FATHER

FATHER
di Srdan Golubovic


Un padre percorre a piedi i 300 chilometri che separano la sua casa da Belgrado perché vuole riavere indietro i suoi figli. Father (Otac), in concorso al Trieste Film Festival 2021, coniuga dramma famigliare e road movie, l’analisi intima e una feroce critica sociale. Un film potente e dignitoso che non cede mai all’emozione facile, anche grazie all’intensa prova del suo protagonista, Goran Bogdan. Dirige Srdan Golubovic.

Padri e figli

Serbia, oggi. Una famiglia di quattro persone. Madre, padre e due figli. Estrema precarietà materiale. Con un gesto lacerante e provocatorio la madre denuncia pubblicamente lo scempio inflitto dalla povertà sulla vita in famiglia. I servizi sociali rispondono “traslocando” i ragazzi. Il padre non si rassegna e tra l’altro sente puzza di corruzione. Percorre a piedi i 300 km che separano la sua tana rurale da Belgrado, affidandosi alla gentilezza o all’indifferenza degli sconosciuti. Vuole far valere le sue ragioni nella capitale. Non sarà facile, niente lo è in Father (Otac).

Il pensiero va d’istinto alle atrocità che il tritacarne mediatico nostrano avrebbe partorito nel presentarci una storia del genere.

Dramma famigliare e a un tempo critica sociale, ispirato a una sorprendente storia vera, Father è una regia del serbo Srdan Golubović e arriva in anteprima italiana al Trieste Film Festival, qualche mese dopo la presentazione alla Berlinale 2020. L’enfasi è posta sul rapporto fra l’uomo e l’istituzione e sul travaglio interiore del protagonista. Goran Bogdan, con fermezza e gran decoro, fa del suo padre estromesso l’incarnazione di una volontà e di un corpo (fragile e instancabile) in movimento. Non concede al melodrammatico, alla lacrima facile.

La struttura è curiosamente tripartita. Uno shock emotivo delinea i contorni di un dramma d’impianto (neo)realista che all’improvviso cambia pelle e sceglie di parlare con i codici del road movie sui generis, per posarci, infine, sui binari di un epilogo d’alto contenuto simbolico e emotivo. E poi c’è la Serbia, le belle campagne funestate da rovine, rovine dappertutto; l’ironia sadica di una volontà superiore le sistema proprio accanto alla modernità dei suoi paesaggi urbani. L’utilizzo degli sfondi, ben al di là della semplice suggestione, approfondisce ulteriormente quest’idea del conflitto così centrale in Father.

Il conflitto, tra un padre che rivendica i propri legittimi e naturali diritti e l’influenza pervasiva delle istituzioni. Un potere sinistro e sfuggente, che a casa con la prevaricazione, e in città con la strumentalizzazione mediatica, elegge la povertà a unità di misura di cose e persone. Criterio di valore che separa il giusto e lo sbagliato, l’uomo che merita e quello che invece deve essere punito. Il regista immagina il suo film come un Paris, Texas balcanico. Il paragone è piuttosto ingombrante ma non così campato per aria, pure se la coincidenza non è perfetta. Il monello,anche, echi chapliniani che si avvertono di quando in quando. Father coniuga l’intimo e il pubblico e offre una struttura fluida e sfuggente, tenendo insieme i pezzi grazie alla ferma ancora morale della regia, e all’intensa dignità del suo protagonista.

Father (2020) poster locandina

Titolo originale: Otac
Regia: Srdan Golubovic
Paese/anno: Bosnia-Erzegovina, Croazia, Francia, Germania, Serbia, Slovenia / 2020
Durata: 120’
Genere: Drammatico
Cast: Ajla Santic, Boris Isakovic, Danijela Vranjes, Goran Bogdan, Igor Borojevic, Ivan Djordjevic, Izudin Bajrovic, Jovo Maksic, Ljubomir Bandovic, Marko Nikolic, Milan Maric, Milica Janevski, Mirko Vlahovic, Muharem Hamzic, Nada Sargin, Nikola Ilic, Nikola Rakocevic, Sasa Bjelic, Slavisa Curovic, Vahid Dzankovic, Zeljko Radunovic
Sceneggiatura: Ognjen Svilicic, Srdan Golubovic, Srdjan Koljevic
Fotografia: Aleksandar Ilic
Montaggio: Petar Markovic
Musiche: Mario Schneider
Produttore: Adis Djapo, Alexander Ris, Amra Baksic Camo, Boris T. Matic, Cédomir Kolar, Danijel Hocevar, Danis Tanovic, Jelena Mitrovic, Lana Matic, Marc Baschet
Casa di Produzione: Arte France Cinéma, Asap Films, Film House Bas Celik, Neue Mediopolis Filmproduktion, Propeler Film, SCCA / pro.ba, Vertigo, ZDF/Arte

Francesco Costantini

Nato a Roma a un certo punto degli anni '80 del secolo scorso. Laurea in Scienze Politiche. Amo il cinema, la musica, la letteratura. Aspirante maratoneta.

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