ONWARD – OLTRE LA MAGIA

ONWARD – OLTRE LA MAGIA
di Dan Scanlon


Con un interessante mix iconografico, che unisce elementi fantasy ad altri contemporanei, Onward - Oltre la magia di Dan Scanlon intrattiene al meglio; lo fa utilizzando in chiave melò l'elemento di una presenza/assenza come quella del padre del protagonista, e ribadendo il nucleo tematico forte della più recente produzione Pixar.

Una guida magica (in)visibile

Produttivamente sotto l’egida Disney, ma ormai autonoma creativamente, la Pixar ha continuato negli ultimi anni ad alternare i sequel delle sue vecchie serie (Gli incredibili 2, Toy Story 4) a progetti totalmente originali. Nel caso di questo Onward – Oltre la magia, la vicenda che avrebbe dato origine al film ha un taglio ancora più personale rispetto ad altre opere del passato: sembra infatti che il regista Dan Scanlon abbia scritto il copione del film ispirandosi alla figura di suo padre, scomparso quando lui e suo fratello erano ancora molto giovani. Sia quel che sia, lo studio di animazione sembra aver assorbito decisamente bene il colpo della fuoriuscita di John Lasseter, sostituito nel ruolo di supervisore creativo da Pete Docter; e in effetti, tenendo a mente il lavoro fatto da quest’ultimo per opere come Up! e (soprattutto) Inside Out, il tocco di Docter – qui produttore esecutivo – sembra abbastanza evidente. Tocco che comunque va a innestarsi su un substrato di temi che sono ormai marchio di fabbrica per lo studio.

Il plot di Onward – Oltre la magia racconta di un mondo immaginario, che dall’originale conformazione simil-fantasy si è lentamente avvicinato a quello moderno; la tecnologia e le sue meraviglie hanno infatti progressivamente sostituito le invenzioni magiche. Qui, si muovono i due fratelli elfi Ian e Barley, dal carattere opposto, che hanno perso il padre quando erano ancora molto giovani; il giorno del diciottesimo compleanno di Ian, la madre consegna loro un regalo del genitore: una bacchetta magica che, insieme a una rarissima gemma, consentirà loro di resuscitarlo per 24 ore. Ian esegue l’incantesimo ma l’energia della gemma si esaurisce prima che l’azione sia completa: così, del genitore vengono riportate indietro solo le gambe. Ian e Barley dovranno così mettersi in viaggio verso un miracoloso monte, dove si dice sia custodito un altro esemplare della gemma che consentirà loro di riabbracciare per un’ultima volta il padre.

È un interessante mix, l’ambientazione di Onward – Oltre la magia, che utilizza la trasparente metafora “magica” per parlare della modernità, e dell’inibizione del sogno e della meraviglia che la vita all’interno del tessuto sociale moderno comporta. Una scelta che, dal punto di vista visivo, mescola al meglio motivi prettamente medieval-fantasy (il drago come animale domestico, il centauro poliziotto, le case a forma di fungo) con altri propri della modernità (le automobili, i cellulari) in un continuum che sorprende per coerenza, nonostante le sue diverse influenze. Gioca molto su tale contrasto, il film di Dan Scanlon, a partire dal prologo che mostra la lenta trasformazione del mondo così com’era originariamente in quello iper-tecnologico moderno; ma la dialettica magia/tecnologia viene utilizzata anche – e diremmo soprattutto – nella descrizione del viaggio dei due ragazzi, incarnandosi nel personaggio di Corey, ristoratrice-manticora imborghesitasi e costretta a dimenticare le proprie origini dalle necessità del lavoro.

Una delle prime tematiche che si possono ritrovare in Onward – Oltre la magia è proprio quella della ricerca della propria strada come riscoperta delle proprie radici; un tema che tocca sia il personaggio della già citata Corey, sia le figure dei due fratelli, in viaggio per ricongiungersi a un genitore di cui non hanno che ricordi vaghi. Parallelamente a ciò, si ritrova il tema più generale dell’importanza della famiglia – come struttura primaria della vita associata, ma anche come luogo degli affetti e strumento di supporto – che è diventato un po’ il leit motiv di tutte le produzioni Pixar più recenti; nonostante la grande differenza di ambientazioni e stili, ritroviamo infatti questo motivo tanto nel già citato Inside Out quanto in Coco, e – in senso lato – anche in un sequel come Toy Story 4. Qui, tuttavia, il tema si lega – in un modo che risulta toccante nella sua semplicità – a quello della perdita e del lutto: i due fratelli porteranno infatti avanti la loro ricerca con una presenza/assenza, quella di quel genitore che, incarnato in quel paio di gambe prive del resto del corpo, non cesserà di far sentire la sua guida benefica sull’intero loro viaggio.

Il livello tecnico di Onward – Oltre la magia è qualitativamente del tutto in linea con le più recenti produzioni Pixar. Il film di Scanlon riesce a risultare fruibile in modo semplice e immediato sia dal pubblico più giovane, che ne può apprezzare tanto il substrato fantasy quanto i riferimenti più vicini alla quotidianità, sia da una fascia di spettatori più matura, che tuttavia non viene mai blandita con citazioni cinematografiche, o furbeschi riferimenti vintage – come pure vorrebbe la moda più recente. Il tema del lutto e quello della presenza/assenza, insieme a una missione che possiede in sé in nuce un elemento di malinconia (la presenza del padre sarà momentanea, destinata a dissolversi entro 24 ore) introduce nel film una componente melò capace di toccare le giuste corde emotive in un pubblico autenticamente trasversale. Unitamente a questo, il film di Scanlon è anche un’avventura che intrattiene al meglio, col suo ritmo ben congegnato e privo di pause, e con una struttura circolare – guardandolo sarà più chiaro il perché di questa definizione – che ne sostanzia al meglio il substrato morale. Si potrebbe forse obiettare che il nucleo tematico delle opere Pixar, in fondo, è costituito sempre dagli stessi motivi forti (la famiglia, la crescita, l’importanza degli affetti); ma finché questi temi vengono portati avanti con tale resa qualitativa, che senso ha lamentarsene?

Onward - Oltre la Magia poster locandina

Titolo originale: Onward
Regia: Dan Scanlon
Paese/anno: Stati Uniti / 2020
Durata: 112’
Genere: Animazione, Avventura, Fantasy
Cast: Ali Wong, Chris Pratt, John Ratzenberger, Julia Louis-Dreyfus, Lena Waithe, Mel Rodriguez, Octavia Spencer, Tom Holland
Sceneggiatura: Dan Scanlon, Jason Headley, Keith Bunin
Fotografia: Adam Habib, Sharon Calahan
Montaggio: Catherine Apple
Musiche: Jeff Danna, Mychael Danna
Produttore: Kori Rae, Pete Docter
Casa di Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Distribuzione: Walt Disney Pictures

Data di uscita: 19/08/2020

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Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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