TOP GUN

TOP GUN
di Tony Scott


In attesa di un sequel che arriverà a oltre tre decenni di distanza, Top Gun si rivela un cult invecchiato sorprendentemente bene, grazie alla vigorosa regia di Tony Scott e a una sceneggiatura che non “bara” mai sul suo carattere stereotipato. L’occasione per rivedere il film di Scott è la sua riedizione in 4K e Blu-Ray, per opera della Universal.

L'élite degli anni '80

Parlare oggi di Top Gun significa approcciarsi a un cult movie che fu emblema di un intero periodo (gli anni ‘80) e di un preciso modo di viverlo e sentirlo (la “muscolarità” reaganiana). Il film di Tony Scott è intriso in ogni suo fotogramma di questo feeling, dal primo, spericolato volo del Pete “Maverick” Mitchell di Tom Cruise – con tanto di scena del caffè versato alla base – fino alla battaglia conclusiva con un nemico senza volto, che consacra definitivamente la crescita del giovane virgulto e la sua maturazione.

Al di là di quella patina nostalgica e da cult che avvolge gran parte dei film che hanno fatto la storia del periodo, e cercando di fare un’operazione critica che lasci fuori il trasporto affettivo verso quegli anni, il film di Tony Scott è invecchiato in definitiva bene. La sceneggiatura – che fu scritta dai due autori dell’articolo cui il film si ispira, con la supervisione di Chip Proser – è un concentrato di schematismi ed esaltazione dell’edonismo anni ‘80, ma fa esattamente ciò che il film dichiara.

Tutto è inevitabilmente stereotipato, in Top Gun – film che fu sostenuto dalla marina militare degli Stati Uniti – ma mai il film di Scott “bara” cercando di definirsi altro da ciò che è: è stereotipato il percorso di crescita del personaggio di Cruise, lo è la sua love story (intuibile fin da quando i due posano gli occhi l’uno sull’altra) con l’istruttrice interpretata da Kelly McGillis, è stereotipata l’amicizia del protagonista con il suo secondo interpretato da Anthony Edwards e il suo dualismo con un “Iceman” Kazinski a cui Val Kilmer diede volto ammirevolmente.

Dispositivo cinematografico perfetto e summa dei valori del periodo (edonismo, machismo e amicizia virile, coraggio e un pizzico di incoscienza anarchica), Top Gun incarna tutta la sua filosofia nel percorso di un protagonista a cui Cruise dà il volto in modo sorprendentemente convincente: dal sorriso sbruffone e pieno di tensione post-adolescenziale – rivolto indifferentemente alla “preda” McGillis e al “nemico” Kilmer – alla crisi depressiva seguita a un incidente mortale, fino alla risalita.

Attraversa tutte le “fasi dell’eroe”, il personaggio di Tom Cruise, con l’attore che riesce a mantenere un’aderenza mimetica alla figura di Maverick, creando a sua volta un’icona (i Ray-Ban e il giubbotto militare divennero feticci del periodo) e modulando la sua recitazione quel tanto che basta per sottolinearne l’evoluzione. Rispetto ad altri film che furono emblema del reaganismo (pensiamo a Rambo 2 – La vendetta), Top Gun fa arrivare il suo messaggio in modo più soft, limitando la parte autenticamente bellica all’inizio e alla fine, e senza dare un volto ai nemici.

È invecchiato quindi bene, Top Gun – prescindendo dall’aura nostalgica che la sua visione porta con sé – principalmente perché i suoi valori tecnici restano comunque molto alti: le sequenze aeree, all’avanguardia per il periodo, trasmettono bene il senso di coinvolgimento “fisico” che il film vuole evocare, senza sacrificare nulla in termini di leggibilità; Scott infila poi nel film alcune finezze cromatiche – le riprese in controluce al tramonto – che oggi sono più facili da apprezzare.

Soprattutto, la sceneggiatura riesce ben a rendere l’evoluzione del personaggio del protagonista, mascherandone al meglio il carattere inevitabilmente semplificato e chiamando lo spettatore all’empatia senza enfatizzare troppo il lato melodrammatico della storia. Se è vero, come si dice, che Scott fu licenziato tre volte dalla produzione, bisogna dire che gran parte della riuscita del film – e del suo reggere alla visione per gli spettatori del 2020 – è opera sua.

Persino una storia d’amore patinata (con tanto di canzone acchiappa-Oscar Take My Breath Away) non disturba più di tanto; forse perché il film riesce ad essere autenticamente immersivo, ovvero a conglobare lo spettatore in tutto e per tutto nel clima di quegli anni. E non è un caso che un sequel apparentemente tardivo e fuori tempo massimo come l’imminente Top Gun: Maverick, sia attualmente tanto atteso.

L’uscita in 4K del film di Tony Scott ha portato a una riedizione anche in Blu-Ray in versione rimasterizzata, formato a cui comunque il film si adatta benissimo. La bellissima fotografia di Jeffrey Kimball è esaltata da un video con la giusta dose di grana, e da un contrasto sempre a livelli ottimali; sono presenti varie tracce audio, tra cui l’italiano in DD 5.1 e l’inglese in Dolby Atmos (con sottotitoli opzionabili); consiglieremmo quest’ultima traccia per il carattere giustamente “immersivo” che riesce a rendere. È possibile inoltre vedere il film coi commenti (sottotitolati) del regista Tony Scott, del produttore Jerry Bruckheimer, del co-sceneggiatore Jack Epps, jr e di esperti della marina militare.

Particolarmente ricca, per trattarsi di un BD a disco singolo, la sezione dei contenuti speciali, in gran parte in HD: tra questi, il documentario L’eredità di Top Gun, con interviste a produttori e attori e anticipazione dell’imminente Top Gun – Maverick; lo special A ore sei, in cui Tom Cruise e Jerry Bruckheimer rivelano i loro ricordi sul film; il making of Zona Pericolo, di ben due ore e mezza; uno storyboard con commento opzionale del regista Tony Scott; il documentario Il meglio del meglio, incentrato sulla vera Top Gun, con interviste ai suoi responsabili; una selezione di videoclip musicali; e infine un assemblaggio di materiale promozionale girato all’epoca dell’uscita del film nelle sale.

Top Gun poster locandina

Titolo originale: Top Gun
Regia: Tony Scott
Paese/anno: Stati Uniti / 1986
Durata: 109’
Genere: Azione
Cast: Adrian Pasdar, Anthony Edwards, Barry Tubb, Brian Sheehan, Clarence Gilyard Jr., Duke Stroud, Frank Pesce, James Tolkan, John Stockwell, Kelly McGillis, Linda Rae Jurgens, Meg Ryan, Michael Ironside, Pete Pettigrew, Randall Brady, Rick Rossovich, Ron Clark, T.J. Cassidy, Tim Robbins, Tom Cruise, Tom Skerritt, Troy Hunter, Val Kilmer, Whip Hubley
Sceneggiatura: Jack Epps Jr., Jim Cash
Fotografia: Jeffrey L. Kimball
Montaggio: Billy Weber, Chris Lebenzon
Musiche: Harold Faltermeyer
Produttore: Don Simpson, Jerry Bruckheimer, Warren Skaaren
Casa di Produzione: Don Simpson/Jerry Bruckheimer Films, Paramount Pictures

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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