ASHFALL

ASHFALL
di Kim Byung-seo, Lee Hae-jun


La nuova edizione online del Far East Film Festival si apre con Ashfall, dei registi Lee Hae-jun e Kim Byung-seo; un blockbuster coreano di buon livello, che unisce il filone del disaster movie occidentale a un genere action improntato al buddy movie, dal sapore tipicamente locale.

Pioggia di cenere

Non è un caso che per l’apertura di questa nuova edizione online del Far East Film Festival si sia scelto un titolo come Ashfall. Il film di Lee Hae-jun e Kim Byung-seo rappresenta infatti perfettamente il tipo di cinema che più di ogni altro, ogni anno, “fa” la manifestazione friulana: un blockbuster di grande respiro spettacolare e produttivo, che punta a rivaleggiare, quanto a livello tecnico, con i disaster movie statunitensi. E non è nemmeno un caso, probabilmente, che si sia scelto proprio un film proveniente dalla Corea del Sud come opera di apertura; il cinema sudcoreano, infatti, è stato “sdoganato” quest’anno dal trionfo agli Oscar di Parasite, con un riconoscimento che rischia però di trasmettere un’idea distorta di quella complessa cinematografia. Non solo autorialità e film da festival, quindi (che poi, lo stesso Bong Joon-ho è stato, ed è, regista capace di dirigere film “popolari” come pochi) ma anche opere di genere.

Lo spunto di Ashfall parte da una delle paure ancestrali più presenti nella società contemporanea (occidentale e orientale), ovvero quella dei terremoti. La trama immagina l’eruzione del vulcano Paektu, posto vicino al confine tra la Cina e la Corea, che causa una serie di fortissime scosse sismiche, dal Nord al Sud del paese, capaci di squassare principali città. Gli studi dell’esperto Kang Bong-rae danno praticamente per certe altre due eruzioni, l’ultima delle quali avrebbe effetti catastrofici; i militari optano così per una soluzione rischiosa quanto disperata: piazzare un ordigno nucleare nel luogo previsto per l’ultima esplosione, per neutralizzarne la portata. L’operazione, segreta, sarà condotta dal capitano Jo In-chang, che con l’aiuto di una spia infiltrata nell’esercito nordcoreano (Lee Joon-pyeong) dovrà infiltrarsi nel territorio del nord, rubare un nucleo di uranio da un ordigno ivi custodito, e piazzare quest’ultimo nel cuore del vulcano. Ma il tempo a disposizione dell’uomo si rivela più breve del previsto.

Ricalcato sui modelli del disaster movie americano, ma contaminato con una storia di spie e doppio gioco che racchiude in sé tematiche (la fedeltà ai propri ideali, l’amicizia, l’identità e il tradimento) tipicamente orientali, Ashfall è cinema popolare di buona fattura, diretto con mano sicura e scritto con intelligenza e senso dello spettacolo. I due registi Lee Hae-jun (suo il successo di Castaway on the Moon, del 2009) e Kim Byung-seo decidono coscientemente di farsi da parte per lasciare spazio allo staff tecnico del film, che utilizza al meglio un budget che per gli standard statunitensi è decisamente basso (circa 17 milioni di dollari americani). Si potrebbe obiettare su uno spunto iniziale che non è esagerato definire improbabile – la neutralizzazione di un evento naturale con un’esplosione nucleare – e soprattutto sulla natura propagandistica di un plot che sceglie di andare in Corea del Nord per rubare un ordigno atomico, come se l’esercito sudcoreano ne fosse sprovvisto. Una componente propagandistica che comunque disturba meno rispetto a quanto visto in altri prodotti recenti (viene in mente l’indigeribile Operation Chromite).

Per il resto, Ashfall media al meglio tra le esigenze di vendibilità internazionale e un umorismo spesso sopra le righe, che resta tipicamente locale; ciò si esplicita soprattutto nei dialoghi tra gli attori Ha Jung-woo e Lee Byung-hun, all’insegna di tempi e modalità da buddy movie, capaci di alleggerire il peso drammatico del plot. Il motivo della possibilità per gli esuli del nord di riunirsi ai propri cari, e la sottotraccia familiare della storia del protagonista – poco attento alla famiglia a causa del lavoro – non dicono nulla di particolarmente nuovo; ma non è un approccio innovativo al genere quello che i due registi vanno qui ricercando. Ashfall resta un blockbuster capace di intrattenere con intelligenza laddove se ne accettino le premesse, con un uso massiccio ma mai invasivo del digitale, e una componente di scrittura che lo rende superiore a molti suoi omologhi occidentali (si pensi per esempio a un San Andreas). L’autorialità va ricercata sicuramente altrove – il cinema della Corea del Sud, e la stessa filmografia di Lee Hae-jun, ne sono pieni – ma l’intrattenimento di buon livello, e l’ottimo artigianato di serie A, abitano sicuramente da queste parti.

Ashfall poster locandina

Titolo originale: Baekdusan
Regia: Kim Byung-seo, Lee Hae-jun
Paese/anno: Corea del Sud / 2019
Durata: 130’
Genere: Catastrofico, Drammatico
Cast: Amy Aleha, Christopher Gordon, Daniel Joey Albright, Daniel Kennedy, Derek Chouinard, Garrison Michael Farquharson-Keener, Ha Jung-woo, Jack Lyons, Jai Day, Jeon Hye-jin, Jonathan Ehren Groff, Lee Byung-hun, Ma Dong-seok, Mathieu Stewart, Maurice Turner Jr., Michael Ray, Robert Curtis Brown, Suzy Bae
Sceneggiatura: Kim Byung-seo, Lee Hae-jun
Fotografia: Kim Ji-yong
Produttore: Kang Myung Chan
Casa di Produzione: CJ E&M, Dexter Studios, Perfect Storm Film

Articoli correlati:

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *