THE CAMPAIGN

THE CAMPAIGN
di Marian Crisan


Con uno sguardo lucido, attento a ogni minimo dettaglio e anche, quando serve, incredibilmente ironico, tagliente e addirittura cinico, The Campaign del rumeno Marian Crisan si fa forte di un approccio registico iperrealista, facendoci diventare ben presto parte integrante del piccolo villaggio di periferia in cui è ambientata la storia messa in scena. In concorso al Trieste Film Festival 2021.

Uno di noi

Ogni mondo è paese. E, a volte, anche allontanandosi parecchio dal proprio luogo di provenienza, si finisce per imbattersi nelle medesime realtà più e più volte aspramente criticate. In un mondo in cui, ormai, ognuno di noi ha perso fiducia in chi ci governa, particolarmente interessante è vedere i retroscena di come ogni politico e governatore costruisca la propria immagine, al fine di accattivarsi i consensi della gente. A tal proposito, il lungometraggio The Campaign (presentato in anteprima italiana al Trieste Film Festival 2021, nella sua speciale edizione online), diretto dal cineasta rumeno Marian Crisan, ci mostra una situazione bizzarra all’interno di un piccolo paese di provincia, che finisce inevitabilmente per assumere connotazioni universali.

Viorel, dunque, è un conducente di trattore che vive nel piccolo paese di Salonta insieme a sua moglie. Un giorno l’uomo incontra per caso Mocanu, prossimo candidato per un seggio al Parlamento Europeo, rimasto “a piedi” insieme ai suoi portavoce, in quanto l’auto su cui viaggiava si è rotta. Viorel, dunque, decide di ospitare gli uomini momentaneamente a casa sua, in attesa di far riparare la macchina. La loro permanenza, tuttavia, durerà più del dovuto, in quanto Mocanu stesso si accorgerà ben presto che portare avanti la propria campagna elettorale restando a stretto contatto con la gente di paese contribuirà a fargli ottenere parecchi consensi da parte dei suoi elettori.

Con uno sguardo lucido, attento a ogni minimo dettaglio e anche, quando serve, incredibilmente ironico, tagliente e addirittura cinico, The Campaign si fa forte di un approccio registico iperrealista, facendoci diventare ben presto parte integrante del piccolo villaggio di periferia. E così, dunque, anche noi seguiamo passo passo l’arrivista Mocanu nella sua campagna, tra partecipazioni a manifestazioni pubbliche (in cui viene “abusivamente” citato addirittura John Fitzgerald Kennedy al fine di far presa sul popolo), interviste e fotografie esilaranti nella loro forzatura (come quando, ad esempio, vediamo due impacciati Viorel e Mocanu esortati dal fotografo ad abbracciarsi).

Il regista Marian Crisan, dal canto suo, si è dimostrato sì lucido e attento nel mettere in scena questa bizzarra campagna elettorale, ma anche distaccato al punto giusto. Lo dimostra la scelta di evitare ogni qualsivoglia primo piano o dettaglio, limitandosi ad adoperare una sola inquadratura e un unico punto macchina per ogni singola scena. Una scelta, la presente, particolarmente azzeccata (persino quando bisogna gestire un necessario crescendo) nel mettere in scena una situazione sì estrema, assurda, ma anche incredibilmente attuale, addirittura universale.

Mocanu e Viorel, dal canto loro, stanno a rappresentare due personaggi perfettamente antitetici: mentre Viorel è genuino, sincero e di poche parole, Mocanu di parole ne pronuncia fin troppe (debitamente consigliato dal suo entourage), al fine di raggirare chi gli sta intorno. Riuscirà il buon Viorel a non farsi “contaminare” dal cinico Mocanu? In The Campaign il regista spara a zero contro tutto e tutti. Nessuno, a modo suo, ne esce realmente pulito (fatta eccezione per un anziano signore che ha l’aria di averne viste tante e tante nel corso della sua vita). Si salvi chi può.

The Campaign poster locandina

Titolo originale: Berliner
Regia: Marian Crisan
Paese/anno: Romania / 2020
Durata: 93’
Genere: Commedia, Drammatico
Cast: George Dometi, George Voinese, Ioana Chitu, Ion Ruscut, Ion Sapdaru, Maria Junghetu, Ovidiu Crisan, Petru Ghimbasan, Razvan Vicoveanu, Sorin Cocis
Sceneggiatura: Gabriel Andronache, Marian Crisan
Fotografia: Oleg Mutu
Montaggio: Tudor Pojoni
Produttore: Anca Puiu, Marian Crisan
Casa di Produzione: Mandragora, Rova Film

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Marina Pavido

Dopo la laurea in Lingue Moderne, Letterature e Scienze della Traduzione presso l’Università La Sapienza di Roma, mi sono diplomata in regia e sceneggiatura presso l’Accademia di Cinema e Televisione Griffith di Roma, con un workshop di critica cinematografica presso il Centro Sperimentale di Cinematografia. Dal 2013 scrivo di cinema con il blog Entr’Acte, con il quotidiano Roma e con le testate CineClandestino.it, Mondospettacolo, Raccontardicinema, Cabiria Magazine, e, ovviamente, Asbury Movies. Presidente del Circolo del Cinema "La Carrozza d'Oro", nel 2019 ho fondato la rivista Cinema Austriaco.

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