirebbe una linea di azione più sottile, Spenser agisce spudoratamente alla luce del sole, ma le sue azioni suscitano reazioni ancora più eclatanti e irrazionali.

Non che le azioni e reazioni dei comprimari aiutino. Oltre a essere a loro volta illogiche e sopra le righe, i personaggi stessi non svettano per approfondimento psicologico. Le tre spalle sono al massimo bidimensionali, archetipi di personaggi ormai visti e rivisti.

La pseudo-figura paterna, ruvida ma di buon cuore? Check! Il sidekick monosillabo ma di buon cuore? Check! L’ex fidanzata psicolabile ma di buon cuore? Check! Qualcuno di intelligente, magari? Mi dispiace, non pervenuto. Nelle parole di qualsiasi maestra elementare sincera: i ragazzi si impegnano, ma purtroppo sono scemi.

Certo, spegnendo il cervello non ci si annoia (più di tanto), ma anche un paio di neuroni funzionanti potrebbero tranquillamente interrompere la sospensione dell’incredulità richiesta.

Persino quando il regista cerca di introdurre qualcosa di un po’ più scoppiettante (alla lettera), quasi a cercare di emulare la carica pirocinetica di Michael Bay, il risultato è tristemente poco credibile, praticamente posticcio.

Quanto sopra dovrebbe impreziosire la resa dei conti finali, ma il “piano finale” non brilla per imprevedibilità. Purtroppo, infatti, non c’è uno sviluppo in tutta la trama che non sia telefonato almeno mezz’ora prima. Il film si riduce ad una sorta di “point and click” in versione cinematografica, dove tutti i props necessari sono presentati in piena luce, pronti solo a essere utilizzati nella scena adatta.

In mezzo a questa ridicolaggine non voluta, si aggiunge anche qualche scena comica per alleggerire il tono “drammatico”, ma neanche queste funzionano particolarmente bene. Oltre ad un effetto di già visto, non vi è un ritmo comico (e, secondo chi scrive, neppure una necessità).

Insomma, Spenser Confidential non funziona. Sorpresa ancora più amara se si considerano i nomi in ballo. Oltre al regista e all’attore protagonista già citati, la sceneggiatura è ad opera di Sean O’Keefe e soprattutto di Brian Helgeland, che ha sempre dimostrato di saper gestire con perizia sia il genere poliziesco sia quello d’azione.

Cosa si salva? Qualche scena di lotta girata in maniera professionalmente decente, un Walhberg che comunque ci mette la sua faccia simpatica, e la professionalità di Alan Alda, che risulta convincente anche a partire da un materiale disastroso.

Come da premessa, non ci si annoia particolarmente, ma l’effetto è dovuto più al fatto che il film diverta per la sua ridicolaggine involontaria che per i suoi intrinseci meriti. Consigliato, quindi, agli appassionati del genere che per due ore non abbiano voglia di niente di particolarmente elaborato, né di ben fatto.

Spenser Confidential poster locandina

Titolo originale: Spenser Confidential
Regia: Peter Berg
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 110’
Genere: Azione, Thriller
Cast: Alan Arkin, Alexandra Vino, Alfred Briere, Ayana Brown, Bokeem Woodbine, Brandon Scales, Colleen Camp, Dustin Tucker, Hope Olaide Wilson, Iliza Shlesinger, James Dumont, Josh Cronin, Kip Weeks, Marc Maron, Mark Wahlberg, Michael Gaston, Patty Ross, Post Malone, Rebecca Gibel, Winston Duke
Sceneggiatura: Brian Helgeland, Sean O'Keefe
Fotografia: Tobias A. Schliessler
Montaggio: Michael L. Sale
Musiche: Steve Jablonsky
Produttore: Mark Wahlberg, Neal H. Moritz, Peter Berg, Stephen Levinson, Toby Ascher
Casa di Produzione: Film 44, Netflix, Original Film
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 06/03/2020

Elena Da Prato

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