L’INCREDIBILE STORIA DELL’ISOLA DELLE ROSE

L’INCREDIBILE STORIA DELL’ISOLA DELLE ROSE
di Sydney Sibilia


Su Netflix dal 9 dicembre L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, il nuovo film di Sydney Sibilia. Tratto dalla vera storia dell’ingegnere che fondò uno staterello artificiale al largo delle coste riminesi sul finire degli anni ’60 scatenando un putiferio internazionale. Colorato e aperto al mercato internazionale, un film più incisivo nelle intenzioni che nella resa.

Di piattaforme artificiali, d’amore e libertà

Sydney Sibilia, l’autore di Smetto quando voglio, non sbaglia nel presentarci il suo nuovo film per quello che è. Già a partire dal titolo. Che sarebbe L’incredibile storia dell’Isola delle Rose, dal 9 dicembre su Netflix. La faccenda è pazzesca da qualsiasi angolazione la si voglia considerare, anche per gli standard di creatività e insubordinazione dei tardi anni ’60. L’epoca è quella delle turbolenze del frizzantino Sessantotto italiano (e non solo), con qualche precisazione. Tanto per cominciare Giorgio Rosa, il protagonista. Per come ce lo racconta il film non è animato da chissà quale fervida volontà politica, quanto piuttosto da un’indole sognatrice e da un cuore innamorato. Non vuole cambiare il mondo, ma farsene uno tutto suo. Giorgio Rosa, già. Chi era costui?

Giorgio Rosa era (è scomparso nel 2017) un ingegnere bolognese dalla fervida immaginazione che sul finire degli anni ’60 costruisce, oltre il limite delle acque territoriali italiane e di fronte alla costa di Rimini, una piattaforma artificiale galleggiante. Sul modello di quelle per l’estrazione del petrolio. Solo che su questa ci si può andare a ballare e, almeno negli auspici del suo fondatore, vale come nazione autonoma. Un’oasi di libertà e autodeterminazione con tanto di lingua ufficiale, l’esperanto. E una valuta. E un governo, delle leggi e pure la cittadinanza.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose rielabora poeticamente il fantasioso tentativo di Rosa immaginandolo come bizzarria pop, variazione dai toni sgargianti dello scontro tra Davide e Golia. La parte di Golia tocca alla Repubblica Italiana, poco propensa a farsi contagiare dall’euforia libertaria e indipendentista. Il pastrocchio è internazionale, perché a fasi alterne intervengono (o si propongono di farlo) anche il Consiglio d’Europa e le Nazioni Unite.

Nella parte di Giorgio Rosa c’è Elio Germano, che fa del suo protagonista un (non poi così) giovane a suo modo favoloso. Emarginato, per vocazione con la testa tra le nuvole, pazzamente innamorato. Di Gabriella, una brava Matilda De Angelis, specializzata in diritto internazionale e con la testa ben salda sulle spalle. È proprio per conquistarla, suggeriscono Sibilia e la co-sceneggiatrice Francesca Manieri, che Rosa si inventa tutta questa roba qui.

Lo assistono la barista incinta e minorenne Violetta Zironi, l’amico di una vita perennemente avvinazzato Leonardo Lidi, il disertore tedesco-promoter-apolide Tom Wlaschiha (lo ricordate ne Il Trono di Spade?), il naufrago Alberto Astorri. Lo contrastano, in una Roma che L’incredibile storia dell’Isola delle Rose vuole torrida, papalina e ostinatamente democristiana, il Ministro degli Interni Franco Restivo (Fabrizio Bentivoglio) e il Presidente del Consiglio Giovanni Leone (Luca Zingaretti).

Sul piano della coerenza, il film non fa che confermare quanto già detto in precedenza di Smetto quando voglio (uno due e tre), e cioè che quello di Sydney Sibilia è prima di tutto un cinema dell’autodeterminazione. Elogio della creatività, del genio folle e un po’ disperato di antieroi al margine del mondo che conta. Comici a un passo dalla tragedia, in pieno travaglio esistenziale, lavorano rasenti (e sopra e sotto) la legge, il buon gusto e le convenzioni per ritagliarsi una striscetta di paradiso adeguata agli sforzi. In fondo, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose fa da revival all’eterno scontro tra individuo e società. Stemperando nella variopinta gamma dei suoi colori gli accenti folli e sregolati di un discorso più radicale nell’assunto di partenza, che alla resa dei conti.

Il budget a disposizione è importante. Si immagina un appeal internazionale. D’altronde la struttura del racconto, la celebrazione dell’eroismo ribelle dei semplici che sfidano l’autorità, alcune scelte in materia di colonna sonora, tutto richiama a un tipo di cinema diverso dal nostro. Anche se la tendenza tutta italiana alla smitizzazione c’è sempre. Il problema è un’idea di film troppo debole e confusa.

L’incredibile storia dell’Isola delle Rose celebra i suoi protagonisti ammantandoli di un eroismo stereotipato, un Noi contro Loro tagliato su misura su una visione preconcetta degli anni ’60 e del fermento che li ha attraversati. L’Isola delle Rose è stata riesumata nel corso del tempo come riflesso di un pensiero utopico, ma anche come trovata commerciale. Il film non raccoglie la provocazione. Scherza in superficie, sminuisce le complessità al momento di tirar su il racconto. Il versante romano non fa eccezione; la cronaca satirica dei palazzi del potere alle prese con l’insubordinazione si risolve in farsa. L’impressione è di puntare sulla risata facile per non approfondire troppo.

L'incredibile storia dell'Isola delle Rose poster locandina

Titolo originale: L'incredibile storia dell'Isola delle Rose
Regia: Sydney Sibilia
Paese/anno: Francia, Germania, Italia / 2020
Durata: 117’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: Alberto Astorri, Andrea Pennacchi, Ascanio Balbo, Bruno Gouery, Christian Ginepro, Christian Stamm, Elio Germano, Fabrizio Bentivoglio, Fabrizio Rongione, Federico Pacifici, François Cluzet, Gennaro Iaccarino, Giulio Farnese, Joshua Takacs, Leonardo Lidi, Luca Della Bianca, Luca Zingaretti, Ludovica Loda, Marco Pancrazi, Matilda De Angelis, Riccardo Marzi, Roberto Caccavo, Tom Wlaschiha, Vincent Frost, Violetta Zironi
Sceneggiatura: Francesca Manieri, Sydney Sibilia
Fotografia: Valerio Azzali
Montaggio: Gianni Vezzosi
Musiche: Michele Braga
Produttore: Matteo Rovere
Casa di Produzione: Groenlandia
Distribuzione: Netflix

Data di uscita: 09/12/2020

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Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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