PIOTR DOMALEWSKI DIRIGERÀ BETRAYED, FILM DI GUERRA AMBIENTATO IN AFGHANISTAN

PIOTR DOMALEWSKI DIRIGERÀ BETRAYED, FILM DI GUERRA AMBIENTATO IN AFGHANISTAN
fonte: Variety

Il regista polacco, dopo il successo del suo secondo film I Never Cry, presentato al Festival di San Sebastian, si appresta a dirigere un war movie ispirato a un fatto reale avvenuto nel 2007.

Dopo i riconoscimenti della critica per il suo film d’esordio Silent Night (2017) e la conferma col recente I Never Cry (2020), presentato al Festival di San Sebastian, il regista polacco Piotr Domalewski si appresta a cambiare setting, dirigendo un film di guerra ambientato in Afghanistan. Il progetto, dal titolo provvisorio Nangar Khel – Betrayed, si ispira al libro Betrayed della giornalista Edyta Żemła, che raccontava quello che è passato alla storia come “l’incidente di Nangar Khel”: nel 2007, soldati polacchi spararono colpi di mortaio su un ricevimento di nozze in un villaggio afghano, uccidendo sei civili. Il fatto divenne noto come “l’evento che ha cambiato l’esercito polacco”.

Il libro della giornalista ebbe una grande risonanza in patria, specie per l’affermazione dell’autrice secondo cui “non sono stati i soldati a far appannare l’onore dell’esercito polacco, ma i politici”. La stessa Edyta Żemła farà da consulente per il film.

Mi interessano le emozioni di chi ha preso parte a quegli eventi o ne è stato responsabile, e quelle delle persone che ne hanno scritto in seguito”, ha dichiarato Domalewski. Non vorrei mai dare giudizi sul fatto che qualcosa sia stato giusto o sbagliato – faccio film cercando di determinare perché le cose succedono”.

Definito dopo il suo primo film “il Ken Loach polacco”, Piotr Domalewski è attualmente impegnato nel montaggio di Sexify, una nuova serie targata Netflix che ha co-diretto con Kalina Alabrudzińska, incentrata su tre ragazze che creano una app dedicata al sesso. “Non dovrà essere paragonata a Sex Education, ha commentato il regista, “visto che le nostre ragazze sono già al college, non scoprono la loro sessualità ma ci si confrontano. Non sono d’accordo col fatto che, essendo un uomo, non possa raccontare una storia al femminile – come se una regista donna non potesse parlare di uomini. Mi piace fare film sulle persone. Non so se le emozioni abbiano un genere, probabilmente non ce l’hanno. L’amore non ha genere, e neanche la rabbia e la gelosia. Mi piace fare film che parlino di emozioni”.

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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