IL SOSPETTO

IL SOSPETTO
di Alfred Hitchcock


Prodotto e diretto da Alfred Hitchcock, Il sospetto (1941) – seppur non all’altezza dei suoi altri capolavori – è un thriller indubbiamente riuscito, che amalgama perfettamente momenti romantici e di alta tensione, culminando in un finale aperto ma d’effetto. Disponibile ora su RaiPlay.

Amore o ossessione

Il sospetto appartiene alla prima metà della filmografia di Alfred Hitchcock, precedendo di diversi anni i più famosi La finestra sul cortile (1954), Psyco (1960) e La donna che visse due volte (1958). Uscito nei cinema americani nell’autunno del 1941, il film ottiene ben tre nomination agli Oscar del ‘42, vincendone uno, grazie a Joan Fontaine che si aggiudica la statuetta come miglior attrice protagonista.

Basato sull’omonimo romanzo di Francis Iles, il film racconta la storia d’amore – e ossessione – tra Lina (Joan Fontaine) e Johnny (Cary Grant), che decidono di sposarsi dopo un breve ma alquanto insistente corteggiamento di lui. Scena dopo scena, la protagonista ha modo di notare episodi sempre più sospetti che coinvolgono il marito – tra le altre cose disoccupato e col vizio del gioco – e comincia a maturare un’inquietante consapevolezza, che troverà conferma o smentita solo nella risoluzione del climax finale.

A differenza della maggior parte dei film di Hitchcock, lo spettatore segue la vicenda attraverso gli occhi e la prospettiva di una protagonista femminile. Lina è infatti il personaggio principale della storia, l’eroina in cui ci si identifica e per la quale si fa il tifo. Di conseguenza, chi guarda non ha modo di avvicinarsi a Johnny se non attraverso il punto di vista della protagonista, né di comprenderne le intenzioni se non tramite le informazioni da lei via via ricavate. Cary Grant – qui alla sua prima delle quattro collaborazioni con Hitchcock – interpreta in modo convincente un personaggio subdolo e a tratti inquietante, assai lontano dai suoi ruoli più noti e affabili, che lo fecero primeggiare nelle cosiddette screwball comedies del tempo. Al contrario, Johnny è insistente e soffocante; si impone spesso sulla moglie, fisicamente in alcuni casi ed emotivamente in altri; riesce perfettamente a manipolarla, nascondendo le proprie menzogne dietro a un romanticismo di circostanza.

Seppur concepito nella fase iniziale della sua carriera, Il sospetto dà comunque prova della magistrale abilità di Hitchcock nel creare e gestire momenti di tensione: le inquadrature si alternano perlopiù in medium shots e close-ups – spesso claustrofobici – che evidenziano la morsa sempre più stringente che intrappola la protagonista; i giochi di luci e ombre – efficacissimi soprattutto nei minuti finali – incrementano la suspense, sottolineando l’inquietudine di lei e le dubbie intenzioni di lui; anche nei momenti più calmi e sereni, il regista non permette mai allo spettatore di abbassare la guardia, inserendo segnali, sguardi o personaggi che riaccendono ansia e tensione, solo in apparenza attenuate.

Il sospetto è dunque un thriller psicologico ben strutturato e avvincente, costruito in un crescendo di suspense che – sostenuto da due ottimi protagonisti – esplode solo nella scena finale del film, lasciata aperta a libera interpretazione. Seppur più essenziale e semplicistico dei suoi capolavori successivi, Il sospetto resta una pellicola valida e degnissima del suo regista: un maestro del cinema, che ha definito un’epoca e fatto la storia.

È possibile vedere Il sospetto di Alfred Hitchcock, in streaming legale, a questo link

Il sospetto (1941) poster locandina

Titolo originale: Suspicion
Regia: Alfred Hitchcock
Paese/anno: Stati Uniti / 1941
Durata: 99’
Genere: Thriller
Cast: Alec Craig, Alfred Hitchcock, Auriol Lee, Billy Bevan, Carol Curtis-Brown, Cary Grant, Cedric Hardwicke, Clyde Cook, David Clyde, Edward Fielding, Faith Brook, Gavin Gordon, Heather Angel, Isabel Jeans, Joan Fontaine, Leo G. Carroll, Leonard Carey, Lumsden Hare, May Whitty, Nigel Bruce, Reginald Sheffield, Rex Evans, Vernon Downing, Violet Campbell
Sceneggiatura: Alma Reville, Joan Harrison, Samson Raphaelson
Fotografia: Harry Stradling Sr.
Montaggio: William Hamilton
Musiche: Franz Waxman
Produttore: Harry E. Edington
Casa di Produzione: RKO Radio Pictures

Sara Di Nardo

Studentessa laureata in Journalism & Media, Culture and Identity presso la Roehampton University di Londra. Durante la mia permanenza in Inghilterra ho collaborato con il sito web cinematografico whatsontheredcarpet, e da settembre 2019 scrivo recensioni per Asbury Movies. Amo tutto ciò che è cinema e scrittura.

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