SUNOD

SUNOD
di Carlo Ledesma


Cosa non farebbe una madre per sua figlia? E una figlia per sua madre? Lo scopriamo grazie a Sunod, horror filippino diretto da Carlo Ledesma. Dal Far East Film Festival 2020 arriva un racconto di genere che gioca su più tavoli, naturale, sovrannaturale, analisi sociale addirittura. Non riesce a legare tutto con fluidità, ma l’emozione non latita e le ricompense per gli appassionati (e non solo) non mancheranno.

Amore della mamma

La cosa migliore, parlando di Sunod, horror filippino col cuore al posto giusto e qualche problemino nel dosaggio degli ingredienti, presentato al Far East Film Festival e diretto da Carlo Ledesma, è di cominciare con un riassuntino dei primi quaranta minuti di racconto. Poi basta, perché andare oltre non è cosa.

Olivia (Carmen Villaroel) è una madre single. Economicamente allo stremo, dispera di non riuscire a pagare la retta ospedaliera della figlia Annelle (Krystal Brimner), ricoverata per un difetto cardiaco congenito. Miracolosamente riesce a intrufolarsi in un tirocinio per operatori di call-center presso un’importante azienda di Manila, la LGO. Non è proprio il massimo, ma contando la salute della ragazza più di ogni altra cosa, Olivia si tuffa a capofitto nel lavoro. La società ha sede in un antico edificio della capitale filippina dal passato nebuloso, funestato da continui black-out e sinistre zone d’ombra. Una sera, concluso il turno, Olivia sorprende nel palazzo una bambina di più o meno dieci anni, Nerisa (Rhed Bustamante). Si è persa nei bagni, e ha bisogno di aiuto per ritrovare la via di casa. Olivia non può immaginarlo a questo punto della storia, ma l’estemporanea gentilezza nei confronti della bambina porterà conseguenze. Estreme, imprevedibili e disorientanti.

Un cuore umano sotto pressione, non serve altro. Era necessario partire dalla rapida esposizione perché non c’è modo migliore per cogliere il segno di una lucida consapevolezza narrativa. Che anima il film e lo mette sulla strada giusta. Qualunque decorazione spettacolare che arricchisca e impreziosisca l’assunto di partenza deve valere per ciò che è, appunto un abbellimento. Sunod funziona perché è horror dal cuore umanista e dall’abito truculento. Non rinuncia all’emozione fisica, allo shock, alla poesia delle zone d’ombra. Ma, fatti i conti con la propria identità di genere (!) mette sempre e rigorosamente l’effetto plastico al servizio dell’emozione.

Carlo Ledesma si era già fatto notare per l’horror australiano The Tunnel (2011), tra l’altro inusualmente distribuito via BitTorrent. Con Sunod si muove secondo la logica dell’accumulazione. All’inizio del film abbiamo una madre che si preoccupa perché il corpo della figlia è guasto. A un certo punto entrano in gioco angosce che riguardano anche l’anima. E se c’è una madre che insegue la figlia al principio, c’è anche una figlia che insegue la madre in conclusione. Le premesse si sdoppiano e si fanno più spaziose. C’è buona chimica fra Carmen Villaroel e Krystal Brimner. La tensione che le opprime è il riflesso di un disagio che è anche socio-economico. Ulteriore motivo. In fondo, ciò che Annelle e Olivia patiscono è la vulnerabilità di una condizione, semi-povertà, che le espone costantemente al rischio dell’abuso da parte di un potere superiore. Umano e non umano.

In questo senso, la parentesi call-center, il versante diciamo neorealistico delle vicende di Olivia, la collega Kate Alejandrino, il superiore troppo-bello-per-essere-vero JC Santos, la direttrice cattivissima Mylene Dizon, faticano ad armonizzarsi con il corso principale del racconto.

Horror stratificato, interessante ma imperfetto, Sunod paga dazio alla molteplicità delle sue anime. La regia di Ledesma non gestisce con la dovuta fluidità la transizione dal versante naturale a quello soprannaturale del racconto. Storia di madre e figlia, ma più complessa di quel che sembri, e con molti più attori coinvolti di quanto sia dato immaginarsi al principio. Ma le grandi rivelazioni si consumano in ritardo, e la tensione si costruisce in maniera troppo schematica. Una mano più salda e un’organizzazione più rigorosa avrebbero elevato il potenziale di quest’ horror. Un buono spettacolo, avrebbe potuto essere straordinario.

Sunod poster locandina

Titolo originale: Sunod
Regia: Carlo Ledesma
Paese/anno: Filippine / 2019
Durata: 100’
Genere: Horror
Cast: Carmina Villaroel, JC Santos, Kate Alejandrino, Krystal Brimner, Mylene Dizon, Rhed Bustamante, Susan Africa
Sceneggiatura: Anton Santamaria
Fotografia: Mycko David
Montaggio: Gino Delos Reyes
Musiche: Arnold Buena, Bogs Jugo, Robbie Factoran
Produttore: Mark Victor, Paul Soriano
Casa di Produzione: Ten17P

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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