GALVESTON

GALVESTON
di Mélanie Laurent


Scritto da Nic Pizzolatto e diretto da Mélanie Laurent, Galveston avrebbe le carte in regola per rivelarsi intrigante, ma purtroppo non mantiene le promesse. L'adattamento del romanzo smorza le tinte crime per incentrarsi più sul dramma dei protagonisti e sulla recitazione degli attori; gli sguardi e i silenzi di Ben Foster ed Elle Fanning, insieme alla cupa e raffinata fotografia, rappresentano il punto forte del film, ma non sono sufficienti a controbilanciare dei dialoghi piuttosto scontati e un ritmo fiacco.

Paris (in) Texas

Roy Cady è un sicario perseguitato dal boss mafioso per cui lavora, e dal cancro che gli divora i polmoni; Rocky è una prostituta adolescente con troppi segreti e una misteriosa bambina al seguito: Galveston è la storia della loro fuga, un disperato road movie attraverso un’America livida e oscura in cerca di un'(im)possibile redenzione.
Nei panni del killer rude e tormentato un convincente Ben Foster, reduce tra l’altro da Hell or High Water, il western thriller americano distribuito da Netflix e diventato un piccolo culto, mentre nel ruolo della giovane escort dal passato oscuro e dal sorriso luminoso ritroviamo la talentuosa Elle Fanning.

Autore del soggetto e della sceneggiatura, Nic Pizzolatto, il pluricelebrato autore della serie HBO True Detective, mentre la regia è di Mélanie “Shoshanna” Laurent, l’attrice tarantiniana nota al pubblico per aver interpretato il ruolo della coraggiosa ebrea in Bastardi senza gloria. Galveston è la prima pellicola americana della Laurent, che ha all’attivo come regista due lungometraggi Breathe (2014) e Diving (2017), entrambi con un buon successo di critica.

Il film avrebbe dunque tutte le carte in regola per rivelarsi intrigante, ma purtroppo non riesce a mantenere fino in fondo le promesse.
Il Roy Cady del romanzo originale deve parecchio al Rustin Cohle di True Detective, ma chi si aspetta di ritrovare nella pellicola il sarcasmo e le riflessioni esistenziali, tratti distintivi di Nic Pizzolatto, resterà deluso.
Mélanie Laurent ha infatti apportato pesanti modifiche alla sceneggiatura, tanto che lo scrittore di New Orleans ha deciso di firmarla come Jim Hammet, pseudonimo che ricalca due autori chiave del noir, Jim Thompson e Dashiel Hammett.

Di tale spirito non è però rimasta molta traccia nella versione del film rivista dalla Laurent, la quale sostiene che “se i produttori americani hanno chiamato una francese a girare tale film ci sarà pure un motivo”. Il suo adattamento del romanzo smorza infatti le tinte crime per incentrarsi più sul dramma dei protagonisti e sulla recitazione degli attori. La regista ha infatti dichiarato di aver modificato la storia in base alle improvvisazioni estemporanee di Ben Foster ed Elle Fanning. I loro sguardi e i loro silenzi, in effetti, riescono a farti affezionare ai personaggi e, insieme alla cupa e raffinata fotografia, rappresentano il punto forte di Galveston.
“Lo so, solo perché non voglio scoparti pensi che ci sia qualcosa in me che non va” dice Roy a Rocky in uno degli squallidi motel che fanno da sfondo alla loro fuga, mentre fuori dalla finestra si scorge il cartello “Hell is real” e sul loro pick-up incombono le cupe ciminiere della periferia texana.
L’atmosfera c’è tutta, compreso un cameo di Beau Bridges nei panni di Stan, lo spietato boss mafioso, e una scena finale interessante, direi la migliore del film.

Non sono però sufficienti a coinvolgere lo spettatore che si ritrova ad assistere a una pellicola che nelle premesse ricorda l’America di Joe Lansdale o Cormac McCarthy, ma è caratterizzata da dialoghi piuttosto scontati e da un ritmo fiacco. L’idea di raccontare la storia di Roy e Rocky in chiave delicata e intimistica, spogliandola degli archetipi tipici del genere ha la sua originalità, ma Melanie Laurent non ha ancora quello stile e quell’abilità registica che gli permetterebbe di reinterpretarli. Le situazioni e i personaggi di Galveston, svuotati della loro epicità, rischiano di diventare prevedibili e deja-vu. Consigliato ai nostalgici dei film on the road anni Novanta.

Galveston poster locandina

Titolo originale: Galveston
Regia: Mélanie Laurent
Paese/anno: Stati Uniti / 2018
Durata: 91’
Genere: Azione, Drammatico, Thriller
Cast: Adepero Oduye, Beau Bridges, Ben Foster, C.K. McFarland, Christopher Amitrano, Don A. King, Elle Fanning, G. Peter King, Heidi Lewandowski, Jeffrey Grover, Jimmie Lee Sessoms, Jorge Longoria, Kayte Hughes, María Valverde, Mark Hicks, Michael John Lane, Michael Ray Escamilla, Rhonda Johnson Dents, Robert Aramayo, Sean Von Buseck
Sceneggiatura: Nic Pizzolatto
Fotografia: Arnaud Potier
Montaggio: Joseph Krings
Musiche: Eugenie Jacobson, Marc Chouarain
Produttore: Bruce Hall, Drew Sykes, Karri O'Reilly, Katie Koeblitz, Tyler Davidson
Casa di Produzione: Jean Doumanian Productions, Low Spark Films
Distribuzione: Movies Inspired

Data di uscita: 06/08/2020

Cristiana Astori

Scrittrice, cinefila, bibliofila. Sono laureata in psicologia delle comunicazioni di massa e autrice della Trilogia dei Colori (Tutto quel nero, Tutto quel rosso, Tutto quel blu, 2011-2014) edita dal Giallo Mondadori, a cui è seguito Tutto quel buio (Elliot, 2018); nei quattro romanzi della serie la giovane cinefila Susanna Marino va alla ricerca di misteriosi film realmente scomparsi. Ho inoltre tradotto diversi autori noir tra cui Jeffery Deaver e la saga di Dexter, da cui è stata tratta la serie tv omonima, e nel 1999 ho ricevuto il premio "Adelio Ferrero" per la Critica Cinematografica. Colleziono compulsivamente dvd, libri introvabili e locandine di cinema.

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