WHY NOT YOU

WHY NOT YOU
di Evi Romen


Presentato in concorso al Torino Film Festival 2020 – dopo i passaggi allo Zurich Film Festival e al Tallinn Black Nights Film Festival – Why Not You è un esordio dalle tematiche interessanti per la regista Evi Romen, che tuttavia lascia il suo protagonista “alieno”, per larga parte, anche allo spettatore.

Mario balla da solo

C’è tutto il senso del film d’esordio di Evi Romen – già sceneggiatrice e montatrice – nel titolo internazionale Why Not You, un muto atto d’accusa che accompagna per quasi tutto il film il protagonista Mario, sopravvissuto a un attentato terroristico in un locale di Roma, che ha visto cadere ucciso il suo amico d’infanzia Lenz. Mario, che vive in un piccolo villaggio nel Sud Tirolo, è un ballerino talentuoso, ma ha problemi di tossicodipendenza e si barcamena tra lavoretti precari, tra cui quello in una macelleria in cui è costretto a offrire favori sessuali al titolare. Non sembra esserci futuro per lui nella piccola comunità montana, così quando l’amico – che deve fare un provino per diventare attore a Roma – gli offre di accompagnarlo, Mario crede che quella sia l’occasione giusta. Al ritorno in paese, dopo l’attentato, tutti sembrano pensare che sia morta la persona sbagliata, mentre Mario si chiude sempre più nella sua alienazione e ricomincia a fare uso di eroina. L’incontro con un compaesano convertitosi alla fede musulmana porta Mario a contatto con l’Islam, ma questo lo isolerà ancor più dal resto della comunità.

È un esordio pieno di buone intenzioni, Why Not You, specie quando tratteggia la grettezza ipocrita di una comunità di provincia che non solo punta a escludere ogni forma di diversità, ma stigmatizza chiunque abbia aspirazioni che sono lontane dalla sua soffocante realtà. Mario è una sorta di corpo estraneo, uno che balla da solo su un palcoscenico privo di spettatori, un uccello a cui viene impedito con forza di spiccare il volo. La regista indugia sui paesaggi montani che circondano il piccolo paese, sui viaggi con la funivia verso il centro abitato, a dare un’idea plastica dell’isolamento che il giovane è costretto a subire. L’intensa interpretazione di Thomas Prenn tratteggia un personaggio borderline, dapprima incatenato a una vita che non vorrebbe, poi spaesato di fronte alla perdita di ogni punto di riferimento, a cominciare da quello del suo migliore amico. Le sequenze che vedono Mario impegnato nei suoi numeri di danza, quasi uno schiaffo al perbenismo imperante in paese, funzionano decisamente bene, grazie anche a un’attenta cura dei costumi e della fotografia. È interessante anche l’indugiare del film sulla parrucca ricciuta del protagonista, quasi un talismano che lo accompagna ovunque vada, rappresentazione di una diversità mai del tutto esplicitata.

Interessante nelle sue premesse, ed efficace nelle interpretazioni, Why Not You soffre tuttavia di una sceneggiatura incerta, che abbozza dei subplot che poi non sviluppa (la figlia avuta da Mario in una precedente relazione), inserisce nella trama motivi che restano poco approfonditi (la differenza di classe tra i due amici, e tra le rispettive famiglie) e si scopre irrisolta, e confusa, nella fase in cui il giovane si avvicina alla religione islamica. Non c’è infatti un’autentica evoluzione – o meglio, c’è e viene lasciata sottintesa – nel processo che porta il protagonista da curioso osservatore del gruppo di preghiera a suo convinto partecipante. Sembra quasi che il protagonista, sempre orgogliosamente ai margini di qualsiasi contesto sociale incontri, arrivi a cercare un punto di riferimento stabile e a trovarlo infine nel primo posto in cui gli viene offerto; ma la sequenza finale, in cui lo vediamo di nuovo ballare a torso nudo, sembra negare anche quest’ultimo approdo, ribadendo l’alterità del personaggio. Un’evoluzione che il film di Evi Ronen non riesce ad approfondire al meglio, lasciando questa figura come un corpo estraneo, “alieno” anche allo spettatore stesso.

Mette comunque tanta carne al fuoco, Why Not You, dall’identità sessuale del protagonista, fluida come il suo vagare alla ricerca di un proprio spazio, al già accennato tema delle differenze di classe nel paese, fino ai contrasti – accennati nelle parti iniziali – tra i due amici, con l’inespressa gelosia di Mario ad accompagnare quasi ogni sua interazione con Lenz. Quest’ultimo, da par suo, è altrettanto ribelle, altrettanto convinto che la comunità montana non sia il suo spazio, ma ha la strada spianata verso il cambiamento dalle condizioni agiate della famiglia. Solo i colpi di mitragliatore di un gruppo di fanatici lo fermano, lasciando invece illeso l’elemento più debole, e meno attrezzato per adattarsi. Un contrasto che attraversa tutto il film, che tuttavia – non accompagnato com’è da una scrittura abbastanza solida e compatta – impedisce di considerare questo Why Not You come un lavoro pienamente riuscito.

Why Not You poster locandina

Titolo originale: Hochwald
Regia: Evi Romen
Paese/anno: Austria, Belgio / 2020
Durata: 107’
Genere: Drammatico
Cast: Hannes Perkmann, Josef Mohamed, Kida Khodr Ramadan, Lissy Pernthaler, Marco di Sapia, Noah Saavedra, Raffaella O'Neill, Thomas Prenn, Ursula Ofner
Sceneggiatura: Evi Romen
Fotografia: Jerzy Palacz, Martin Gschlacht
Montaggio: Karina Ressler
Musiche: Florian Horwath
Produttore: Alexander Dumreicher-Ivanceanu, Bady Minck, Gregory Zalcman
Casa di Produzione: Amour Fou Vienna, Österreichischer Rundfunk (ORF), Take Five

Marco Minniti

Giornalista pubblicista e critico cinematografico. Collaboro, o ho collaborato, con varie testate web e cartacee, tra cui (in ordine di tempo) L'Acchiappafilm, Movieplayer.it e Quinlan.it. Dal 2018 sono consulente per le rassegne psico-educative "Stelle Diverse" e "Aspie Saturday Film", organizzate dal centro di Roma CuoreMenteLab. Nel 2019 ho fondato il sito Asbury Movies, di cui sono editore e direttore responsabile.

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